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E' segno del destino del tempi: odiare prima di uccidere

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Donald Trump attaccaMonselice, 9 dicembre 2017. - di Adalberto de' Bartolomeis

Donald Trump, già di suo, come si presenta, insomma, come suo madre e suo padre lo hanno fatto, risulta essere, forse, un po' eccentrico, ma non meno di altri sul Pianeta Terra. Sarà un po' rustico, un po' bizzarro, ma a me mi è simpatico, tanto più che non è un deficiente.

Proprio perchè rivela caratteristiche che altri suoi predecessori, anche piuttosto ingessati e stoccafissi, risulta esattamente essere all'opposto di loro, per schiettezza, spontaneità, senso pratico nel cercare di affrontare i problemi. Da quando è stato eletto alla Casa Bianca, diciamocelo apertamente, sta diventando il capro espiatorio nei confronti di un mondo che non è mai in pace con sè stesso e che gli sta dando addosso, a partire dai suoi stessi connazionali, progressisti, di sinistra, fino ad una sinistra più allargata, fortemente allargata, direi internazionale, dove Europa nell' UE, Putin che ricerca il suo ennesimo mandato, Erdogan il "Terribile", arabi in pompa magna, di ogni ceppo e di ogni cultura, in Medio Oriente, insomma, Stati che non si fanno i fatti loro, tutta questa pletora di "immacolati" gridano allo scandalo della decisione presa da lui, il "Tycoon" statunitense.

E allora giù bandiere a stelle a strisce che vengono bruciate, musulmani che s'inventano la tre giorni degli arrabbiati, gente che inneggia e minaccia all' intifada, insomma scenari di una presunta guerra, là, nella grande polveriera del mondo, pronti a gridare tutti al grande Satana americano. L' irak, che dovrebbe ringraziare, non fosse altro che un cumulo di soldati americani sono morti per cercare di metterlo un po' in pace con i sui drammi, pare che voglia spingere una delle maggiori milizie sciite contro gli americani di stanza lì, che invece presidiano Bagdad contro ciò che resta del califfato dell' Isis. Pazzesco!

Dallo Yemen sembra risvegliarsi anche Al Qaeda nella penisola araba ed invita i militanti ad agire a sostegno dei palestinesi con armi e denaro contro, a loro dire, una "chiara sfida al mondo musulmano" che vede la centralità della causa palestinese. Aveva ragione da vendere Oriana Fallaci nel dire che non credeva che esistesse un Islam buono e cattivo, ma questo fu un illuminato intuito di una donna che sosteneva tesi che poi non erano tanto incomprese nella comunità internazionale. Da viva fu incompresa solo in Italia purtroppo, ma questa è un'altra storia. Trump, asserendo che Gerusalemme è per lui, come, comunque, lo era, in fondo, da prima, la capitale ebraica, sembra avere scatenato quasi la terza guerra mondiale e manca poco che arrivino anche ad accusarlo di "impeachement", così se ne va, ma se così avvenisse, dopo lui crollerebbe davvero il mondo.

L' ONU si riunisce, mi sembra, oggi, d' urgenza, su richiesta dell' Italia, della Francia e della Germania per condannare il presidente americano. Ancora una volta la diplomazia internazionale, a mio avviso, scricchiola forte e se continua così si dirige verso una brutta direzione, coinvolgendo tutti, per conseguenze che già conosciamo, che non sono, certo, dettate da una scelta di Donald Trump. Ancora una volta va registrato che l' Europa si è apertamente schierata contro decisioni che io considero legittime, di Stati sovrani e democratici, ovvero, quella di non scegliere Gerusalemme come capitale sovrana dello Stato d' Israele, allineandosi così, al contrario, con le posizioni di quelle Nazioni che della democrazia non sanno che farsene, come la Turchia, l' Arabia Saudita, l' Iran ed una cinquantina di Stati islamici, i quali, chi per una ragione, o chi per un'altra, non aspettavano altro che aizzare ancora una volta chi non è provvisto d'intelligenza e quindi contro i nemici di comodo e di sempre.

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