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La sanità trentina

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Sanità trentinaRovereto, 3 agosto 2015. - di Guerrino Soini

Per anni mi sono illuso di vivere in una realtà territoriale civile, attenta ai bisogni del cittadino con una sanità che ci era invidiata da tutto il resto del Paese. Oggi son venuto a contatto con la dura realtà di un sistema che si sta, ad ogni momento che passa, deteriorando sempre più.

E meno male che la fautrice dei costi bassi e della massima razionalizzazione "costi quel che costi" (Borgonovo Re per chi non avesse capito) è stata di recente esautorata da un incarico che non era alla sua portata.

I fatti

Ad un anziano, anzi ad un vecchio signore ( a 95 anni uno si ritrova ad essere vecchio senza scappatoie di sorta ) in condizioni non brillantissime è stata prescritta dal medico curante, su indicazione dei parenti, una visita neurologica in RAO E, l'uomo presenta qualche difficoltà di memoria e si cerca di arrivare a capire quale sia il suo stato reale di salute neurologica per prendere quelle decisioni che, giunti ad un certo punto della vita risultano ineluttabili per ogni famiglia.

Formo il numero verde e una gentilissima signorina Nadia, compresa la mia richiesta, mi comunica candidamente che all'Ospedale di Rovereto non è possibile prenotare la visita e che ci sono le "liste" per giugno del prossimo anno (2016), faccio presente alla signorina di cui sopra che questa situazione rappresenta uno scandalo e che per quella data un uomo di tale età potrebbe anche essere morto, le chiedo se c'è qualche altro posto dove poter effettuare questa visita in regime istituzionale; dopo qualche minuto di attesa la stessa mi comunica che potrebbe mettermi in lista a Trento ma, probabilmente, con gli stessi risultati di Rovereto.

La visita è necessaria e ci rivolgeremo alla sanità privata, che, sorprendentemente, sarebbe disponibile già domani e, quasi sicuramente, con gli stessi professionisti occupati fino a giugno in regime istituzionale. Qualche spunto di riflessione, però, dovrebbe suscitare questa situazione in chi amministra la "macchina sanitaria" della nostra Provincia che è, o almeno dovrebbe, essere al servizio del cittadino, di quello stesso cittadino che si chiede come mai a zingari, clandestini & C. sia sempre riservata una corsia preferenziale in tutto ( casa, lavoro, welfare ) e quand'è ora di fornire un servizio, dovuto, ad un residente che per una vita ha qui lavorato e pagato le tasse, lo si costringe, praticamente, ad una prestazione a pagamento quasi come se con il suo 5%, versato per 40 anni nelle casse del SSN questa prestazione lui non l'avesse già pagata.

E' una vergogna, grande, che una società che si vuole definire civile sia così manchevole con i propri censiti, soprattutto se si tiene conto che per altre questione si è pronti a spendere e spandere in modo indegno.

Mi chiedo dove sia la nostra Autonomia e che fine abbiano fatto i valori che fanno parte della storia della gente trentina e che oggi vengono sbandierati, spesso a sproposito, solo quando c'è da praticare accoglienza verso chi qui è arrivato senza chiedere permesso a nessuno, quando c'è da essere solidali con tutte le realtà del mondo escluse quelle che ci riguardano da vicino, mi chiedo anche come i dirigenti del Servizio Sanitario Trentino trovino il coraggio di intascare delle prebende invereconde, in funzione dei risultati economici raggiunti, e lascino marcire, inascoltate, le giuste lamentele di chi questo servizio vorrebbe corretto, giusto, efficiente.

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