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Le «fanfaronate» del senatore De Berfurbis

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Trento, 5 settembre 2021. - di Carlo Martello

Il camaleontismo del senatore De Berfurbis (alias Andrea De Bertoldi) è noto, come altrettanto nota è la sua profonda conoscenza del sistema partitico italiano, avendo percorso, nella sua fortunata carriera, alcuni di questi soggetti politici (DC, PLI, Patto Segni, AN, PDL, FLI, FdI).

Un passato non trascurabile, seppur segnato da scarsi successi personali (quando erano necessarie le preferenze), mentre nel recente passato ha pescato il c.d. "terno al lotto". Candidandosi nel collegio uninominale di Trento ha conquistato, con i voti di Salvini, Berlusconi e Meloni (a quel tempo non molti), un seggio al senato della repubblica.
Quei voti, cioè di Salvini e Berlusconi, non gli hanno certamente fatto "schifo", quando un tempo lontano, egli fuggiva dalla "deriva sudamericana e populista del centrodestra".

Il nostro documentato archivio ci offre uno spaccato delle sue dichiarazioni che dimostrano il grado (sotto zero) della coerenza dell'uomo.

" Il coordinatore di Generazione Italia, Andrea De Bertoldi, è un uomo del sottosegretario Adolfo Urso, ha costituito An nel '94 (senza essere mai stato missino) e non vede l'ora di fondare il partito di Futuro e libertà per l'Italia. Quello che De Bertoldi non riesce a sopportare è la visione centralista e assolutista di Berlusconi che secondo lui è la causa di tutti i mali del centrodestra trentino. In effetti se ad esempio si guarda il consiglio comunale della seconda città della provincia, Rovereto, sembra che abbia pure ragione. I consiglieri del Pdl eletti nelle ultime elezioni, questa primavera, sono solo due. Erano quattro nel 2005 e sei nel 2000. De Bertoldi, che ha presentato Generazione Italia poco più di un mese fa, è molto fiducioso per il futuro ed è convinto che in Trentino riuscirà "a fondare una destra europea al posto di quella sudamericana di Berlusconi". Ed è anche pronto a governare la provincia assieme al cosiddetto terzo polo. Assieme ai rutelliani (e a Dellai), all'Udc e ai cattolici. Che in Trentino sono più che numerosi." (Fatto Quotidiano 26 agosto 2010)

" Andrea De Bertoldi, portavoce in Trentino di Futuro e Libertà : «Vogliamo dialogare con le forze moderate per rompere gli schemi. Gianfranco verrà qui da noi Del resto, a livello nazionale, la distanza tra finiani e Api, il movimento del quale Dellai è cofondatore, è minima. Anzi, la convergenza postberlusconiana c'è tutta. De Bertoldi è consigliere del ministro Adolfo Urso che è anche coordinatore di Futuro e Libertà e quindi sa cosa si muove nel pentolone in costante ebollizione del movimento finiano. Domanda: Fini verrà anche dalle nostre parti? Ha manifestato l'intenzione di incontrare Dellai? «I contati con Api e Udc - risponde - sono alla luce del sole e ad Asolo la scorsa settima a ho avuto occasione di parlare del Trentino con lui per qualche momento. Una visita in Trentino e a Bolzano ci sarà e l'interesse di Fini per un incontro con Dellai c'è e c'è anche nei confronti di Durnwalder. La Svp nell'alleanza con la sinistra è in una posizione innaturale e lo sono anche l'Upt e gli autonomisti qui a Trento»". (L'Adige 6 novembre 2010)

" Le vie delle politica sono infinite - commenta De Bertoldi -, stiamo cercando di creare un centrodestra popolare ed europeo. L'Api si colloca all'interno del progetto politico del Partito Popolare Europeo. Quindi, se Dellai rimarrà coerente fino a quella data, un dialogo ci sarà anche qui in Trentino". (QuestoTrentino 4 dicembre 2010)

" Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha incontrato a Montecitorio il responsabile Fli per il Trentino, Andrea De Bertoldi. Il leader di Futuro e libertà - ha riferito De Bertoldi alla stampa - ha parlato di "volontà di dare una rappresentanza in Trentino ai moderati attraverso l'asse con l'Udc di Pier Ferdinando Casini e l'Api di Francesco Rutelli e Lorenzo Dellai, ponendosi in modo alternativo alla sinistra, ma pure alla deriva sudamericana e populista che attualmente impronta il centrodestra berlusconiano".
A Roma Gianfranco Fini e Andrea De Bertoldi hanno concordato anche l'iter per creare "un polo convintamente autonomista, laico e rispettoso della tradizione cattolica, ispirato dai principi liberali e del popolarismo europeo", che potrà nascere in Trentino - secondo De Bertoldi -, "poiché si tratta del territorio più vocato ad accogliere questo 'new deal' della politica italiana".
Nell'incontro si è programmata infine una prossima visita ufficiale del presidente Fini a Trento e si è condiviso che De Bertoldi prosegua nel radicamento territoriale di Fli in accordo con il coordinatore nazionale Adolfo Urso, al fine di garantire piena autonomia politica a Fli in Trentino come in Alto Adige, vista la peculiarità delle due province autonome." (Trentino 15 dicembre 2010)

" La convergenza verso le istanze autonomiste è uno dei caposaldi della strategia locale del partito di Fini, che, secondo quanto annunciato da De Bertoldi, il 15 marzo sarà in Trentino per un incontro politico con Lorenzo Dellai. «Gli italiani— ha detto De Bertoldi— vivono un momento di difficoltà e confusione. Ma c'è chi come noi vuole costruire un'alternativa a un bipolarismo caratterizzato da un Pdl che non fa politica e un Pd privo di leadership. Il Trentino potrebbe essere un ponte verso il polo per l'Italia a livello nazionale. Dellai in questo, essendo ancora coordinatore di Api, ha un ruolo importante»"(Corriere del Trentino 11 marzo 2011).

Sappiamo che la tresca tentata da De Bertoldi, con l'obiettivo politico di costruire "lingua in bocca" con il "principe", il terzo polo, è miseramente naufragata con il fallimento del progetto di Fini, di Rutelli e di Casini, ma soprattutto per l' "intelligenza politica" del presidente della Provincia.
Ora, a distanza di anni, il senatore De Berfurbis, gonfiandosi il petto, pubblicamente "stronca" la recente "nostalgica" proposta di Dellai di un ritorno al "civismo" (passato), sebbene, rivolgendosi a lui come "amico" gli riconosce, bontà sua, quella "consueta intelligenza politica".

(nella foto Andrea De Bertoldi con Marika Poletti, al tempo presidente provinciale di FdI e Giorgia Meloni)

Le «fanfaronate» del senatore De Berfurbis

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