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Differenza di blocco

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CrimeaBolzano, 22 marzo 2014. - di Michele Matejka

Negli ultimi tempi si è parlato spesso della crisi Ucraina, ma sempre allo stesso modo e mai abbastanza. Molti giorni mi sono sentito quasi in colpa a leggere dei nostri piccoli problemi interni, dovendo invece aspettare la terza o la quarta notizia per sapere qualcosa di nuovo sul quasi scontro in Crimea.

Se ne sono lette di ogni colore: l'invasione Russa paragonata a quella Tedesca della regione dei Sudeti in Cecoslovacchia, e quindi la paura di rifare lo stesso errore, ovvero di chiudere un occhio per pentirsene dopo. Ho sentito molti paragonare la Crimea alla Catalogna, alla Scozia, e quindi poi al Sudtirolo e addirittura alla Padania (Padania?). Ho sentito opinionisti schierarsi con Putin e altri con Obama.

Sorvoliamo sul fatto di non aver sentito quasi nulla riguardo la storia antica della penisola per secoli contesa da tutti, e nulla sulla storia dei popoli che vi hanno vissuto. Nessuno ha parlato dei Tatari musulmani, uniche vere vittime di queste tensioni, dopo esserlo già state dopo la II Guerra Mondiale, quando sotto il regime Comunista furono deportati in massa verso l'Uzbekistan. E di questi un buon numero morì di fame, risultando questa essere alla fine una delle deportazioni più atroci della storia.

Sorvoliamo su tutto, va bene. Ma c'è una cosa di cui poco si è parlato, che però non è una verità scomoda come queste, allora perchè tacere?

La grande novità di questo scontro ai confini dell'Unione Europea è il grande cambiamento degli equilibri mondiali. L'Europa storicamente ricca, ha cercato in tutti i modi di attrarre a se l'Ucraina intera: con promesse di soldi, di investimenti, e di benessere in generale.

La Russia ha contrastato questi tentativi per il semplice motivo di non volersi ritrovare con un vicino di casa alleato in meno. Come li ha contrastati? Forse in modo subdolo, forse in modo non esattamente "liberale", fatto sta che l'abbia fatto in modo pacifico e ampiamente utilizzato da tutti noi Occidentali - con il sostegno economico e mediatico. Finanziando alcuni gruppi pro-russi, organizzando "provocazioni" con lo scopo di mantenere alta la tensione nella regione, il sentimento e il desiderio di volersi staccare dall'Ucraina è rimasto sempre forte sulla penisola meta da secoli di turisti ricchi provenienti dalla madre-Russia. Questa è appunto una terra di villeggiatura, con il mare, con un clima mite. È una terra ricca di gas naturale, off-shore e on-shore.

Così la Russia di Putin, con il suo sostegno economico, con le sue promesse, è riuscita nell'intento di allettare i Crimeani più di quanto lo abbia fatto l'UE, nonostante fosse questa appoggiata anche dagli USA, ogni volta felici di poter fare qualcosa per opporsi all'ex-Urss. Americani e Russi, sempre i soliti.

Siamo arrivati però al punto: è la prima volta che il vecchio blocco Orientale riesce ad essere più "trendy" di quello Occidentale. Dopo la decisione presa dalla popolazione nel referendum sull'annessione in Crimea, si sono sentite alcune minacce di ritorsioni, di embargo e così via. In realtà ben poco è stato fatto. La Russia non voleva ritrovarsi a breve una penisola ex-russa nell'UE, e ha ottenuto esattamente ciò che voleva. La Cina è sempre contraria all'autodeterminazione dei popoli, alle secessioni, e a tutto ciò che possa essere legato all'"essere minoranza", data la sua situazione, ma certo non poteva schierarsi in modo deciso contro l'amica (l'unica amica) Russia. L'UE ha minacciato sanzioni, e ha deciso con gli USA di non partecipare al G8. Putin ridendo risponde "se non volete venire non venite, che mi importa...", perchè sa benissimo lui, come tutti i leader europei, che nessuno farà a meno delle proprie esportazioni verso la Russia. E nessun Europeo potrà far a meno del gas Russo. Per questo tutte le parole dell'Unione rimarranno solo parole. Anche gli USA attraverso Obama hanno provato a fare la voce grossa, facendo invece solo sorridere. Non hanno nulla da offrire alla popolazione di Crimea per convincerla a passare dalla loro parte, non hanno soldi da offrire: e alla fine di soldi si tratta.

La Russia ha vinto sul piano del prestigio, delle offerte, dell'economia. Questa per gli Stati Uniti è una sconfitta ancora peggiore di una disfatta militare.

In America Hagel, seguendo la linea della politica di Obama, propone di ridurre l'esercito fino a tornare ai livelli pre-II Guerra Mondiale.

Gli Stati Uniti hanno circa 62.000 miliardi di debito secondo le stime Bloomberg, e il maggior creditore è la Cina non amica con circa 1.200 miliardi di Dollari.

La Russia ha un rapporto debito/Pil attorno al 10%, e le riserve di valuta al terzo posto nel mondo.

Tutto questo mentre gli USA si attestano intorno al 100% del Pil, e noi Europei superiamo spesso tale soglia.

Allora la mia impressione è che qui nel nostro Occidente in decadenza, con economie in stagnazione da decenni, con un'università sempre più in crisi e sempre meno competitiva, ci rifugiamo nell'idea che la Russia si sia imposta con la forza, dimenticandoci pure delle nostre "malefatte" del passato (Kosovo, Iran, e altre) per non dover pensar al fatto di essere decaduti economicamente.

Ma così è. Gli USA sono indebitati, nonostante abbiano una terra infinita ricca di ogni bene per relativamente pochissimi abitanti, con un debito in mano Cinese, e l'Europa è ormai viva solo nello specchio del suo passato di gloria, mentre Russia e Cina, seppure forse sacrificando un più ideale senso di giustizia sociale, fanno passi da gigante conquistando il mondo a suon di dollari (alla faccia degli USA).

Non ha vinto la Crimea, o la minoranza Russa, ma hanno vinto i paesi "emergenti", e se noi dovessimo rimanere nel nostro letargo, con le nostre economie a tassi di crescita tra il +0,2% e il +0,9%, diventeremo a breve i prossimi granai (oppure officine) del resto del mondo.

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