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La Germania adotta il nutri score e mette a rischio i prodotti italiani

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Bruxelles, 3 dicembre 2020. – di Dario Buscema

Salgono a sei i paesi europei che hanno deciso di applicare il sistema a semaforo francese del nutri-score, utilizzato per l'etichettatura degli alimenti. A questi si é recentemente aggiunta la Germania, che giá nel 2019, tramite il proprio ministro per l'alimentazione e l'agricoltura Julia Klöckner, annunciava la volontá di aderire all'etichetta colorata.

A novembre l'adesione é stata resa ufficiale e sui prodotti in vendita nei supermercati tedeschi è comparso il logo Nutri-score, accompagnato dall'informativa "Einfach. Besser. Essen" - é facile mangiare meglio - La notizia si é immediatamente diffusa e sta destando parecchia preoccupazione tra produttori e associazioni di tutela dei consumatori, che giudicano fuorvianti le indicazioni del nustri-score, colpevole di penalizzare prodotti salubri e tipici del made in italy come il Grana padano, il prosciutto di Parma o l'olio extra vergine d'oliva, a vantaggio di alimenti spazzatura, dei quali spesso non é nemmeno nota la ricetta.

"Non solo la Germania ha un ruolo centrale e di forte impatto tra le istituzioni europee, ma risulta anche essere il primo paese per l'importazione di prodotti agroalimentari italiani" - afferma l'eurodeputato Marco Dreosto, che si dice dispiaciuto nell'apprendere che la Germania, inizialmente impegnata nel proporre delle forme di etichettatura nutrizionale fronte pacco, abbia ceduto al sistema francese. "Paradossale - continua Dreosto - che proprio in queste settimane venga presentato, sotto presidenza tedesca, il primo progetto ufficiale della strategia Farm to Fork, che esprime obbiettivi unicamente indirizzati alla produzione sostenibile di alimenti sani, anche mediante la diffusione di una cultura alimentare consapevole, tra i cittadini europei".
L'Italia si trova ormai accompagnata nella propria battaglia contro l'etichetta a semaforo, solo da una minoranza di Stati membri, quali Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Lettonia, Romania e Ungheria.

Sono questi i paesi che nel mese di ottobre hanno presentato al Consiglio Agricoltura un documento che boccia le etichette colorate e chiede un sistema migliore in grado di offrire congrue informazioni ai consumatori.

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