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Harakiri... ma con prospettiva

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Trento, 31 maggio 2020. - di Giannantonio Radice

L'editoriale del direttore Faustini del 31 maggio è spietatamente lucido ma molto realistico; la coalizione di sinistra, seriamente preoccupata e travolta dall'esito delle ultime consultazioni provinciali e sovvertendo così comportamenti fratricidi a cui eravamo abituati, ha immediatamente capito che l'unica strada da seguire per avere serie chances di riconquista della guida comunale era quella di proporsi in maniera unitaria e compatta.

Il centro destra, invece, per valutazioni esattamente opposte e quindi sulle ali di un entusiasmo seguito ai recenti successi elettorali, ha sottovalutato il problema e invece di rafforzare e consolidare l'unione politica e solidale esistente, ha permesso che contenute realtà politiche andassero molto oltre i necessari e dovuti confronti dialettici. Invero dopo le preventive e giuste discussioni fra i vari componenti di quelli che avrebbero formato la coalizione, l'accettazione unitaria del candidato Sindaco nella persona dell'avvocato Alessandro Baracetti (nella foto) aveva infine comportato la piena allargata condivisione.

Evidentemente in alcuni esisteva già un retro pensiero. Si attendeva solo una scusa che ora è rappresentata da una deprimente banalità: la necessità di gestire la fase 2 affidandola ad un programma (si noti che al momento non è stato ufficialmente presentato da nessuno dei due schieramenti) che tenga conto dei disastri provocati dal Coronavirus. La critica a Baracetti? ... Non ha esperienza politica! ...ed ecco prontamente spuntare un'alternativa, evidente e ultimo passo del retro pensieroso di cui sopra.

Questi fatti descritti suggeriscono però due riflessioni: la prima riguarda la sinistra che, riscontrate le proprie attitudini al proliferare di correnti litigiose al proprio interno, qualora riuscisse vincitrice si troverà ad affrontare seri conflitti interni per ora solo accantonati anche perché una guida Istituzionale intellettualmente condizionata da prevalenti principi "Sindacali" (che peraltro ritengo assolutamente indispensabili e accrescitivi per una società civile) cozzerebbe contro una mentalità trentina più propensa a moderazione e concretezza.

La seconda riflessione riguarda il centro-destra, ora, è vero, alle prese con emerse nuove prese di posizione ma impegnato con risoluta fermezza a serrare i ranghi denunciando da subito complottisti e doppiogiochisti assicurando il proprio elettorato che per riconfermare serietà e coerenza di intenti i chiarimenti si fanno prima e non dopo gli appuntamenti elettorali.

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