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L’ esperienza di Oesterd e l’unicità della forza elettromagnetica e quella elettrica

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Trento, 24 marzo 2020. – di Luigi Cozzolino

Oersted Hans Christian, fisico danese, fu Consigliere di Stato, direttore del Politecnico di Copenaghen e membro dell'Accademia delle scienze di Parigi.

Sotto l'influsso della filosofia romantica della natura, che concepiva l'unità di tutte le forze fisiche, e dallo studio della filosofia in particolare di Kant, ricercò, intuì, e si appassionò alla ricerca dell'unità di tutte le forze fisiche e quindi anche l'unicità delle forze elettriche e magnetiche.

Tale rapporto, da molti studiosi intuito, fu definitivamente dimostrato nel 1820 dallo stesso Oersted con l'esperienza del filo attraversato dalla corrente elettrica con adiacente una bussola.

Fu una vera rivoluzione, in quanto tale scoperta evidenziò un forza totalmente diversa dal tipo di quelle che stavano alla base della teoria gravitazionale sviluppata da Newton

A questo punto dobbiamo evidenziare il pensiero di Oersted in quanto questo suo modo di pensare, come prima accennato, fu fortemente influenzato dallo studio di Kant soprattutto in quella parte in cui il filosofo tedesco sosteneva una unicità nella natura che si traduceva in due tipi di forze, attrattiva o repulsiva, tutte le altre forze erano solo una modificazione naturale delle due forze basilari sotto diverse condizioni.

Oersted studiò anche astronomia, si laureò in farmacologia con il massimo dei voti.

Affascinato dalle teorie del chimico ungherese Jacob Winter che proponeva due elementi basi responsabili della basicità' e l'acidità di tutte le sostanze, teoria in sintonia con la ricerca di unicità' della natura operata da Oersted, tanto che lo steso Oersted, non adeguatamente preparato, andò' a discutere queste sue tesi nel suo debutto scientifico a Parigi.

Fu una tremenda brutta figura, che Oersted dovette subire, chimici francesi dimostrarono l'inconsistenza delle tesi proposte di Oersted e con disprezzo ne bandirono la pubblicazione.
Da questa dura lezione il giovane Oersted, imparò che prima di andare a proporre delle tesi è bene supportarle con adeguate verifiche sperimentali.

Questo fatto ebbe ampia risonanza in Danimarca e al suo ritorno in Danimarca, questo suo insuccesso, gli impedì di accedere alla cattedra di fisica presso l'università di Copenaghen.

L'esperienza di Oersted (vedi figura), per la prima volta, rivela la produzione di campi magnetici da parte di conduttori percorsi da corrente elettrica.
Disponendo una bussola parallelamente a un conduttore rettilineo quando un corrente attraverserà il conduttore la bussola abbandonerà la posizione Nord dell'ago per spostarsi ad Ovest.

Quindi l'ago si posizionerà in modo perpendicolare al transito della corrente., Oersted è il primo scienziato che scopre questa intima unione tra un flusso di corrente elettrico e la produzione di un campo magnetico.

Diciamo che gli studi sui campi magnetici si erano fermati a 200 anni prima del 1820, anno in cui 0ersted arriva a questa importante conclusione.
Mentre gli studi sui campi elettrici erano approdati nel 1745 a cura di Kleist alla Bottiglia di Leida, nel 1764 a cura di Wilcke al primo tipo di Elettroforo, nel 1783 a cura di Volta all'elettroforo, nel 1800 sempre a cura di Volta, si arriva alla pila.

Il campo elettrico era stato ben studiato e scandagliato, lo stesso non era successo per lo studio dei fenomeni magnetici che erano fermi a secoli prima.

Molti studiosi si erano cimentati nella ricerca di questa sintonia tra effetti elettrici e effetti magnetici ma non ne vennero a capo.

Lo stesso Coulomb, gigante della fisica, era convinto che tra forze elettriche e forze magnetiche non poteva esistere alcuna relazione.
Dobbiamo, però anche dire che la pila di Volta fu fondamentale per arrivare alla scoperta di Oersted in quanto permise lo studio delle correnti elettriche che consentirà agli scienziati Ampere e Faraday di completare gli studi di Oersted fino ad arrivare alle magnifiche quattro equazioni di Maxwell del 1865 che con la pubblicazione "Una teoria dinamica del campo elettromagnetico" formulò le equazioni che completeranno lo studio dei campi magnetici e il loro rapporto con i campi elettrici.

Le equazioni di Maxwell spiegheranno la luce visibile, i raggi X, la luce ultravioletta, luce infrarossa, onde radio e i fenomeni elettromagnetici dinamici che sono alla base del funzionamento della corrente alternata.

Inoltre, sarà grazie alle equazioni di Maxwell che Einstein elaborerà nel 1905 la teoria della relatività ristretta.

L’ esperienza di Oesterd e l’unicità della forza elettromagnetica e quella elettrica

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