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"A egregie cose il forte animo accendono | L'urne de' forti, o Pindemonte"

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Trento, 12 luglio 2020. – di Claudio Taverna

Guerra 1915-1918, ovvero "Grande Guerra". Per l'Italia, 600 mila Caduti (provenienti da ogni parte d'Italia), 1 milione di feriti e mutilati. Ricordiamo i Cavalieri di Vittorio Veneto, in particolare, i Combattenti della Legione Trentina.

Oggi 12 luglio 2020: sono trascorsi 104 anni dal martirio di Cesare Battisti, giustiziato nella sua Trento, al Castello del Buon Consiglio, il 12 luglio 1916 dagli austriaci, dopo la condanna a morte inflittagli dal tribunale di guerra austro-ungarico, perché da italiano e da uomo libero, aveva volontariamente, coerentemente e coraggiosamente imbracciato le armi contro l'impero dell'aquila bicipite per l'annessione delle province italiane al Regno d'Italia.

Di fronte ai giudici del tribunale di guerra disse «Ammetto di aver svolto sia anteriormente che posteriormente alla scoppio della guerra con l'Italia, in tutti i modi la più intensa propaganda per la causa d'Italia e per l'annessione a quest'ultima dei territori italiani dell'Austria, ammetto di essermi arruolato come volontario nell'esercito italiano, di esservi stato nominato sottotenente e tenente, di aver combattuto contro l'Austria e di essere stato fatto prigioniero con le armi in mano
Gli furono negate la fucilazione e la divisa militare.

Cesare Battisti morì gridando "Viva Trento italiana! Viva l'Italia!"

Con Lui, ricordiamo il roveretano Fabio Filzi, fatto prigioniero con Cesare Battisti e fucilato lo stesso giorno, Damiamo Chiesa, anche Lui di Rovereto, fucilato alla Fossa dei Martiri (fossa Cervara) il 19 maggio 1916, dopo essere stato processato e condannato a morte dal tribunale di guerra dell'XI Armata austro-ungarica nella Villa de' Gerloni, in via della Saluga a Trento, a questo scopo requisita.

Con i tre Martiri Trentini ricordiamo anche il Martire Nazario Sauro di Capodistria, marinaio e irredentista, in armi contro l'Austria-Ungheria, fatto prigioniero, subì la stessa sorte dei Martiri Trentini e venne impiccato a Pola il 10 agosto 1916.

Mi preme solo ricordare che Cesare Battisti e il Doss Trento, sul quale riposano, nel Mausoleo piacentiniano, le Sue spoglie mortali, furono per anni lasciati nell'oblio e nell'abbandono.

Anche l'Associazione Nazionale degli Alpini disertava quel Sepolcro, per colpa soprattutto del Comune di Trento che aveva lasciato il sito nel completo abbandono, impedendone persino l'accesso.

Ci volle la mia iniziativa della Veglia al Martire del 3 novembre 1991, prima autorizzata e poi negata dall'allora sindaco di Trento Lorenzo Dellai, e successivamente l'occupazione del Doss Trento nella notte tra l'11 e il 12 luglio 1992, per riproporre all'attenzione dell'opinione pubblica la figura di Cesare Battisti e la necessità del recupero del Mausoleo (ridotto ad una lattrina) e del Doss Trento, parco e giardino insieme della città, meta domenicale delle famiglie trentine negli 50-60.
Mi auguro, quindi, che il Mausoleo di Cesare Battisti, il Museo degli Alpini e il Doss Trento siano definitivamente riconsegnati alla città, in primo luogo, e agli Italiani ai quali sia consentito, finalmente, di potervi accedere.

E mi auguro che il Mausoleo di Cesare Battisti, come gli Ossari e i Cimiteri di Guerra, disseminati sul nostro territorio siano meta, su iniziativa di istituti scolastici e docenti, di scolari e studenti al fine di coltivare il culto della memoria e della storia di generazioni di Italiani che si sacrificarono per i migliori destini della Patria.

«A egregie cose il forte animo accendono | L'urne de' forti, o Pindemonte» così il Foscolo nel carme immortale  "Dei Sepolcri"

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