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Vaia Myco-Remediation un Progetto super green

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Trento, 20 febbraio 2020. - di Casimira Grandi*

Vaia myco-remediation è un programma super green per il futuro sostenibile, che declinacomplesse esperienze per affrontare ecocriticità contemporanee, come quelle prodotte dalla tempesta Vaia.

È per noi fonte di particolare soddisfazione poter presentare all'edizione di Green Week 2020 la realizzazione di quanto proposto quale utopico progetto nell'edizione 2019, forti oggi del marchio depositato Vaia CERT ®: prodotto di innovative concezioni scientifiche ed economiche liberamente elaborate da persone che hanno creduto in questa idea.

L'ecologia della memoria nell'epoca della globalizzazione tende a recuperare e valorizzare le storiche relazione tra l'uomo e il suo ambiente di vita, per sostenere un'appartenenza identitaria - autentica- quale antidoto di elezione all'insostenibile abbandono del territorio.

In tale prospettiva è stato avviato in Trentino nell'estate 2019 -primo nell'arco alpino- un progetto pilota dall'ASUC (Associazione Provinciale Usi Civici) di Rover Carbonare, che ha messo a disposizione dell'utopia un appezzamento devastato dalla Vaia dove sperimentare l'eliminazione della biomassa legnosa prodotta dalla tempesta con un fungo: che prevede la degradazione naturale secondo il metodo tradizionalmente praticato dagli indios amazzonici e ivi proposto dall'imprenditore micoterapeuta Marco Passerini.

I punti di forza di questo lungimirante disegno sono apparentemente lontani dal nostro ambiente, come lo sono concretamente le Alpi e l'Amazzonia, ma sono distanze che si annullano nell'esercizio di una contemporaneità culturale fluida sostenuta dal virtuale e dal concetto maturo della "globalizzazione dello scambio" che annulla distanze e barriere mentali, soprattutto.

Come confermano i rapporti in atto tra chi scrive (brasilianista) con la Sociedade Brasileira de Etnobiologia e Etnoecologia, nonché del Grupo de Estudos Interdisciplinares sobre Biodiversidade, Sociedade e Educação na Amazônia dell'Universidade Federal do Pará. Il fondamento culturale - etico da trasmettere alle future generazioni di Rover Carbonare è certamente sostenuto dalla geografia emozionale vissuta attraverso elementi fisici e sociali nel panorama di valenza storica - politica - economica di un prezioso patrimonio collettivo, ma attualizzato dalla comparazione con realtà altre nella "coerenza ai tempi di vita", perché «L'universo è la nostra placenta» (A. Simoncini).

La proiezione del documentario girato dal dr. Passerini illustrerà l'azione in atto.

*docente di Storia sociale contemporanea Università di Trento

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