Sab02272021

Last update06:22:34

Back Magazine Magazine Tecnologia e Motori Dall'Espresso, elogi (sic!!!) alla Provincia di Trento per la ricerca e le opportunità per i giovani

Dall'Espresso, elogi (sic!!!) alla Provincia di Trento per la ricerca e le opportunità per i giovani

  • PDF
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Digital-DivideRoma 26 Maggio 2012 - di Loris Modena

Suonerà strano a molti, sono sempre stato un lettore dell'Espresso, ed ad esclusione del periodo in cui le copertine erano palesi manifesti elettorali contro Silvio Berlusconi, ho sempre letto con assiduità il settimanale. Un metodo per affinare e tenere allenato lo spirito critico più che altro, apprezzando qualche inchiesta giornalistica e qualche rubrica. Certo posso sembrare un Prelato che spiega perché il Vaticano abbia la più grande biblioteca pornografica del mondo.

 

 

Saltata l'inutile rubrica del banale Roberto Saviano e saltata anche quella dell'ossessionato Marco Travaglio, l'Espresso con i suoi alti e bassi è interessante. Certamente troppo schierato, ma non ho mai trovato una fonte obbiettiva nel nostro paese.

Ultimamente l'Espresso parla spesso elogiandola della Provincia di Trento, prima per il festival dell'economia e ora per la ricerca universitaria, i progetti di diffusione della banda larga e le opportunità aperte ai giovani.  Non conosco i parametri con i quali si possa affermare che il Trentino sia ai vertici come opportunità giovanili, se non vengono elencati è un dato opinabile, come le classifiche che ogni anno pongono ai primi posti per qualità di vita Trento e Bolzano.

Certamente posso però parlare di come da giovane in Trentino le porte mi si siano spalancate a Roma. Di come dopo un'estenuante raccolta di firme riuscii a convincere il comune di Aldeno a prendere una posizione con Telecom per portare nel 2005 l'ADSL nel comune della Vallagarina, e di come ancora oggi nel 2012 siano molte le zone non coperte dal servizio, e non sperdute baite in alta montagna, ma addirittura zone industriali.

Mentre l'Espresso elogia l'operato di Trentino Network senza verificare effettivamente quale sia, in Ravina, frazione di Trento la connettività ADLS è pietosa. Parliamo di una zona in cui ci sono aziende come CAVIT, FERRARI e molte imprese. L'elogio è sui propositi, la provincia di Trento ha destinato un enorme somma per ridurre il digital divide, con lo scopo di convincere Telecom a portare tramite la vecchia tecnologia dei doppini in rame una connessione a 20Mbit nelle case di tutti i trentini.

Proposito nobile, ma fino ad attuazione rimango scettico, anche perché già nel 2009 a Trento presso il Grand Hotel Trento, durante un evento incontro organizzato da Telecom, si era parlato di portare la banda larga in tutto il trentino. Si è solamente spostata al 2018 la data di fine lavori, lavori mai iniziati.

E' da precisare che le indicazioni europee riprese dal propositi del Ministero dello Sviluppo Economico sono quelle di portare una connessione a banda larga e ultra banda larga a tutta la popolazione. Si parla di connessioni a 100Mbit per il 50% della popolazione italiana e di 30Mbit per il restante entro il 2020. Il progetto della provincia di Trento è già antiquato, gli elogi quindi non sono dovuti.

Sulle opportunità giovanili, molti trentini non lo sanno o fingono di non saperlo, ma la provincia di Trento affitta i tecnici da aziende di altre regioni. Nel comparto dell'informatica e telecomunicazione monopolizza il mercato e aggira spudoratamente le normative europee che regolano gli appalti. Nessuno però si interessa della questione, i termini informatici spaventano coloro che dovrebbero vigilare.

Proprio nel settore delle nuove tecnologie posso dissentire, per esperienza, dallo speciale dell'Espresso: dal 2002 al 2004 ho gestito in subappalto di subappalto la manutenzione e assistenza hardware di tutta la fornitura Elettrodata di Milano (azienda fallita nel 2009). Elettrodata aveva affidato il lavoro a una società milanese che a sua volta aveva affidato alla mia persona tutta la gestione. Esperienza abbandonata in quanto i pagamenti per la prestazione professionale svolte arrivavano sempre più tardi, fino a fermarsi del tutto.  Chiusa l'attività dal 2006 al 2008 sono stato assunto come collaboratore a progetto da una società di Bari e una di Roma, scopo del progetto simulare un dipendente pubblico, più precisamente di una sua società satellite di Informatica Trentina, con il compito di gestire il presidio tecnico presso l'ospedale di Rovereto. Fino a quando con il rinnovo del contratto il compenso ricevette una riduzione, la causa il passaggio da due contratti con due società diverse a uno. Il lavoro rimase però sempre lo stesso e nel periodo di precariato, ho visto assumere direttamente e a tempo indeterminato persone prive non solo di titolo di studio, ma anche di un minimo di qualifica professionale, direttamente nelle aziende controllate dalla provincia. La mia esperienza di lavoratore dato in affitto alla provincia dunque cessa. A seguito di un infortunio, trovandomi a Roma per motivi sentimentali, comincio a cercare lavoro nella città eterna, con poco entusiasmo, ma motivato dal desiderio di cominciare una vita a fianco di quella che poi sarà mia moglie.

Parliamoci chiaro il mio curriculum è pesante, ma mai mi sarei aspettato un similie ritorno: inviato a 10 aziende qui a Roma ha suscitato un interesse elevato, portandomi ad eseguire otto colloqui in una settimana e disdirne due in quanto avevo scelto il lavoro più vicino. Contratti a tempo indeterminato, nessuno mi ha chiesto di accettare un lavoro a progetto per simulare qualche dipendente pubblico. In Trentino il mio curriculum era ignorato! Opportunità in Trentino? Non credo proprio! Non posso condividere tale dato, altrimenti non si spiega perché per lavorare nel settore informatico in Trentino, abbia sempre dovuto scendere a compromessi, e a Roma invece, si sono spalancate le porte.

E' vero qui a Roma porto un metodo di lavoro appreso in Trentino, ma solo a Roma ho trovato l'opportunità di dimostrare cosa sono in grado di fare nel mio campo. Sono sempre orgoglioso della città che mi ha dato i natali, ma leggere sull'Espresso una così spudorata propaganda della provincia di Trento, mi lascia l'amaro in bocca. Non è con le bugie che si risolvono i problemi. Ho lasciato il Trentino nel 2008, e l'ultima volta che sono tornato a Trento ho trovato una situazione drammatica, molte attività chiuse, locali vuoti. Molti bar e ristoranti chiusi già alle 9:00 e il deserto. Posso essere ormai viziato da una grande città dove gli autobus circolano tutta la notte e dove a qualsiasi ora trovi gruppi di persone che si divertono, certo la crisi si sente anche qui, ma a Trento già alle nove di sera sembrano le 2 di mattina.

L'Espresso elogia una provincia dove il clientelismo è spudorato, dove basterebbe smuovere qualche sassolino per trovarci scandali che metterebbero in secondo piano le vicende di Formigoni. La provincia di Trento assomiglia ad un'azienda privata in mano a pochi, e non conta quanto possa splendere in superficie, ma come garantisca le libertà dei propri cittadini e soprattutto la libera impresa. Trento è ancora un principato vescovile e dietro la facciata, nasconde problemi degni della più meridionale delle provincie italiane. I Trentini stanno bene e assecondano il sistema, in passato con questa logica sono piovute valanghe di voti su un reo confesso di mani pulite che mai ha restituito un euro del maltolto. Forse la crisi odierna comincerà a ledere omertà e scardinerà un sistema di poteri che non è degno di una regione e una provincia del nord est italiano.

Loris Modena
Autore di "L'Ateo Scettico"

Dall'Espresso, elogi (sic!!!) alla Provincia di Trento per la ricerca e le opportunità per i giovani

Chi è online

 180 visitatori online