Mar01192021

Last update02:32:50

Back Magazine Magazine Salute e Medicina La dignità dell’uomo soffoca nella spending review

La dignità dell’uomo soffoca nella spending review

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Ospedale di Rovereto PSRovereto, 18 novembre 2015. - di Guerrino Soini

Qualche tempo fa m'è capitato di scrivere circa la sanità trentina la quale, come abbiamo avuto modo di vedere, non è poi così splendidamente efficiente come si vuol far credere. Questo altro caso racconta del paradosso che si crea tra l'esigenza di cura e la fame di risparmio ad ogni costo.

Uno dei discorsi, a livello generale, che si sentivano circolare negli anni scorsi ( ma di queste cose si è parlato anche nell'ultima campagna elettorale per l'elezione del Sindaco di Rovereto ) era la necessità di investire delle somme considerevoli, comunque inferiori alla costruzione di una nuova Casa di Riposo (ma a desso si chiamano RSA – Residenze Sanitarie Assistenziali ), al fine di mantenere il più a lungo possibile gli anziani nella loro casa, ciò per un giustificato senso di rispetto del desiderio della persona di rimanere tra le proprie mura domestiche cariche di ricordi e di consuetudini ma, più prosaicamente, per un considerevolissimo contenimento dei costi di gestione delle persone in là con gli anni.

A questo scopo venne a suo tempo istituita l'ADI - Assistenza Domiciliare Integrata (ad inventar sigle i burocrati di casa nostra non sono secondi a nessuno) che, mediante un'assistenza diretta e specializzata doveva, appunto, favorire la permanenza dell'anziano nella propria abitazione garantendo quell'assistenza che, solitamente, i familiari non sono in grado di assicurare.

Nei giorni scorsi capita che un anziano, quasi centenario, scopre (o meglio lo scopre la signora che abitualmente lo aiuta ad alzarsi e vestirsi al mattino) di avere una grossa ulcera su una gamba. Si sa, gli arti sono dolenti, la stabilità sulle gambe è quella che è, durante la giornata l'anziano è quasi sempre seduto, di qui una cattiva circolazione che causa anche di questi problemi.

Nulla di che, si interpella il medico di base che prescrive una copertura antibiotica e l'intervento a domicilio del personale dell'ADI.

E qui cominciano i guai: chi si è recato presso il Poliambulatorio di Rovereto ad assumere informazioni si e sentito rispondere che il personale non ha tempo e che, come concessione massima, un infermiere si potrebbe recare presso il domicilio una sola volta, insegnando la procedura di medicazione ai familiari i quali si dovrebbero, poi, arrangiare. Meglio comunque portare l'ammalato presso la struttura così si evita anche quell'uscita che sembra proprio essere inconciliabile con lo standard operativo del Poliambulatorio.
L'anziano fa difficoltà a muoversi, un po' per il dolore alla gamba, un po' perché seriamente ipovedente e di conseguenza non in grado di camminare senza sostegno, un po' per una difficoltà respiratoria che, fatti pochi passi, si fa sentire in modo preoccupante.

Si decide, in tutti i casi, di portare il nonnetto a farsi medicare. Ora tra il dire ed il fare si dice ci sia di mezzo il mare, nel caso specifico sembra esserci stato almeno un oceano e mezzo dato che l'arzillo vecchietto non ne vuol sapere di muoversi di casa (a causa delle difficoltà raccontate prima e anche di qualche fissa che nel corso degli anni gli si è venuta immancabilmente a creare) e ci vogliono dieci giorni di pazienti azioni di convincimento per mettere in atto la spedizione.

Appena vista la situazione gli infermieri del Poliambulatorio decretano che è necessaria la visita urgente di un dermatologo (peraltro già prescritta dal medico di base e programmata dopo circa un mese secondo il RAO assegnato dallo stesso), effettuano una medicazione tampone rimandando il tutto a dopo la visita del dermatologo. Il RAO viene nel frattempo aggiornato e la visita dal dermatologo avviene qualche giorno dopo.

Fatta la diagnosi del caso viene prescritta una medicazione non banale (disinfezione, pomata, benda grassa, bendaggio e cerotto elastico sulla parte malata, crema base sulle zone circostanti, una tintura particolare negli spazi interdigitali del piede) da effettuare a giorni alterni in Ospedale o, comunque, in altro luogo ma da personale competente; una visita di controllo da effettuare nel giro di una decina di giorni.

Vista l'esperienza occorsa con la prima medicazione si opta per far intervenire a domicilio un infermiere professionale e ci si reca dal medico di base per le prescrizioni del caso. Qui la gioia di scoprire che di tutto quanto necessario l'ASSP di Trento si accolla il costo della sola soluzione salina che serve per la disinfezione, tutto il resto a carico del paziente (un importo di circa € 90,00 al quale andrà comunque sommato il costo dell'infermiere professionale).

Ma come? E se fosse andato a farsi medicare al Poliambulatorio o all'Ospedale i costi per i presidi medici non ci sarebbero stati? I costi dell'infermiere sarebbero stati diversi?

Che senso ha promuovere la permanenza, giusta, dell'anziano tra le pareti domestiche se poi lo si penalizza irragionevolmente facendogli pagare per intero cure che in più di settant'anni di contribuzione ha già provveduto a pagare non una ma mille volte? Che senso ha immaginare una sanità diffusa sul territorio se non siamo capaci di mandare un infermiere a domicilio a fare una medicazione? E' come istigare le famiglie alla corsa verso il ricovero .....

Forse è ora che i grandi managers che governano la sanità provvedano a ridurre un po' i loro emolumenti, concedendo un'assistenza migliore a chi, con il proprio lavoro, ha contribuito e contribuisce a pagare il loro più che lauto stipendio; forse è ora anche di smetterla di operare tagli indiscriminati sui servizi sanitari concentrandosi magari su sprechi che non hanno ragion d'essere, pur dando per assunta la correttezza di chi manovra il pubblico danaro; infine è senz'altro ora di ridare dignità alla persona umana magari evitando di sbatterla da Erode a Pilato per una visita, magari assicurando quei servizi ai quali ha diritto in nome della civiltà e di quanto nel corso della propria vita ha versato nelle casse di questa nostra Sanità Trentina che qualche perplessità fa sorgere nei nostri pensieri.

La dignità dell’uomo soffoca nella spending review

Chi è online

 325 visitatori online