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I suoni delle Dolomiti al rifugio 'La Montanara'

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Coro Croz Corona al Rifugio Trento, 3 luglio 2012. - di Chiara Mazzalai

Una domenica da vera canicola.  l'1 luglio, motori rombanti e caldo torrido ci hanno stimolato a una fuga in alta montagna e abbiamo scelto di raggiungere il rifugio "La Montanara" a quota 1.600 metri slm, nel cuore del Brenta, da dove si può ammirare il lago di Molveno e le cime più belle. Un'occhiata al sito prima di partire e scopriamo che proprio quella domenica per I suoni delle Dolomiti il rifugio ospita il coro Croz Corona di Dercolo di Campodenno (TN). Dopo aver lasciato l'auto a valle,  ci incamminiamo fino a raggiungere la rinnovata seggiovia (ora biposto) e dai sellini ammiriamo lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi.

In alto,  in un cielo limpidissimo si distinguevano perfettamente le guglie delle cime del Brenta, guardando in basso caprette, mucche e pecore al pascolo nei pressi della malga Tovre.

Arriviamo alla meta, giusto in tempo,  per godere della coralità alpina che ci porta in un atmosfera di pace. Il maestro Renzo Toniolli dispone i suoi coristi sulla pedana di legno in un cerchio che pare abbracciare le centinaia di persone sedute sul prato per godersi, in un rispettoso silenzio,  il repertorio del coro scelto per l'occasione.

Il repertorio del coro Croz Corona è rappresentato inizialmente da canti tradizionali della coralità alpina, ma attualmente si configura quasi esclusivamente in composizioni che attestano innovazione, contemporaneità e nuove sonorità.

Sotto il sole per oltre un'ora (era caldo anche là),  gli impavidi coristi hanno saputo mantenere alta la concentrazione e il pubblico li ha poi salutati con lunghi e calorosi applausi, meritatissimi.

All'ora di pranzo profumi di piatti tipici trentini hanno stimolato anche il nostro appetito e abbiamo gustato la cucina della famiglia Sartori che da più di 30 anni, prima con Ines e Ettore, ora con Sonia e Umberto sfama turisti occasionali e affezionati montanari.

Anche i coristi del Croz Corona si sono accomodati ai tavoli, e,  dopo essersi saziat,i hanno intonato vari canti regalandoci ancora delle emozioni. Taglieri di affettati e formaggi tipici, piatti di crostate rigorosamente fatte in casa, nessuno si è fatto mancare nulla.

Nel tardo pomeriggio decidiamo di far rientro in città e ci incamminiamo verso valle dove avevamo lasciato l'auto, in discesa si fa meno fatica e ci risparmiamo la seggiovia.

Una domenica da ricordare.

Chiara Mazzalai

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