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Messa in opera di bacini idrici di accumulo sul territorio montano: Dreosto e Panza interrogano

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I deputati del Carroccio chiedono il parere della Commissione europea

Bruxelles, 13 gennaio 2022. - di Dario Buscema

La produzione di energia da fonti rinnovabili e le esigenze dell'agricoltura potrebbero trovare una linea comune d'azione nei territori montani vocati, mediante la realizzazione di sistemi di accumulo idrico con bacini gemelli posti a quote diverse l'uno dell'altro che servano prioritariamente ad accumulare acqua a scopo irriguo o potabile.

Questo il parere dell'Eurodeputato Marco Dreosto, che assieme al collega Alessandro Panza ha interrogato la Commissione europea per l'ottenimento di una richiesta di parere. Secondo Dreosto, sarebbe infatti una buona pratica quella della messa in opera di bacini diffusi sui territori montani dell'UE, atti a favorire lo sviluppo dell'agricoltura e la produzione di energia rinnovabile con ridotto impatto ambientale e costi operativi contenuti.

Utilizzando i bacini per una quota di circa il 60% della propria capacità massima, durante il giorno il bacino superiore verrebbe riempito in afflusso dal corpo idrico (fiume o torrente) e dai pompaggi effettuati, prelevando l'acqua dal bacino a valle, in modo da utilizzare l'energia elettrica da fonte eolica o fotovoltaica in esubero per equilibrare la rete elettrica. Nelle fasi di picco o di ridotta produzione delle fonti rinnovabili, l'acqua dal bacino superiore verrebbe fatta fluire verso quello inferiore azionando le turbine per la generazione di energia.

(nella foto i deputati Dreosto e Panza)

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