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"Le fils du général"

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Emanuel Macron(Il figlio del generale)

Monselice, 9 maggio 2017. - di Adalberto de' Bartolomeis

Emmanuel Macron lo vorrei identificare, intanto, come un "rivoluzionario" della "Jeunesse" (giovinezza) della politica attuale, moderna ed impegnata, spero, al bene verso la collettività, non solo nazionale, ma anche internazionale. L' "enfant prodige", come lo hanno definito, ha colpito, per ora, al cuore di una Francia, che ha avuto i suoi morti, tanti, per trovarsi, purtroppo, sotto attacco, da parte di cellule estremiste islamiche che, imperterrito, continuano a minacciarla, sotto schiaffo di quella lugubre bandiera dell' Isis.

Il neo eletto Presidente della repubblica francese, a mio avviso, incarna la figura di un condottiero, molto caro e noto più per i francesi che per altri, perché, a parole, intanto, ricorda una sorta di Napoleone Bonaparte, il giovane Napoleone, quello che non conoscevano perché, proveniva da un' Accademia Militare e da un' "Ecole de Guerre", ma in quel momento non era nessuno: era solo un giovane promettente generale ma poi, di colpo, "uscito dal mazzo", si fece incoronare Imperatore. Il corso degli eventi, però lo esiliò due volte, abbonandogli la prima, per celebrità, ma con Waterloo l'Europa non ne poteva più.

Speriamo che l'altrettanto giovane, questo trentanovenne, neo eletto presidente della "Republique Francaise" non emuli il suo antenato politico con un clamoroso "flop" ed una seconda Waterloo. La Francia e l'Europa non l'avrebbero bisogno proprio di questi tempi. Entra, intanto, a gamba tesa all' Eliseo, con un suo partito innovativo, che non sta ne a destra, ne a sinistra, ma sembrerebbe una specie di movimento socialista-liberale e, guarda a caso, il nome è tutto un programma, il cui riferimento non può che accostarsi a qualcosa che pulsa, appunto, di condottiero perché si chiama "En Marche".

La Storia ci riconsegna un uomo altrettanto minuto, piccolo e magro e persino con il naso adunco come lo aveva proprio Napoleone. Insomma, una persona, senza dubbio, piena di orgoglio e di ambizione che in un solo anno ha battuto tutti i record di una politica che, forse, anche a livello mondiale non esiste, per essere arrivato dove è arrivato, non fosse altro che è riuscito anche a consegnare un emblema, proprio, di una tradizione di Grandeur della Francia, agli archivi delle biblioteche e nelle librerie con il suo scritto "Rivoluzione". Tutto fa pensare che il giovane prodigio ha saputo curare scientemente con la regia di qualche persona più esperta di lui, aggiungerei, forse, molto vicina a lui di quanto si possa pensare, perché risulta essere la sua compagna, la professoressa di scuola, di francese, del "coup de foudre",(colpo di fulmine) la signora Brigitte Trogneux, la corsa verso la presidenza, appunto, perfettamente motivata ed appropriata, come non poteva, peraltro, risultare che con il suo Movimento politico En Marche!

Potrebbe rivelarsi e questo solo il tempo ed i fatti che lui ha inteso di promettere con un programma rivoluzionario per l'assicurazione che ha dato con enfasi al mondo, dicendo che "saprà eliminare paure e ristabilire ottimismo", badate bene, in Europa, non solo in Francia, un Kennedy europeo, rinnovatore e riformista. Quindi un altro "I am a berliner", appropriatissimo, più che mai, con l' Asse franco-tedesca, inventandosi uno stile presidenziale che, da quanto risulti, sembra uscire tutto dal suo concentrato di sapere che parrebbe non avere affatto mollato un arrivismo culturale, ancora da primo della classe, solo dottrinale però, ma che sul lato pratico, ora, è costretto a vedersi all'opera, soprattutto nei confronti degli astenuti e di chi non lo ha proprio votato.

Uno su tre non l'ha fatto. I francesi non sono come altri europei: giudicano come facevano gli antichi romani negli anfiteatri, per cui dovrà avere l'abilità di risultare meno agitato di Nicolas Sarkozy e non certo molle come Francois Hollande. In conclusione, se questo suo prorompente vitalismo, dettato dall' età anagrafica e da un entusiasmo rivelatore di come un giovane può anche sapere guidare una Nazione, preceduto da tante parole, attesta quello che ha detto che farà, a giugno potrebbe anche dare del filo da torcere ad un' unica opposizione, molto agguerrita, come FN di Marine Le Pen, alle elezioni amministrative. "Monsieur Le Prèsident à vu la responsabilitè que vous avez dit": "Signor Presidente a voi la responsabilità che avete detto".

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