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Cia e la sua confusione su fedeltà e lealtà

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Trento, 3 agosto 2020. - di Giannantonio Radice

Che Claudio Cia ci abbia abituati ad esternazioni, come dire, "curiose" è un dato di fatto ma voler giustificare con ardite arrampicate sui vetri i propri comportamenti e prese di posizione appare davvero un'offesa alla sua e alla nostra intelligenza. Per venire ad un recente passato ricordo, con non poco sgomento, la bocciatura che assegnò al prof. Aronne Armanini, in predicato per essere designato a rappresentare la coalizione , eccependo la sua ormai indelebile macchia rappresentata... dall' età (aveva infatti superato da poco i settant'anni!) non compatibile, evidentemente secondo il suo pensiero, con le funzioni di Amministratore Comunale.

È come se, dopo tale soglia anagrafica, la capacità di intendere e di volere e quindi di governare sia, ai poveri appartenenti a tale categoria , disconosciuta in maniera irreversibile . E perché allora, non estromettere dalla competizione politica le persone che hanno gli occhi azzurri o capelli scuri o che non superano il metro e settanta? Misteri.

Leggiamo ora una sua intervista dove nella prima parte, in risposta alla contestazione del giornalista circa l'accettazione in un primo momento condivisa con la cordata del centro-destra dell'avv. Alessandro Baracetti quale candidato Sindaco e poi ricusata quando i giochi ormai conclusi e la presentazione ufficiale effettuata, candidamente riferisce che l'assenso accordato fu solo frutto di un suo atto di fede verso il Governatore Fugatti.

Seguì poi il pentimento, in quanto poté verificare, durante il periodo di "coprifuoco" causa Corona virus, quando cioè tutti erano impossibilitati a uscire di casa, l'attività di ogni tipo ferma e la data della consultazione sconosciuta, la scarsa incisività per la campagna elettorale di Baracetti. E poi, scarsa incisività rispetto a chi, dal momento che la città sembrava un reperto archeologico dove i soli rapporti fra umani avvenivano fra un balcone e un altro. Davvero la giustificazione proposta è di una disarmante pochezza.

Sorvolando poi sul rammarico lamentato (di fronte alle legittime rampogne dell'avv. Baracetti che gli contestava il suo scorretto comportamento ) dal consigliere CIA circa la negata solidarietà delle altre forze politiche della coalizione, che evidentemente (a che titolo? ) desiderava , il meglio di se' l'intervistato lo fornisce quando , disquisendo sulla interpretazione da dare al concetto di fedeltà e lealtà, ci assicura che il suo modo di Agire (scusate il bisticcio verbale) è assolutamente coerente perché lui si sente un interprete della " Lealtà " mentre la "Fedeltà, dote da tutti invocata, è materia, come sottolinea, che lui riserva a "Dio e a sua moglie.

Dimentica purtroppo che la fedeltà, concetto che dovrebbe essere la più importante componente etica del DNA del comportamento di ciascuno, è l'indispensabile presupposto della lealtà, lo zoccolo duro su cui si fonda il proprio modo di essere; i cambiamento comportamentali e quindi l'onore e la lealtà possono venire meno solo in presenza di cause di enorme rilevanza e gravità, non certo di deboli e pretestuose scuse quali quelle a suo tempo, e ora purtroppo ribadite, rivendicate dal consigliere Cia.

Cia e la sua confusione su fedeltà e lealtà

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