Ritornano gli ex: Paolo Piccoli

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Trento, 9 luglio 2020. – di Claudio Taverna

Scende in campo, da capolista della civica a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Franco Ianeselli, già sindacalista della CGIL: è il ritorno di un ex, neo "fiume carsico" della politica trentina.

Paolo Piccoli (nella foto), nipote del "grande" Flaminio ( due volte segretario nazionale della D.C., più volte ministro, parlamentare, giornalista, fondatore del quotidiano "L'Adige"), di professione notaio e prima giornalista, conquistò la segretaria provinciale della D.C. alla fine degli anni 80.

Eletto con percentuali quasi plebiscitarie (al congresso del 6-7 dicembre 1986 ottenne l'80,42% dei voti, al successivo del 16-17 dicembre 1989 l'80,95%), fu, con Mario Malossini, allora presidente della giunta provinciale, il rottamatore del grande vecchio della sinistra democristiana, il sen. Bruno Kessler, detto "orso bruno", che ambiva diventare, alle amministrative del 1990, sindaco della città capoluogo,.

Storico il manifesto elettorale che ritrae i due leader che si stringono la mano per lanciare l'astro nascente il giovane Lorenzo Dellai, vicesegretario provinciale per conto della sinistra democristiana, poi sindaco (1990-1988) e ancora presidente della giunta provinciale (1989-2012).

Mentre Piccoli e Malossini furono i rottamatori, Dellai, beneficiario dell'operazione, fu - politicamente parlando - il parricida.

Sotto la gestione di Paolo Piccoli, la D.C. trentina, raccolse, alle politiche del 1987, 133.341 voti, pari al 43,64% (gli eletti alla Camera furono Flaminio Piccoli, Azzolini, Fronza Crepaz; al Senato Postal, Kessler, Vettori); alle elezioni regionali del 1988, nel collegio di Trento, i democristiani ottennero 136.286 voti pari al 45,3% e 17 seggi su 35); alle elezioni comunali di Trento il 39,4% e 20 seggi su 50).

Risultati tutto sommato molto soddisfacenti. Tuttavia, il 9 dicembre 1991, Paolo Piccoli si dimise da segretario provinciale della D.C. Un fulmine a ciel sereno.... le dimissioni furono motivate da ragioni personali, a cui nessuno però credette. Forse una telefonata da Roma - dicevano ( e dicono) i maligni -.

Sta di fatto, che il 17 febbraio 1992, il p.m. Antonio Di Pietro arresta il dottor ing. Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio: inizia così la stagione di "mani pulite".

Alle politiche del 1992, la D.C. crolla. Il dato nazionale è sconfortante, lo Scudo Crociato scende per la prima volta nella storia elettorale repubblicana sotto il 30%. In Trentino si attesta al 35,19%, a Trento al 27,42%.

L'esito negativo induce il presidente della Provincia Malossini alle dimissioni, pensando o sperando in una rapida riconferma che non avviene. Gli succede Gianni Bazzanella che conclude la legislatura.

Nel gennaio 1993, Mario Malossini viene arrestato per l'affare "Magnete", mentre Enrico Pancheri, già presidente della Regione Trentino Alto Adige dal 1979 al 1984 e poi presidente dell'Autostrada del Brennero, grande elemosiniera della D.C., viene arrestato nel giugno 93 e successivamente condannato a 2 anni per corruzione.

Oggi, dunque, Paolo Piccoli, dopo trent'anni, torna in campo per appoggiare un esponente della sinistra. Largo ai giovani, dunque! Quale movente? Oscuro, come le dimissioni del 1991.

Ritornano gli ex: Paolo Piccoli