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La matrice è politica

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donne con veloVerona, 17 gennaio 2015. - di Paolo Danieli*

Adesso che il frastuono mediatico è cessato, si può capire meglio cos'è successo a Parigi. Libertà di espressione e religione c'entrano poco: sono pretesti. La matrice è politica. Politiche, per quanto perverse, le motivazioni che hanno armato la mano dei terroristi. Politiche le ricadute, manifestazione inclusa.

La ragione per la quale si sono mossi i terroristi è stata quella di colpire gli europei, colpevoli di aver bombardato e ucciso nei paesi arabi. "Voi occidentali- ragionano- per uccidere avete aerei, droni, eserciti. Noi rispondiamo col terrorismo." Poco importa poi se ammantano questa convinzione con motivazioni religiose. La sostanza è squisitamente politica.

Lo stesso vale per tutto quello che si muove nello scenario che va dal Marocco al Pakistan: l'Islam è il veicolo per affermare una precisa linea politica di avversione a tutto quello che rappresenta l'Occidente. Ciò è possibile perché l'Islam, a differenza del Cristianesimo, non contiene in sé la separazione fra religione e politica: la religione è politica e la politica è religione. Ed è questo che ha permesso il succeso dell'integralismo che nell'ultimo anno è sfociato addirittura nella realizzazione, con l'Isis, del Califfato, di uno stato islamico che punta a riunificare tutto il mondo arabo, portandolo all'antico splendore.

E pensare che quelle stesse società fino ad alcuni decenni fa si stavano laicizzando. Negli anni '60 i regimi socialisti di Nasser, Saddam Hussein, Assad; la Tunisia di Bourghiba, l'Algeria post-coloniale di Ben Bella e Boumedien, del Marocco permettevano rapporti ottimali con l'Europa; il Libano era la Svizzera del Medio Oriente; la Giordania di re Hussein e la monarchia persiana dello scià Reza Pahlavi presentavano una forte impronta occidentale. Le donne iniziavano a vestire all'europea, senza velo e con le gonne corte, a cominciare dalle consorti dei vari capi di stato, la più famosa delle quali, Soraya, moglie ripudiata dello scià, divenne regina dei salotti romani della dolce vita. Mentre Mattei pensava a creare una partnership forte, basata sul petrolio, fra Europa e paesei arabi.


Poi tutto si guastò e iniziò quel processo involutivo che, fatto unico nella storia, ha prodotto un ritorno al medioevo a base di donne velate, sharia, jihiad e radicalismo religioso. Modo con il quale il mondo arabo, di fronte alle minacce rappresentate da Israele, dalle spedizioni militari occidentali e dalla globalizzazione, ha inteso rimarcare e difendere la propria identità. Il resto è cronaca. Ma il nucleo centrale del problema sta in ciò che ha determinato quella scelta ed è lì che bisogna concentrarsi per capire quello che è accaduto poi. E non solo in termini di guerra e terrorismo, ma soprattutto di rapporti fra due mondi, il nostro e il loro, così vicini. Fin troppo per non pensarci.

* già senatore della repubblica - Lettera politica 568

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