Non servono commissioni d'inchiesta, ma una commissione per il dopo-emergenza

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Trento, 28 marzo 2020. - di Claudio Cia*

La richiesta avanzata dalle minoranze di una "commissione d'inchiesta" per il dopo coronavirus mi lascia perplesso. Se da un lato può essere comprensibile la voglia di protagonismo dell'opposizione, dall'altro sembra un facile tentativo di voler sentenziare pregiudizialmente su ciò che è già avvenuto.

L'alta incidenza del coronavirus nelle RSA e nelle zone a maggior vocazione turistica non è un tema solo Trentino, la si ritrova purtroppo su tutto il territorio nazionale, il che non significa che non vada approfondito, ma voler a tutti i costi correlarlo a una responsabilità politica di una parte rischia di trasformarsi in un boomerang, ponendoci l'uno contro l'altro.

Ci ricordiamo tutti cosa dicevano gli esponenti del centrosinistra quando ai primi di febbraio il Presidente Fugatti chiedeva, insieme ad altri governatori del nord Italia, delle misure più restrittive. Per cui voler ricostruire un domani delle responsabilità, sulla base di come sono andate le cose dopo, mi sembra un'operazione che non porta da nessuna parte.

Ciò che serve agli italiani, ai trentini, a tutti, sono risposte ai problemi che di certo ci saranno. Quello che serve non è una "commissione d'inchiesta" che apra una caccia alle streghe, ma una Commissione speciale per il dopo-emergenza, che affianchi la Giunta provinciale proponendo soluzioni per affrontare gli effetti sociali ed economici del coronavirus.

La chiusure delle imprese e il blocco degli spostamenti porteranno inevitabilmente danni a migliaia di lavoratori e a centinaia di imprenditori. Il compito di questa Commissione dovrà essere semplicemente quello di risolvere i problemi, non di esasperare il dibattito politico e alimentare il conflitto sociale che già si intravede.

Penso che il Trentino in questo momento, più di ogni altra cosa, debba concentrarsi sulla mitigazione dell'impatto del coronavirus sulle nostre attività, sulle nostre comunità, sulla nostra gente. Quindi bisogna studiare quanto prima i problemi in arrivo e sviluppare opportunità in cui possiamo unire insieme le imprese, coordinando le iniziative del pubblico con gli sforzi che stanno avvenendo nel settore privato.

* consigliere provinciale e assessore regionale

Non servono commissioni d'inchiesta, ma una commissione per il dopo-emergenza