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Come farsi del male da soli e vivere infelici e scontenti

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generi alimentariTrento, 26 agosto 2014. - di Giorgio Maria Cambié

Meno male che ha lasciato fuori il vino! Putin, in risposta alle sanzioni imbecilli imposte alla Russia da Obama e dalla UE, come ritorsione ha deciso di vietare le importazioni di carne, pesce, latte, frutta provenienti da Stati Uniti, Unione Europea, Australia, Canada, Norvegia.

Naturalmente la nostra ministra degli esteri Mogherini ed il suo capo Renzi, ansiosi di mostrarsi fedeli reggicoda della UE, si sono affrettati a seguire gli altri paesi dell'Unione Europea nelle sanzioni. Forse un'altra occasione persa per mostrare un po' di muscoli e far vedere che il nostro paese non è la cenerentola della UE. Per noi l'embargo russo è particolarmente pesante. Non come per la Germania, ma colpisce dei settori economici in cui il nostro export era forte.

Fin dai tempi dell'URSS la Russia è stata un importante partner commerciale per le nostre imprese. Gli industriali andavano a Bologna, all'apposito ufficio del PCI, pagavano la tangente dovuta a quel partito e le loro merci si avviavano tranquillamente verso l'URSS. Dopo la caduta del regime comunista i commerci, liberalizzati, hanno subito un costante aumento. Alcune statistiche: il complesso delle esportazioni in Russia vedeva per il 40% la meccanica strumentale, per il 10% l' agro-alimentare e per il 9% la moda e gli accessori. Noi esportavamo il 28,5% della quota di mercato del vino importato in Russia.

Vi esportavamo anche il 58,8% della pasta e il 29,6% dell'olio. In un solo settore, la moda, abbiamo esportato merci per 935 milioni di euro. In tutto, nel 2013 abbiamo esportato nella Federazione Russa 10,4 miliardi di euro con un aumento rispetto all'anno precedente del 4,7% e con queste cifre eravamo il quinto paese fornitore.
Nella situazione economica in cui siamo, non dovevamo esporci alla giusta ritorsione russa solo in ossequio ad una solidarietà europea che funziona a corrente alternata e sempre a nostro sfavore (vedasi questione immigrati clandestini). Se per appoggio alla Mogherini alla carica di " ministra degli esteri" della UE, tale appoggio ci costa troppo: tanto alla UE la stanno affondando lo stesso col pretesto che sarebbe... troppo favorevole a Putin. Comunque, la Russia non scherza e le cronache registrano uno stillicidio di carichi di prodotti alimentari bloccati alla frontiera russa.

Risultato: dover correre ai ripari per trovare altri sbocchi commerciali, cosa che non è facile né immediata. Ma il pericolo è anche un altro: che gli spazi di mercato causati dalle sanzioni siano riempiti da paesi "terzi" , Brasile, Turchia e sud Africa. Non per niente Putin ha in questi giorni offerto all'Egitto (grande produttore agricolo) l'assistenza per il faraonico progetto del raddoppio del Canale di Suez.

Tuttavia se a livello ufficiale le cose non vanno bene, a livello dei privati non sembrano essere granché cambiate se la banca d'investimenti russa VtB Capital sta trattando l'acquisto del 60% della casa di mode Roberto Cavalli. C'è solo da augurarsi che le sanzioni che si riveleranno per la Russia solo fastidiose finiscano presto (difficile) e che la Mogherini, dopo il pasticcio del Azerbaijan e quest'altra brillante trovata non combini altri maggiori guai.

*Lettera politica 543

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