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"Si può fare!" non è con "Coraggio Italia"

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Trento, 2 giugno 2021. – di Silvia Zanetti*

Siamo basiti nell'apprendere dalla stampa che una ristretta cerchia di persone ha dichiarato che la giunta esecutiva di "Si può fare!" ha manifestato volontà unanime di aderire al nuovo movimento nazionale "Coraggio Italia".

In primo luogo, è mio dovere, insieme a coloro che hanno permesso di raggiungere il nostro positivo risultato elettorale, dissociarmi da questa presa di posizione e da chi sta manovrando nell'ombra per fare aderire "Si può fare!" alla forza nazionale "Coraggio Italia".

Mi ritengo danneggiata dalle discutibili modalità esecutive adottate sino ad ora e mi riservo di adire le vie legali per tutelare la mia immagine di eletta in Consiglio Comunale con il simbolo di "Si può fare!", ricorrendo a tutti gli strumenti idonei per contrastare eventuali irregolarità.

Si deve necessariamente contestare la legittimità della delibera assunta dalla giunta esecutiva, per molteplici ragioni:

- l'art. 3 dello Statuto limita in modo inequivocabile l'azione politica di Si può fare! al territorio provinciale ("l'associazione intende perseguire le proprie finalità nell'ambito del territorio della Provincia Autonoma di Trento");

- la giunta esecutiva non ha il potere di approvare o determinare le linee generali programmatiche dell'attività dell'associazione;

- non si può parlare di unanimità della giunta esecutiva quando risultano assenti la metà dei membri della medesima;

- è inaccettabile che venga modificato l'ordine del giorno di un organo associativo soltanto 24 ore prima della riunione, al fine di fare approvare in maniera forzata l'adesione a Cambiamo, che poi nella notte è diventato un'altra roba con altre persone.

Inoltre, se ciò non bastasse, si apprende dalla stampa che questa decisione politica è stata adottata da pochi in seguito all'assenso di Silvano Grisenti, il quale risulterebbe essere aspirante associato di "Si può fare!" e, nel contempo, attuale Presidente di Progetto Trentino.
Tuttavia, in questa intricata vicenda, alcuni fatti sono certi.

E' stata totalmente ignorata l'anima autonomista e la base civica e quella popolare del gruppo, attraverso manovre rapide - quasi in sordina- frenetiche convocazioni degli organi di "Si può fare!" a tarda sera, con improvvise ed ingiustificate variazioni dell'ordine del giorno, solo con l'intento di evitare un confronto democratico con i tanti interpreti che hanno sostenuto il progetto, alcuni anche candidando in prima persona.
Ciò a dimostrazione del fatto che si tratta evidentemente di un'azione isolata posta in essere da poche persone che rappresentano soltanto sé stesse.

Fortunatamente le associazioni, è noto, sono tenute per legge a seguire iter deliberativi previsti dal proprio statuto, così come ad adempiere correttamente ad una serie di incombenti civilistici, fiscali ed amministrativi.
E' del tutto evidente che le richiamate prescrizioni, assistite da solide tutele civili e penali, sono assolutamente inderogabili ed il pedissequo rispetto della normativa va a tutela di tutti i membri dell'associazione.
Alla luce di quanto evidenziato e a seguito delle segnalazioni di chi ha sostenuto e continua a sostenere il percorso e le idee di "Si può fare!", sono doverosamente tenuta a difenderne la bontà e la serietà in tutte le sedi più opportune.

* consigliere comunale di Trento Si può Fare!

(nella foto Silvia Zanetti)

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