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Verona: Cooperative del sesso. Fontana contro i parroci

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prostituteBruxelles, 18 luglio 2013. - Redazione

Il capogruppo leghista al Parlamento Europeo plaude la quarta circoscrizione che ha chiesto alla giunta Tosi di istituire cooperative del sesso: "Ma serve una legge nazionale come in Germania che legalizzi la prostituzione e lasci la gestione sociale, sanitaria e fiscale ai singoli Länder". Intanto Fontana è in disaccordo anche con i parroci: "la dottrina cattolica le permette. Le case di tolleranza erano permesse anche nello Stato Pontificio".

Case di tolleranza: sì o no? L'eurodeputato Lorenzo Fontana, capogruppo della Lega Nord a Bruxelles, interviene nel dibattito, dopo che Andrea Nardi - consigliere della quarta circoscrizione di Golosine e Santa Lucia - ha chiesto formalmente al Comune di istituire delle cooperative del sesso, con tanto di licenza e controlli sanitari. Il sindaco Tosi si è detto a favore, ma i parroci sono contrari. "Li capisco, ma non sono d'accordo - dice Fontana, unico veronese nelle istituzioni europee - perché il fenomeno della prostituzione, che io condanno moralmente, esiste da quando esiste l'uomo. E prima della legge Merlin del 1958, le case di tolleranza ci sono sempre state in Italia. Anche nello Stato pontificio erano presenti, perché gli stessi Papi capivano che il fenomeno, non potendolo debellare, era meglio regolarizzarlo. Papi che non facevano altro che applicare la dottrina della Chiesa al riguardo, che parte da un assunto: la prostituzione è un fenomeno ineliminabile connesso al peccato originale e alla fragilità umana. Meglio scoraggiarlo e limitarlo alle cosiddette case di tolleranza, luoghi chiusi e appartati rispetto ai centro urbani. Così facendo non si accetta un male minore, che per la dottrina sarebbe illecito, ma si impedisce un male peggiore. Per questo lo Stato pontificio preferì limitare il fenomeno, consapevole che era impossibile sradicarlo".

Fontana riannoda i fili dell'attualità: "C'è un problema di sfruttamento a danno delle meretrici, sanitario riguardante le ragazze stesse e i loro clienti e di ordine pubblico, vedi degrado di alcuni quartieri. Come risolverlo? Legalizzare la prostituzione, portarla fuori dai centri abitati, sottoporre a controlli sanitari le prostitute è il modo più realistico". Ne guadagnerebbe anche l'Erario, sottolinea Fontana, "con un cospicuo aumento del gettito fiscale, che rimarrebbe sul territorio se seguissimo il modello tedesco". Perciò l'esponente del Carroccio plaude all'iniziativa di Nardi e all'endorsement di Tosi, ma rilancia: "Serve appunto una legge nazionale come in Germania, Paese che nel 2002 con una legge federale ha legalizzato la prostituzione dando i poteri sul come gestirla ai singoli Länder, che decidono in quali zone delle loro città consentirla, i controlli sanitari e trattengono l'intero ammontare fiscale".

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