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La giunta provinciale non sostiene lo sviluppo agro-turistico della Valle dei Laghi

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Per la maggioranza il destino sono il cementificio e forse l'inceneritore

Trento, 1 luglio 2022. - di Alex Marini*

Nel corso dell'ultimo Consiglio provinciale la maggioranza ha bocciato una proposta di ordine del giorno del M5S per sostenere lo svolgimento di un'analisi multicriterio propedeutica alla definitiva adozione del Piano territoriale di comunità in una logica di sviluppo sostenibile della Valle dei Laghi.

Dal 2013 lo sviluppo territoriale prospettato ai cittadini della Valle dei Laghi è sempre stato centrato su 2 pilastri. Turismo e agricoltura di qualità.

Sin da allora le strategie enunciate nel documento generale preliminare, messo in campo a seguito di un percorso largamente partecipato sul territorio, hanno dato per buona tale prospettiva*, ma quando il gruppo Heidelberg ha deciso di riavviare l'estrazione di materiale dalla cava e di riaccendere i forni del cementificio di Sarche, la cui progressiva dismissione era fino a quel punto considerata scontata, tutte le promesse, gli investimenti e i progetti di circa un decennio sono stati messi in serissima discussione, per non dire pregiudicati.

Questo perché, ovviamente, è molto difficile sviluppare un territorio nel rispetto degli impegni connessi alla qualità dell'aria, alla riduzione dell'emissione di gas climalteranti e al contrasto dei cambiamenti climatici se al suo centro si trova una realtà che è la negazione di tali fattori.

Grazie al sostanziale via libera dato dalla maggioranza provinciale alla riattivazione del cementificio, la strada per garantire una crescita armoniosa e sostenibile alla Valle dei Laghi è oggi molto stretta. Per cercare, nonostante tutto, di perseguirla il M5S aveva presentato una proposta di ordine del giorno al Consiglio provinciale andato in scena in questi giorni.
Come è facile immaginare, la risposta della maggioranza leghista alle istanze da noi avanzate di tutela ambientale e verso la salute dei cittadini è stata negativa. Fugatti e i suoi assessori non vogliono sentire ragioni. Per quanto li riguarda la riapertura del cementificio è cosa fatta e i cittadini possono anche mettersela via.

Sullo sfondo però non c'è solo la riapertura della struttura di proprietà del gruppo Heidelberg ma anche la questione del tipo di materiale utilizzato per alimentarne i forni. Da qualche tempo è tornata alla ribalta la proposta di realizzare un inceneritore in Trentino e c'è chi ritiene si potrebbe procedere facendo bruciare i rifiuti proprio al cementificio di Sarche.

Sarebbe il definitivo colpo di grazia per il futuro verde sognato da tanti abitanti della Valle dei Laghi, ma per leghisti e affini questo pare proprio essere l'ultimo dei problemi.

*proposta di ordine del giorno 109/145/XVI

*consigliere provinciale-regionale

(nella foto uno squarcio della Valle dei Laghi)

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