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Didattica in presenza e DDI in Trentino: Dati mistificati e reale situazione nelle scuole

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Il sindacato DELSA prende posizione. Mauro Pericolo: "Ora basta, la misura è colma. Sono scelte irresponsabili. I docenti non sono pedine da sacrificare. Inoltre la DDI va regolata per contratto, non con delibere collegiali!"

Trento, 12 novembre 2020. - di Mauro Pericolo*

Con il nuovo DPCM dal 6 novembre in vigore si definiscono le nuove misure da adottare in materia di salute, sicurezza economia nell'emergenza COVID19 . Il governo nazionale diversifica le misure su base regionale e per tipologia di attività in ragione di parametri in molti punti incomprensibili ed irragionevoli.

In materia scolastica modifica e integra quanto stabilito dalla precedente decretazione, imponendo in tutto il territorio nazionale la didattica a distanza alle scuole superiori, mentre ancora lascia in presenza la scuola Primaria e le sole prime classi delle Superiori di 1 Grado.

La mascherina diventa obbligatoria anche al banco a partire dalla prima elementare.

Stop alle gite scolastiche e attività di gemellaggio.

Didattica a distanza alle superiori in tutta Italia

Per la Scuola il nuovo DPCM dispone la chiusura e la didattica a distanza alle superiori al cento percento in tutta Italia.

Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale Articolo 1, comma 9 lettera s viene stabilito che:

"Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall'ordinanza del Ministro dell'istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata. L'attività didattica ed educativa per la scuola dell'infanzia, il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l'infanzia continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina."

Il nuovo DPCM dispone didattica digitale integrata per tutti gli istituti superiori. La didattica deve essere tuttavia assicurata in presenza ai ragazzi con disabilità e bisogni educativi speciali.

Confermata la sospensione delle gite scolastiche .

Per le riunioni dei docenti per l'anno scolastico in corso sono sospesi le uscite didattiche, gemellaggi e scambi.
Inoltre, al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.
Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado devono svolgersi esclusivamente in modalità a distanza.

Si stabilisce anche che:
"Il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche avviene secondo modalità a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni."
Quindi, rispetto ai precedenti DPCM che consentivano le riunioni degli organi collegiali, come anche il rinnovo, potessero avvenire sia a distanza che in presenza con il rispetto del distanziamento fisico, il nuovo testo stabilisce che riunioni e rinnovi sono solo da remoto.

Incontro in MEET con il dirigente della sanità trentina Ferro, del 9 novembre ore 17.00

Nella giornata del 9 novembre,  si è tenuto un incontro in MEET con il dirigente Ferro, le organizzazioni sindacali rappresentative della scuola di altri esponenti della provincia tra cui la dottoressa Sbardella e il dott. Degasperi. Al di là della poca correttezza di tutte le circostanze riguardanti l'incontro, rinviato all'ultimo minuto di tre ore per impegni sopravvenuti del dirigente Ferro, che continuava interrompere anche l'incontro informativo per rispondere al telefono e comunicare con altre persone, i toni a tratti anche alterati dello stesso, la presenza fugace del dottor Ceccato che si è limitato a lanciare alcune affermazioni a mo' di laconiche e irrevocabili scelte, tutto l'incontro ha comunque rappresentato plasticamente quella che è diventata la situazione attuale. La gestione dell'intero sistema Trentino è nelle mani di pochissime persone perlopiù dirigenti, funzionari ed il presidente della Provincia che tiene le fila, o almeno crede di farlo.

Il dirigente Ferro ha fornito alcuni dati sulla situazione epidemiologica sui cui si è basato per fare le valutazioni del caso e, a quanto pare, sui cui dati e relative conclusioni si basano le scelte operate anche in ambito scolastico.
Mancano i dati delle scuole paritarie e di altri settori della formazione, inoltre i dati fanno riferimento ad un solo tipo di accertamento medico. Per non parlare di tutte le assenze nella scuola che sono riconducibili a ipotesi di contagio non ancora accertati.

Esprimiamo, quindi, tuttala nostra perplessità sulla completezza e sufficienza dei dati forniti e la loro idoneità a fornire un quadro completo e chiaro della situazione, tale da poter consentire valutazioni e scelte atte a tutelare la salute pubblica, dei lavoratori e degli studenti in primis e poi, nella misura in cui ciò sia possibile, il diritto allo studio. Inoltre , lo stesso Ferro si è spinto sino al punto di sostenere candidamente che se contagi vi sono nella scuola sono dovuti a momenti di socialità e vita privata degli insegnanti e degli operatori scolastici in genere, essendo, a suo dire la scuola un ambiente sicuro dal punto di vista del rischio di contagio. Tali valutazioni scaturirebbero da loro "indagini".

Certo è, ci viene subito da pensare, che se le indagini le realizza chi ha come obbiettivo tenere la scuola aperta a tutti i costi, compreso quello di mettere a rischio la salute di lavoratori e studenti, è facile capire che direzione abbiano preso da subito tali "indagini".

Riteniamo gravissime queste affermazioni e soprattutto gravi le modalità di gestire i dati di cui si dispone per giustificare la volontà e quindi le scelte politiche che ci sono alla base.

Non è più tempo di "maschere"

Sarà pure tempo di mascherine, ma certamente è ora anche di togliere la maschera dell'ipocrisia polito-amministrativa che ci sta dietro tali scelte tanto a livello nazionale che locale.
La scuola dell'infanzia e la scuola primaria non hanno affatto in questa circostanza il ruolo di garantire il diritto allo studio, ma rispondono solo alla necessità (e non sempre è proprio una necessità) di tenere i minori a scuola per esigenze familiari. Questa è una distorsione grave e ingiustificata della funzione scolastica che la politica ed i suoi ben pagati "servitori" ormai da molti anni sorreggono e mal celano a proprio vantaggio e con gravissime responsabilità in termini di salute pubblica e danno erariale.
Si evidenzia tra l'altro che in provincia di Trento nella scuola primaria il tempo pieno è quasi totale sul sistema. Ci piacerebbe capire, a tal proposito, come si vorrebbe correlare il diritto allo studio con le mense ed i "parcheggi pomeridiani" nelle scuole, troppo spesso con attività opzionali o comunque attività programmabili benissimo nel corso dell'orario mattutino.
La realtà è che le scuole, specie nel tempo pieno, sono da molto tempo diventate una non dichiarata attività di babysitteraggio, con buona pace del sistema e di chi ve ne trae vantaggio. Una delle pratiche che a ns avviso ha significativamente contribuito a squalificare il ruolo dei docenti dell'infanzia e della scuola primaria.
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Chiediamo pertanto a chi di competenza, in questo momento al presidente della Provincia Autonoma di Trento, di intervenire innanzitutto con delle scelte oculate, serie che mirino innanzi tutto a tutelare la salute pubblica, la salute dei lavoratori e poi a garantire, in un ordine di adeguata priorità, i diritti legati all'istruzione che certamente non possono passare a davanti alla sicurezza e la salute dei cittadini.

Che si punti ad una rivisitazione dei ruoli e delle cariche dirigenziali, non limitandosi semplicemente a spostarli da comparto a comparto (si vedano i casi Andreatta, Ferrario), dando una riqualificazione e una riordinazione adeguata all'area dirigenziale.
Tenendo conto che molte figure oggi hanno già fatto il loro tempo e lo hanno fatto anche male.

SCUOLA IN PRESENZA ALLA PRIMARIA ?!
Inoltre, la nostra proposta per la Scuola primaria è quella di organizzare il tempo scolastico tutto all'interno della mattinata, mettendo tutti gli insegnanti in servizio, in modo da garantire copertura di supplenze e di qualunque attività connessa al periodo COVID e quindi anche allo svolgimento di eventuali Didattica a Distanza Integrata.
Fornire strumenti adeguati agli insegnanti e alle scuole per potere operare anche una corretta Didattica a Distanza Integrata, recuperando i fondi oggi sottratti alla formazione docenti per il finanziamento di enti che ormai sono considerati obsoleti e fine soli al potere politico e burocratico di questa Provincia Autonoma ( vedi IPRASE, APRAN, ecc...)
Inoltre, che si faccia assoluta chiarezza riguardo alla gestione dei dati in mano all'azienda sanitaria trentina, al fine di capire con assoluta chiarezza e trasparenza lo stato dell'arte della situazione epidemiologica.

Ci aspettiamo che si esca finalmente dalla solita logica dell'autoreferenzialità e mistificante gestione dei dati che ha caratterizzato questa provincia ormai da anni con molte amministrazioni del passato.
Siamo determinati a portare avanti iniziative e promuovere azioni politico sindacali, ma anche giudiziarie qualora dovessero servire, per portare alla luce le situazioni reali di questa provincia e soprattutto per tutelare i lavoratori che stanno già dando davvero tanto, senza ricevere più alcuna tutela da parte di nessuno.

*Segretario di DELSA SINDACATO AUTONOMO

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