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In Consiglio provinciale trionfa l'arbitrio dei politici sui lavoratori

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Si fanno passare tagli lineari a danno della democrazia per risparmi ed efficienza!

Trento, 22 luglio 2020. - di Alex Marini*

Il Consiglio provinciale ha approvato deliberazioni che di fatto riconoscono il dogma del rapporto fiduciario assoluto e vincolante tra politico e collaboratori, ai quali può venir persino negata la possibilità di spendere il proprio tempo libero come credono. Ancor più grave, il Consiglio ha voluto affermare l'onnipotenza dell'eletto rispetto ai lavoratori dipendenti e agli elettori, visto che con le decisioni di oggi il politico di turno può permettersi di calpestare i loro diritti imputando eventuali spese al Consiglio provinciale e quindi della collettività!

Si tratta di temi sui quali ho più volte in passato provato a portare l'attenzione, senza però ottenere ascolto. La richiesta mia e del M5S era ed è semplice. Garantismo per il presidente del Consiglio, certo, ma garantismo anche per i lavoratori costretti a subire l'arbitrio dei politici!

La maggioranza giustifica le sue scelte nascondendosi dietro al paravento dei 2 milioni di "risparmi" convertiti in trasferimenti alle famiglie e la racconta come se questi soldi li avessero messi i consiglieri di tasca loro. Naturalmente è giusto che questo denaro vada ad aiutare le famiglie per l'assegno unico provinciale, il bonus alimentare e strumenti simili ma è il minimo. Ci sarebbe mancato anche che questi soldi fossero stati spesi per finire nelle tasche dei soliti amici degli amici!

Va anche chiarita bene una cosa: quelli che la maggioranza chiama "risparmi" non derivano dalla riduzione di sprechi ma da tagli lineari alle strutture del Consiglio, accumulati negli ultimi anni e dei quali tutte le parti politiche che governano e hanno governato portano la responsabilità, con effetti negativi sull'efficienza della macchina legislativa provinciale fatti passare per rigore e parsimonia.

Alcuni esempi: (1) la pianta organica del Consiglio prevedrebbe 85 posizioni lavorative. Ne mancano 21. (2) Come ribadito anche recentissimamente, il Difensore Civico lamenta da anni la scarsità di risorse a disposizione per svolgere il proprio lavoro di tutela dei cittadini. Con questi tagli è chiaro che le sue legittime richieste resteranno ancora una volta inevase. (3) Il Consiglio provinciale ha scelto di non avere un avvocato in organico. Per questo per ogni causa deve rivolgersi all'esterno, coi bei risultati visti nel caso Kaswalder – Pruner! (4) Il servizio legislativo non ha le risorse umane per fare un'istruttoria seria ai disegni di legge e in particolare ai provvedimenti in materia di bilancio. (5) Allo stesso modo ci sono enormi problemi nella produzione dei processi verbali, della loro pubblicazione e nell'adeguamento alle disposizioni in materia di digitalizzazione degli atti. (6) Stando a quanto dichiarato dal presidente della giunta il Consiglio provinciale non ha la capacità e l'organico per poter incardinare presso di sé l'osservatorio sulla criminalità organizzata, tanto che stiamo cercando di farlo approdare (se ne discute proprio domani) in Consiglio regionale. Dovremmo ricordarcene e vergognarci tutte le volte che la Magistratura, la DIA, l'Anticorruzione presentano i loro rapporti. (7) I "risparmi" fatti sul Consiglio riducono i servizi e la salvaguardia di Democrazia, diritti politici, pluralismo e aumentano di fatto il controllo del potere esecutivo su quello legislativo. Questo più di ogni altra cosa spiega il perché tutte le forze politiche che hanno governato condividano l'impostazione di mettere a stecchetto il Consiglio. I loro "risparmi" sono solo tagli fatti sulla pelle della democrazia in modo da ottenere e gestire più potere a suo discapito!

* consigliere provinciale-regionale

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