Itea Spa urge una riforma totale!

Valutazione attuale: / 5
ScarsoOttimo 

Claudio Taverna in difesa dell'ITEA pubblicaTrento, 7 novembre 014. - di Gabriella Maffioletti*

Recepiamo in finanziaria il decreto Lupi e torniamo ad un Ente Itea interamente pubblico.La recente intervista rilasciata a Rai 3 sulla discussione delle minor risorse destinate nella prossima manovra finanziaria della PAT a favore di ITEA s.p.a. mi stimola a redigere in maniera più argomentata e profonda una analisi di quello che è a tutti gli effetti il decadimento patrimoniale, storico e sociale di ITEA , Istituto trentino di edilizia abitativa , un tempo Ente funzionale alla provincia autonoma di Trento con la funzione sociale di dare casa ai meno abbienti e alle categorie più disagiate ora una holding partecipata della PAT che a tutti gli effetti ha più funzioni di agenzia immobiliare che di Ente.parapubblico.

Ma di chi sono le responsabilità politico-amministrative del depauperamento lento ed inesorabile di un patrimonio casa che andava si revisionato ma non privatizzandolo! Le responsabilità politiche hanno due grandi nomi : Dellai - Dalmaso. L'ex Assessore provinciale alle politiche abitative così dichiarava il 3 marzo 2005 - ''Vogliamo aumentare, fino a raddoppiarlo, e non gia' impoverire il patrimonio di alloggi pubblici per rispondere alla domanda di chi cerca casa ad un canone accessibile e per introdurre un criterio di equita', per far pagare meno a chi ha un reddito più basso e di più a chi ha un reddito più alto, cosa che l'attuale sistema di determinazione dei canoni non consente, mantenendo in essere evidenti disparità di trattamento che penalizzano chi e' più debole''.

E' quanto ha ribadito al confronto con i sindacati degli inquilini, l'assessore alle politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, Marta Dalmaso. La trasformazione dell'Itea in società per azioni a totale controllo pubblico, ha spiegato Dalmaso, ci aiuterà a raggiungere questo obiettivo, una "trasformazione di natura giuridica che non va intesa come una privatizzazione nel senso comune del termine,  giacché questa è solo formale ma non sostanziale'. E' ingiusto - ha affermato l'assessore al termine dell' incontro - presentare come iniqua e contro le fasce deboli della popolazione una legge che, al contrario, mira ad introdurre piu' equita' e giustizia nelle politiche pubbliche della casa: non si puo' fare del terrorismo impaurendo chi vive in un alloggio pubblico''. Davanti ai rappresentanti di Sunia-Cgil, Sicet-Cisl, Uniat-Uil e Siapat - presente anche un rappresentante del comitato spontaneo degli inquilini Itea - Dalmaso chiariva allora le motivazioni che stavano alla base del disegno di legge sulle politiche della casa, ribadendo che :"la futura Itea Spa consentira', seguendo precise direttive della giunta provinciale, non solo di aumentare l'offerta di alloggi destinati all'edilizia abitativa ma anche di calmierare i prezzi degli affitti. ''Il peso del canone – dichiarava ancora - si ridurra' in misura proporzionale al numero di componenti del nucleo familiare''.

Queste le mirabolanti premesse con cui l'Organismo politico titolato alla competenza, congiuntamente con le maestranze titolate (sigle sindacali e sindacati di categoria) hanno compiuto uno "scippo" alla facoltà di detenere il diritto casa attraverso abolendo il riscatto alloggio e dato corso alla "mala gestione" del patrimonio pubblico casa. Infatti l'applicazione da parte della stessa di canoni di "mercato" doveva secondo i calcoli derivati dallo studio di fattibilità commissionato ad hoc comportare un flusso di entrate, per la stessa, stimabile in circa 40 milioni di Euro all'anno rispetto ai 10 ricavati in quel momento, cosa che non si è assolutamente verificata ma anzi si cerca di fare cassa anche attraverso i canali dei conti consuntivi che riportano le spese straordinarie degli esercizi . L'Associazione ATAIES, che mi pregio di rappresentare, sta raccogliendo una copiosa documentazione riferita alle modalità unilaterali e assolutamente non trasparenti con cui vengono riportate le singole voci di spesa. La giustificazione è quella del" piano di recupero". L'unica questione che ci trova sostanzialmente concordi sulla adozione di un emendamento a calibratura politica che metta equità a quei ca. 1600 inquilini sulla scorta di due considerazioni approdate in un Ordine del giorno da me proposto e deliberato un anno fa in consiglio comunale .

Il documento sosteneva due capisaldi di ragionamento:

1) coloro che pagano un canone sociale di 25euro mensili (cosidetti canoni sociali) sono i classici indigenti (per lo più nomadi, extracomunitari, nullatententi ecc.) e che per l'eccedenza al costo riferito al reale canone di locazione immobiliare paga tutta la collettività inoltre vi è da sanare un vulnus nei valori guida casa su cui partono le stime per il bene locato dato che anche in ITEA un locale destinato a cantina o garage ha un costo unitario di ca. 50-60 euro mensili ;

2) che bisognava responsabilizzare i fruitori del bene pubblico sulla tenuta del patrimonio pubblico e sul rispetto di esso. Di fatto sembra di capire che ITEA stia per giungere al tracollo economico e così il Consiglio di Amministrazione ha ideato il "Piano B" una scelta pare effettuata senza la calibratura dell'organo politico.

Tra l'altro noi come ATAIES denunciamo da anni l'eliminazione nel CDA di ITEA della rappresentanza degli inquilini. Una figura, quella di un rappresentante della quota inquilini, che avrebbe certamente condizionato le decisioni autoritarie del Consiglio di Amministrazione. Sicuramente la presenza di ATAIES in rappresentanza di 400 famiglie di soci, non lo avrebbe consentito in questa forma eppure si era regolarmente fatto richiesta di entrare nella commissione sociale : INVANO! In cosa consiste questo " Piano di recupero" .

Il Piano di recupero prevede di addebitare agli inquilini tutte le spese rimanenti del triennio passato in due maxi rate di 18 mesi ciascuna anziché di 12 come è prassi. Rate da pagarsi una nell'autunno del 2014, la seconda nella primavera del 2015. Tirando le somme vediamo che l'inquilino: alla fine del 2013 ha pagato il Consuntivo e riparto spese del periodo dal 1 luglio 2010 al 30 giugno 2011. Alla fine del 2014 pagherà il Consuntivo e riparto spese del periodo dal 1 luglio 2011 al 31 dicembre 2012. Nella primavera del 2015 pagherà il Consuntivo e riparto spese del periodo dal 1 gennaio 2013 al 30 giugno 2014.

Alla fine del 2015 pagherà il Consuntivo e riparto spese del periodo dal 1 luglio 2014 al 30 giugno 2015? Oppure il CDA per massimizzare gli introiti chiederà nella primavera 2015 il pagamento per il periodo dal 1 luglio 2014 al 31 dicembre 2014? Questo dell'ITEA è un comportamento tipicamente schizofrenico. Prima aspettava tre anni per pareggiare i conti (sia per il dare sia per l'avere, dato che vi sono dei casi dove l'inquilino ha dovuto versare più di quanto poi dovesse), adesso il CDA smania per pareggiarli con una decisione diametralmente opposta alla precedente.

Troppo lento prima, troppo svelto adesso. Il CDA non mostra di avere il senso della misura e nemmeno della decenza. Chiedere nell'attuale momento di difficilissima recessione economica sia per i pensionati sia per i giovani precari ed i disoccupati quest'ulteriore balzello ingiustificato di spese è una chiara matrice di stampo sovietico, che mette la parola fine alla politica della casa popolare. A tutti gli effetti sono resort di lusso in catapecchie che crollano, molte di loro sono malsane, umide e piene di muffa !! Una politica tesa a far cassa con gli ultimi soldi rimasti ai lavoratori a reddito fisso ed ai pensionati per mantenere tutti gli altri nullafacenti, migranti e nomadi che, invece non pagano né l'affitto, né le spese condominiali e neppure le spese telefoniche, e scolastiche, il tutto generosamente offerto da "mamma Provincia" e dai Comuni, attingendo a piene mani nelle tasche di "Pantalone".

Tornando al Consuntivo e riparo spese, va denunciato che le scadenze di pagamento hanno una lievitazione degli importi pari al 50% passando da 12 mesi di prima ai 18 mesi di adesso. Vi sono dei casi nei quali agli inquilini è stato conteggiato un Consuntivo e riparto spese tra i 450,00 ed i 618,00 euro e non tutti hanno i soldi per farvi fronte.
Ma non basta. Come ATAIES denunciamo anche l'inaccettabile richiesta di interessi di legge per i ritardati pagamenti. Come è possibile? Prima ITEA aspettava tre anni per fare i conguagli ed ora che li fa anticipando i tempi pretende gli interessi se un inquilino è costretto per difficoltà economiche a rateizzare i pagamenti? È scandaloso oltre che iniquo. Ma dove vive il CDA? Forse vive su Plutone così distante e freddo da noi? Non sa il CDA che al giorno d'oggi: le automobili, gli arredi, gli elettrodomestici e persino una polizza assicurativa RCA famosa si possono pagare a rate a tasso zero?

Ma c'è dell'altro. ITEA conteggia le spese per il riscaldamento e per la produzione di acqua calda non in base ai costi effettivamente sostenuti, ma in base a tabelle fornite dalle autorità provinciali e nazionali sul costo delle materie prime e della manodopera. Giunge così a determinare il costo al metro cubo sia per il riscaldamento sia per l'acqua calda. Ovviamente le Autorità competenti non stanno certo a lesinare sui prezzi e tariffe da applicare in quanto la loro autonomia dal mondo imprenditoriale è fortemente dubbia. Secondo ITEA i costi del periodo dal 1 luglio 2011 al 31 dicembre 2012 sono aumentati almeno del 22% rispetto al periodo precedente. Sempre secondo ITEA circa il 17% sono imputabili all'aumento del prezzo dei combustibili ed il resto all'accresciuto costo della manodopera ed alla stagione fredda più lunga.

Qualcuno si ricorda se gli inverni 2011 e 2012 sono stati più freddi dell'inverno 2010? Ma non finisce qui. Ci sono alloggi nei quali in inverno la temperature non supera i 17° C. Secondo i tecnici di ITEA chiamati dall'inquilino per denunciare il freddo questi 17° C sono a norma con il contratto stipulato con la ditta che ha vinto l'appalto per la produzione di calore. Poi quando gli inquilini si lamentano per l'umidità che condensa sulle pareti fredde e si forma la muffa, la risposta che ottengono dalla dirigenza ITEA è quella di arieggiare maggiormente i locali, pena l'applicazione di sanzioni e risarcimento di danni.

Le ingenti perdite sicuramente dovute alla forte pressione fiscale diretta ed indiretta su un range di oltre 11mila unità locative (molte delle quali sotto ulitizzate perchè sfitte) e l'aver moltiplicato la macchina amministrativa con l'assunzione di oltre 60 funzionari a tempo indeterminato per "efficientare" la società pubblica ma anche per creare consensi attraverso i posti di lavoro, hanno determinato una situazione che si traduce in un fallimento irreversibile. Il rimedio è quello di ritornare ad un Ente totalmente pubblico al pari di quanto hanno sempre fatto gli altri I.A.C.P. (Istituti autonomi case popolari) delle altre regioni italiane. Per questo tali abitazioni sono esenti dal pagamento Imu per il 2014 ed hanno una pressione fiscale diretta ed indiretta inferiore del 50% rispetto a quello di ITEA spa. Inoltre ITEA S.p.a è in grave ritardo sui tempi previsti dal piano straordinario decennale approvato dalla giunta Dellai nel 2007 perché, dopo ben sette anni, sono stati realizzati solo la metà degli obiettivi fissati.

Erano previsti 9000 alloggi dei quali 3000 di risulta, 3000 a canone moderato e 3000 nuovi alloggi. Ad oggi risultano 734 nuove costruzioni e 2443 ristrutturazioni per un totale di sole 3177 unità. Nel bilancio 2014 della Provincia ci sono solo 10 milioni di euro per le manutenzioni straordinarie e nessun finanziamento per nuovi alloggi; gli sfratti o trasferimenti coatti si continuano a verificare e, apprendiamo dalla stampa. 70 provvedimenti di revoca quest'anno nella sola Vallagarina e tutto ciò di fronte a un preoccupante aumento del 75% della morosità rispetto al 2013 dovuto alla crisi con una crescente domanda alla quale ITEA risponderà nel 2014 con solo 50 appartamenti affidati su 2500 gestiti. Interessante è il piano casa Lupi contenuto nel decreto legge 47/2014 nel quale sono contenute delle proposte del tutto concrete e al passo con le esigenze della nostra società in materia di diritti costituzionalmente sanciti e fondamentali quali sono per l'appunto la casa ed il lavoro. Il piano Casa Renzi Lupi prende atto di una emergenza abitativa e che le Regioni devono concorrere in maniera flessibile ed urgente una serie di "norme sia urbanistiche che finanziarie per consentire di incrementare gli alloggi sociali restaurando l'esistente, abbattendo e ricostruendo l'esistente".

Nel provvedimento si sceglie di fare in modo che una parte di questi alloggi sociali vengano destinati alla mobilità, cioè dove vanno a vivere gli inquilini nel momento in cui si ristrutturano gli stabili in cui abitano.

Per garantire anche fuori dall'edilizia residenziale pubblica o dall'intervento pubblico la possibilità di facilitare il reperimento di alloggi in affitto a canoni accettabili e sostenibili per le famiglie, durante la discussione è stata posta sul tavolo la proposta di abbassamento della cedolare secca per chi stipula contratti di locazione a canone concordato .
Il testo del Piano Casa Lupi Renzi presentato si può migliorare: saranno sicuramente possibili ulteriori interventi. Uno dei punti su cui dovremo lavorare è, per esempio, evitare che si parli di edilizia residenziale pubblica pensando solo agli IACP escludendo i Comuni, quando sono proprietari di case".

Sulla riqualificazione del patrimonio pubblico, Mirabelli dice: "Ci sono poi una serie di interventi che si propongono, e per questo prevedono finanziamenti significativi, di affrontare due problemi molto presenti in quest'area metropolitana: uno è quello del degrado del patrimonio pubblico esistente e l'altro è quello del ripristino di molti di quegli alloggi che oggi sono vuoti e che hanno bisogno di interventi significativi per essere resi abitabili. Il Decreto prevede che vengano messi 500 milioni di euro a disposizione della sistemazione di questi alloggi e un altro fondo alimentato da 60 milioni di euro in tre anni per il ripristino degli alloggi".


Gli interventi saranno molto simili a quello fatto con i Contratti di Quartiere: ne hanno beneficiato una parte dei quartieri milanesi. Nel testo vengono indicate le norme per monitorare questi interventi di manutenzione, ripristino e restauro degli alloggi, ed evitare sprechi di denaro.

Inoltre, si sta discutendo la possibilità per tutti i futuri affittuari di poter sottoscrivere un contratto che consente il riscatto dell'alloggio dopo 7 anni di affitto in locazione nell'edilizia sociale e si sta affrontando il grande tema che sta sconvolgendo anche tante delle nostre realtà trentine/italiane : la morosità incolpevole! Inoltre assolutamente anche un altro provvedimento: quello che dà la possibilità di detrarre 900 euro agli affittuari di alloggi sociali con redditi fino a 15.493,07 euro e di 450,00 euro fino a 40 mila euro. Una grande sfida una grande battaglia quella della casa.

Un diritto inalienabile e un bene assoluto ma che ha bisogno di una classe politica all'altezza della situazione disastrosa in cui vive anche il nostro Trentino travolto dalla recessione e dalla mancanza di politiche di sviluppo di offerte lavorative e di welfare. Sicuramente la casa non è un diritto a costo zero ma non può neanche diventare un "bene di lusso"giacchè vi sono affitti anche superiori ai 500,00 euro mensili in posti svantaggiati e lontani dai centri cittadini. Vedremo se questa Giunta Rossi con alla guida un partito autonomista che dovrebbe avere nel suo DNA politico e amministrativo la tutela del territorio e degli autoctoni sarà in grado di intraprendere una strada che recepisca molte delle innovazioni contenute nel Decreto Lupi in materia casa.

Compito a casa sarà per ogni elettore seguire le evoluzini pindaliche di un governo di centrosinistra che poteva legiferare autonomamente in settori cardine come scuola , casa e sanità ma che pare abbia il focus spostato rispetto all'obiettivo di dare servizi migliori ai cittadini!

* consigliere comunale di Trento e presidente di ATAIES

Claudio Taverna in difesa dell'ITEA pubblica

La protesta contro la privatizzazione dell'Itea dvanti al Palazzo della Provincia

Claudio Taverna davanti al Palazzo della Provincia per la difesa dell'ITEA pubblica

Itea Spa urge una riforma totale!