“Made in”, finalmente obbligatoria. Ma resta l’ostacolo Germania

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Made in ItalyStrasburgo, 16 aprile 2014.Redazione*

Bizzotto sul via libera del Parlamento UE all'indicazione d'origine dei prodotti: "Finalmente l'Europa ha messo nero su bianco l'obbligo dell'indicazione d'origine dei prodotti. Si tratta certamente di un importantissimo passo in avanti verso la tutela delle nostre imprese e dei prodotti di qualità, ma guai ad abbassare la guardia perché la partita non è ancora finita: resta ora da superare il blocco della Germania e dei Paesi del Nord Europa che, in sede di Consiglio UE, hanno già affossato in passato qualunque tipo di provvedimento sul 'Made In"".

Con queste parole l'europarlamentare leghista Mara Bizzotto, vice segretaria veneta della Lega Nord, commenta il via libera del Parlamento UE al nuovo Regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo che, all'articolo 7, introduce norme obbligatorie sull'indicazione d'origine dei prodotti (non alimentari).

"Un risultato importantissimo per la tutela del Made in Italy e delle nostre imprese, ormai sempre più esposte alla concorrenza sleale di quei Paesi, come Cina, India, Vietnam o Pakistan, che continuano ad introdurre nei nostri territori merci scadenti prive dell'indicazione d'origine - ribadisce l'eurodeputata Bizzotto - Inoltre con una completa tracciabilità delle merci si tutela maggiormente il consumatore, che ha tutto il diritto di sapere cosa compra e da dove proviene il prodotto che vuole acquistare".

Nel testo approvato dall'Aula di Strasburgo sono previste infine pene più severe per le imprese che non rispettano le norme di sicurezza e vendono prodotti potenzialmente pericolosi.

Tuttavia, secondo l'onorevole Bizzotto "quanto successo in passato ci invita alla cautela: meglio non lasciarsi andare a facili entusiasmi fino a quando non sarà affrontato e superato lo scoglio del Consiglio UE".

Il riferimento è al 2012, quando la Commissione UE ha dovuto ritirare un'apposita proposta di Regolamento sul «Made In», già approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo nel 2010, a causa del mancato pronunciamento del Consiglio, che non è mai riuscito a esprimere una maggioranza in merito.

"Il fronte Nord Europeo che ha dichiarato la 'guerra santa' al marchio d'origine è ancora molto forte - spiega la Bizzotto - Si tratta dei soliti tedeschi, britannici, scandinavi e olandesi, gli stessi che a Bruxelles dettano l'agenda su tutto e impongono all'Italia misure di austerità e politiche di rigore".

"Ecco perché allora diventa fondamentale che il Parlamento Europeo nella prossima legislatura sia rappresentato da veri e propri guerrieri pronti a difendere le norme sul Made In anche di fronte al 'blocco tedesco' nel Consiglio UE - conclude Mara Bizzotto - Con la speranza che durante il semestre di presidenza italiana dell'UE anche Renzi faccia la sua parte, difendendo gli interessi delle nostre imprese, e non come hanno fatto Monti e Letta, piegando la testa davanti alla Germania e agli altri Paesi del Nord Europa".

 

* comunicato stampa

Made Italy

“Made in”, finalmente obbligatoria. Ma resta l’ostacolo Germania