Trentino: Agricoltura autonoma o dipendente?

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Frutteto in Val di NonTrento, 13 novembre 2013.Redazione

Il Trentino – si sa – è la terra dell'autonomia, per eccellenza. Così politici di varia natura ed estrazione l'amano definire, ad ogni piè sospinto. Ma e proprio così? Nemmeno per sogno. L'affermazione è una bufala in molti campi, a cominciare dall'agricoltura. Perché? Già proprio in agricoltura con gli organismi geneticamente modificati. Per Gerhard Dichgans, direttore di Vog-Marlene, il 99% delle nuove varietà di mele è coperto da brevetto . E con le immagini della Valle dell'Adige, si passa al Trentino, dove molti meleti appartengono ai club di filiera.

Per entrare nei club e acquistare le piante, l'agricoltore deve firmare un contratto, con il quale si impegna a versare il raccolto ad un distributore autorizzato. Se il contadino non rispetta il contratto, le piante vanno estirpate. Così raccontano Georg Jageregger, melicoltore, presidente della Coop Kurmak e Gabriele Caliari, agricoltore, presidente della Coldiretti Trento.

Tutto questo dalla puntata di Report (Rai 3) in onda l'11 novembre scorso (vedi testo trasmesso). I nostri contadini sono schiavi delle multinazionali, visto che nei loro terreni devono coltivare ciò che altri vogliono. La domanda allora è di rito. Che senso ha parlare di autonomia del Trentino e in Trentino. Inoltre a cosa sono serviti e a che cosa servono i 40 milioni di euro all'anno alla Fondazione Mach (e Istituto Agrario di San Michele) . E la cooperazione cosa ha fatto in questi anni per difendere l'autonomia in agricoltura e dei contadini trentini?

Trentino: Agricoltura autonoma o dipendente?