Bizzotto: "Alle aziende creditrici le sanzioni all'Italia per i pagamenti in ritardo"

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Mara BizzottoBruxelles, 14 Maggio 2014. - Redazione*

"Lo Stato italiano continua ad essere il peggior pagatore d'Europa: bene fa quindi il Commissario Tajani ad utilizzare il pugno duro ed avviare una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Ma, se si arriverà a sanzionare il nostro Paese, ritengono giusto e doveroso che il ricavato di questa multa venga destinato alle aziende che aspettano ancora di essere pagate dalla Pubblica amministrazione italiana".

Questa la proposta dell'europarlamentare vicentina Mara Bizzotto, vice segretaria veneta della Lega Nord e candidata alle prossime elezioni europee nella circoscrizione Nord Est.

Dopo aver dato mandato "ai servizi competenti di avviare le pratiche necessarie per l'invio di una lettera di messa in mora all'Italia" nel marzo scorso, il Commissario europeo all'Industria Antonio Tajani ha confermato: "L'apertura della procedura d'infrazione sui ritardi nei pagamenti è inevitabile e sarà fatta dopo le elezioni europee".

"Secondo le associazioni di categoria, sono oltre 215 mila le aziende che attendono ancora di essere pagate dalla Pubblica amministrazione italiana - spiega l'eurodeputata Bizzotto - Numeri allarmanti che hanno portato al fallimento di oltre 15mila imprese in cinque anni, imprese costrette a chiudere per colpa di uno Stato delinquente che non paga e che è il primo evasore".

"Persino la Grecia (155 giorni), la Spagna (154 giorni) e il Portogallo (129 giorni) pagano meglio e in minor tempo rispetto all'Italia (165 giorni), fanalino di coda dell'intera UE - aggiunge la Bizzotto - E nonostante le numerose sollecitazioni giunte da Bruxelles, lo Stato italiano non ha ancora fatto nulla per applicare pienamente e in maniera esaustiva la Direttiva UE sul ritardo dei pagamenti che impone alla pubblica amministrazione di pagare le imprese fornitrici entro un massimo di 30 giorni".

"Inevitabile a questo punto l'apertura di una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia che, se non si metterà in regola entro un termine temporale prestabilito, rischia di essere sanzionata dalla Corte di Giustizia UE con multe che oscillano tra i 10mila e i 650 mila euro al giorno, fino a quando non si metterà in regola - conclude Mara Bizzotto - Solo destinando il ricavato di queste multe alle nostre aziende che vantano crediti nei confronti dello Stato, eviteremmo di danneggiare doppiamente i nostri imprenditori che, oltre al danno di non essere pagati dalla PA, subirebbero poi anche la beffa di dover scontare gli effetti di una multa che ricadrebbe inevitabilmente sulle spalle di tutti i cittadini".

Bizzotto: