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Maffioletti: "Quali controlli per chi percepisce gli assegni sociali INPS?

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Gabriella MaffiolettiTrento, 10 novembre 2014. - Redazione

Gabriella Maffioletti, consigliere comunale di Trento, solleva, con l'interrogazione che di seguito pubblichiamo, una questione non rrilevante, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista della giustizia sociale e del rispetto della legge. A livello nazionale, sono già state presentate interrogazioni in parlamento che denunciano le distorsioni dlella legge che riconosce prestazioni INPS a soggetti comunitari ed extracomunitari, quantificate in 400 milioni di euro all'anno.

Ci si chiede se sia possibile, nell'attuale negativa congiuntura economico-sociale, mantenere questo welfare allargato (internazionale) che l'Italia non può ssolutamente permettersi, se non a discapito degli italiani. Siamo curiosi di sapere la risposta del sindaco.

Trento, 10/11/2014

Al Presidente del Consiglio comunale

Renato Pegoretti

INTERROGAZIONE

Quali controlli e quali garanzie vengono poste in essere dalle Autorità competente per sfatare anche in Trentino la "truffa" dell'ottenimento dell'assegno sociale erogato dall'INPS per soggetti comunitari ed extracomunitari svantaggiati.

Molti cittadini trentini hanno segnalato alla scrivente un fenomeno che ha una dimensione diffusa e che anche nella nostra regione pare trovi ampio e radicato costume. Trattasi nella fattispecie dello status pensionistico che si aggiunge alla già scandalosa rendita di assegni derivanti dai vitalizi erogati alla quota di immigrati presenti sul nostro territorio (assegno di garanzia, agevolazioni in materia di diritto alla casa, costi riferiti a ticket sanitari trasporto pubblico, buoni mensa scolastica, ecc. che raggiungono le scandalose cifre già denunciate di 2mila euro mensili) . Il Servizio Statistica della Provincia autonoma di Trento ha fornito recentemente i dati definitivi del calcolo statistico della popolazione straniera residente, al 1° gennaio 2013. Al 1° gennaio 2013 la popolazione straniera residente in Trentino ammontava a 48.710 persone, con un aumento assoluto rispetto al 2012 di 2.830 unità, equivalente ad un incremento relativo del 6,2%.

Gli stranieri costituiscono il 9,2% della popolazione totale. Il nostro comune capoluogo ha una consistente quota di cittadini immigrati e stranieri di vari ceppi e di varie provenienze . Il tema che maggiormente fa infuocare gli animi della nostra popolazione sempre più alle prese con i conti che non tornano e con un reddito da pensione o da lavoro che impedisce spesso una dignitosa aspettativa di vita , l'erogazione statale dell'assegno sociale in favore degli immigrati over 65 trova ormai più di un detrattore anche in quelli che sono cittadini ideologicamente schierati con la sinistra di governo che strizza l'occhio all'immigrato visto come "risorsa".

A livello nazionale l'argomento è stato affrontato dal sen. Maurizio Gasparri che nella sua interrogazione chiede se sia ancora opportuno in un momento di grave e perdurante crisi economica e in tempi di spending review spendere 327 milioni di euro all'anno per quei vitalizi e denuncia la «truffa» degli stranieri che «arrivano in Italia con la scusa del ricongiungimento familiare» allo scopo di «'rubare' la pensione all'Inps».

Nel documento presentato in Senato si sostiene che la "truffa " degli immigrati ultra-sessantacinquenni è un fenomeno molto diffuso nel nostro paese lamentando che «l'unico requisito richiesto dalla legge per ottenere tale assegno è la residenza effettiva e abituale sul territorio nazionale». In Italia sono 55.930 gli stranieri ultra sessantacinquenni che godono dell'assegno sociale. La prassi è molto semplice: ogni immigrato, che ha ottenuto la residenza con l'istituto del ricongiungimento familiare, perché in età avanzata per lavorare, ha diritto a vedersi versato dall'Inps un sussidio di 5.880 euro all'anno. Tutto ciò si traduce in 327.190.500 euro che ogni anno l'Italia spende per garantire la pensione agli stranieri ormai fuori dal mercato di lavoro.

Tenuto conto che

Da notizie giunte alla scrivente pare che anche in Trentino molti immigrati utilizzino"l'escamotage", di riunirsi ad un proprio parente, ottenendo così il requisito della residenza, ed una volta ottenuto l'assegno pensionistico l'immigrato/a si rimette in volo per tornare da dove è venuto/a, omettendo di comunicarlo alla sede anagrafica del Comune di appartenenza. Attraverso questo metodo fin troppo "effetto-gruviera" e privo di una logica reale questi soggetti possono avvantaggiarsi di un beneficio di cui in un momento economico congiunturale di assoluta recessione quale è quello che stiamo attraversando ma si innesca un pericoloso trattamento discriminante e sperequativo nei confronti della cittadinanza italiana/trentina che di generazione in generazione contribuisce ha contribuito a alimentare le casse ormai vuote dell'INPS e che vede il trattamento pensionistico di fine lavoro e quello sociale molto compromesso;

Considerato che

a livello nazionale la spesa per tale voce si aggira intorno ai 487 euro al mese, è destinato a circa il 7% degli immigrati in possesso di un regolare permesso di soggiorno (55.930 stranieri su complessivi 799mila a livello italiano ), e rappresenta un introito allettante per uno straniero considerato il basso costo della vita nei paesi d'origine. «In Albania un insegnante guadagna in media 200 euro al mese».

Considerato che

fatti di cronaca nazionale hanno riportato casi di alcuni stranieri che avevano ingannato l'Inps non vivendo a tutti gli effetti sul territorio italiano . Non appare pertanto avventata la richiesta di rimettere in discussione in toto l'intero assegno sociale rilasciato agli immigrati ma altrettanto di indiscussa valenza è la necessità conosciuto lo stato sociale in cui versano i nostri cittadini trentini con rendite derivanti da assegni sociali i cui importi si aggirano sui 420,00 euro mensili di verificarne quanto meno i requisiti di effettiva esigibilità da parte dei richiedenti. La regola è quella per cui l'assegno sociale «prescinde del tutto dal versamento dei contributi e spetta ai cittadini che si trovino in condizioni economiche disagiate», è destinato agli ultra-sessantacinquenni comunitari e stranieri extracomunitari titolari di carta di soggiorno o permesso di soggiorno CE, che hanno soggiornato legalmente in via continuativa in Italia per almeno 10 anni e sono sprovvisti di reddito. E' necessario pertanto di fronte al sempre più modificato assetto demografico ed al calo delle risorse in cui anche il nostro un tempo ricco Trentino versa che le Autorità locali e gli Organismi preposti alla gestione dei benefit pubblici avere contezza di tutte le situazioni che possono determinare invece magari un illecito ed una truffa ai danni dell'erario.

tenuto conto che:

qualora lo straniero abbia ottenuto la misura assistenziale e fuoriesca dall'Italia per un periodo superiore ad un mese, l'erogazione dell'assegno è sospesa, salvo che dimostri che la sua assenza dal territorio italiano è dipesa da gravi motivi di salute;
dopo un anno di sospensione, se l'interessato ancora si trova all'estero, l'assegno viene revocato definitivamente;
purtroppo però, come spesso accade in Italia, si trova una miriade di escamotage per non perdere i benefici acquisiti ed è così che nascono le residenze fittizie, i permessi di soggiorno contraffatti, le utenze fantasma eccetera.

Tutto ciò premesso si interroga il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:

• Quanti sono gli immigrati censiti nel territorio comunale che usufruiscono di tale assegno sociale . Si desidera conoscere il dato della totalità degli immigrati ricongiunti over 65 negli ultimi tre anni e la loro provenienza geografica;

• se vengano effettuati i debiti controlli sulla questione ed eventualmente con quali metodi e con quali modalità. Si manda il vigile addetto al controllo anagrafico, con quale frequenza temporale nel tempo al fine di accertare la presenza in loco o altrimenti come ?

• A quanto ammonta il range di assegni sociali elargiti nel Comune di Trento ai soggetti comunitari e stranieri extracomunitari over 65 alla data odierna che beneficiano della misura economica elargita dall'INPS a tale titolo ? Inoltre quanti ricongiungimenti famigliari sono avvenuti negli ultimi cinque anni nel nostro Comune . Si desidera avere il dettaglio della situazione distinta per provenienza geografica,

• sapere se esiste un accordo di sistema bypartisan tra Organismi territoriali (Cinformi e Questura ) che analizza questo fenomeno in maniera tale da garantire alla rete consolare esistente all'estero che questa possa svolgere e rispondere al suo ruolo chiave nell'identificazione degli stranieri arrivati in Trentino per assicurarsi l'assegno sociale e poi rientrati subito nel Paese d'origine».

• Infine come intenda la pubblica amministrazione svolgere la sua azione di controllo demografico e sociale affinchè questa particolare situazione venga assolutamente sondata al fine di porre fine a quello che altrimenti risulta essere una ingiusta e sperequativa forma discriminante e intollerabile data nota la situazione deficitaria delle nostro Istituto previdenziale che già preannuncia pericolosi tagli alle pensioni lavorative e fa venire meno la sicurezza del trattamento pensionistico a moltissimi lavoratori italiani/trentini.

Gabriella Maffioletti

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