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Il metodo sbagliato

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Trento, 17 maggio 2020. - di Giannantonio Radice

Nel breve volgere di cinque giorni senza alcun tipo di avvisaglia, come un fulmine a ciel sereno all'interno della coalizione di centro destra è scoppiata una bagarre intorno al candidato Sindaco avv. Armando Baracetti ritenuto – sulla base di chi sa quali ragionamenti- non idoneo a gestire, in caso di vittoria della coalizione, la cosiddetta fase due che, come è noto, dovrà occuparsi della ripresa economica che sta devastando la popolazione sopraffatta dagli effetti del Covid 19.

Claudio Cia, referente di Agire, solo tre giorni fa rilasciava al giornale "Trentino" una dichiarazione che è quanto mai opportuno riportare parola per parola:

"Che io sappia non ci sono fronde. Del resto io ho una parola sola. Baracetti è il candidato di tutta la coalizione e non avrebbe molto senso cambiare adesso. Il progetto è questo e io non cambio idea, sono fatto così".

Oggi, la stampa, riferisce un suo mutato orientamento ma, ci tiene a sottolinearlo, non vuole apparire un "guastafeste" ...!!!

Chissà quale categoria gli assegnerebbe Leonardo Sciascia!

E poi la novità di oggi; riguarda Fratelli d'Italia usciti improvvisamente allo scoperto con posizioni allineate a quelle di Agire. Se non bastasse ecco la contemporanea apparizione di Marcello Carli (nella foto) con iniziative tali da far presupporre che ancora nutre speranze di scalata al soglio comunale delineano e corroborando un più che legittimo sospetto che è in atto un disegno complottistico di golpe fratricida.

Non sono meravigliato dai mutamenti di posizione che possono intervenire in corso d'opera, la politica fornisce esempi infiniti, ma stonano i comportamenti assunti in tali occasioni perché le nuove posizioni devono innanzitutto basarsi su critiche e ragionamenti che abbiano solidità e riscontri reali (e in questo caso mancano i presupposti) e in secondo luogo devono intervenire con quella dovuta discrezionalità, rispetto e lealtà che portano a incontri in via primaria "a porte chiuse", lontani da immediati echi pubblici che provocano come conseguenza solo danni alla coalizione.

Ricorrere invece al metodo dei "pizzini" girati immediatamente ai media perché manca il coraggio di affrontare un dibattito vis à vis, non può che sconcertare chi all'esterno lo deve subire e danno una plastica immagine dell'affidabilità degli attori!

Il metodo sbagliato

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