Stragi di uccelli nei Paesi extra UE: la Commissione Europea ammette il problema

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Bruxelles, 5 agosto 2021. – di Dario Buscema

A seguito dell'interrogazione presentata dagli europarlamentari Amaro e Dreosto, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell'intergruppo Biodiversity, Hunting & Countryside, la Commissione europea ha risposto evidenziando come l'uccisione illegale di uccelli in paesi al di fuori dell'UE possa effettivamente compromettere l'efficacia delle misure di conservazione adottate nell'UE, riconoscendo la necessità di affrontare questo problema in diversi piani d'azione internazionali per specie.

La CE ha poi dichiarato che continuerà a cooperare e a sostenere, dal punto di vista finanziario, la convenzione sulle specie migratrici (CMS) per combattere l'uccisione illegale di uccelli nel Mediterraneo, fornendo sostegno agli Stati dell'area di distribuzione della convenzione stessa, per l'attuazione del programma legislativo nazionale e per promuovere l'adesione di un maggior numero di paesi alla medesima.

"A fronte della presa di coscienza della CE sulle stragi che annualmente vengono compiute in molti paesi mediorientali verso gli uccelli migratori provenienti dall'Europa, chiederemo conto delle azioni di pressing nei confronti di quegli stati in cui persistono queste deprecabili abitudini" ha dichiarato Marco Dreosto, sottolineando il paradosso del rigidissimo regime di tutela al quale si devono attenere, invece, i paesi dell'UE.

Stragi di uccelli nei Paesi extra UE: la Commissione Europea ammette il problema