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L'Autonomia è l'identità del territorio, non la provincializzazione delle Agenzie fiscali

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Trento, 13 febbraio 2022. - di Claudio Cia*

Martedì 15 febbraio si riunirà la Commissione dei 12. Unico punto all'ordine del giorno: la norma di attuazione dello Statuto speciale di Autonomia per ottenere la delega di funzioni statali in materia di Agenzia delle Entrate e di funzioni amministrative di supporto alla magistratura tributaria.

Ritengo che sia significativo che uno schema di norma di attuazione inviato a Roma ad inizio dicembre 2021 venga portata all'attenzione dei Commissari già a metà febbraio. A dimostrazione che quando il tema è ritenuto di particolare interesse (quantomeno per la politica locale), non ci sono lungaggini romane e necessità di approfondimenti/incontri con i Ministri che tengano.

In un mio precedente intervento avevo già sottolineato come questa folle norma di attuazione non portasse ad alcun vantaggio per i nostri cittadini, gli imprenditori trentini e i lavoratori del comparto. Non un solo beneficio per la nostra Autonomia. L'Autonomia si esprime difendendo l'identità del territorio, non portando le Agenzie fiscali sotto il controllo del potere politico.

Ricordo che questa norma prevede che la competenza legislativa nel settore del fisco rimarrà in capo allo Stato, mentre alle due Provincie autonome – anche disgiuntamente – quelle relative al personale amministrativo, alla manutenzione e amministrazione degli edifici nonché la fornitura di attrezzatura e di servizi funzionali agli immobili stessi. Alla luce dei risultati ottenuti con la delega riguardante la competenza amministrativa relativa al settore della giustizia, dove nessuno dei problemi endemici è stato risolto e anzi ne sono sorti di nuovi che hanno finito per aggravare le condizioni di lavoro, con un riflesso negativo anche nei confronti dell'utenza, credo si possa dire che nessuno dei circa 900 lavoratori che attualmente sono impiegati nel comparto possa dormire sonni tranquilli; a meno che essi non siano interessati ad usufruire dell'eventuale mobilità interna garantita dal divenire dipendenti regionali/provinciali, cosa che finirebbe per impoverire ulteriormente questi uffici.

Credo inoltre vada ribadito il pericolo derivante dall'illimitato potere garantito alla politica locale dalla possibilità di esercitare e condizionare l'azione di controllo e presidio del territorio effettuato dal personale dell'Agenzia delle Entrate (ma anche da quelli delle Commissioni tributarie provinciali che si occupano dei contenziosi tributari) nei confronti di cittadini e imprenditori ritenuti scomodi.

Non credo poi ci sia bisogno di ricordare che le Province autonome di Trento e Bolzano sono detentrici di numerose partecipazioni all'interno di società; fatto che – in caso di provincializzazione delle Agenzie fiscali – porterebbe alla creazione di inevitabili e inaccettabili conflitti di interessi tra controllore e controllato, che clamorosamente e tristemente (per l'ennesima volta), si troverebbero a giocare dalla stessa parte del campo.

Mi appello quindi alla sensibilità dei componenti della Commissione dei 12 auspicando che martedì possano bocciare lo schema di delega come già avvenuto nel 2015, affinché il fisco possa rimanere terzo e neutrale nei confronti di tutti i cittadini e delle imprese trentine, restando quindi equidistante rispetto alle logiche della politica locale delle due provincie.

*capogruppo provinciale di FdI

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