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Rischio illegalità imminente: serve una legge quadro per il gioco d’azzardo

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Trento, 18 febbraio 2022. – di Alessia Ambrosi*

Il settore del gioco anche in Trentino rappresenta una realtà importante dal punto di vista economico, occupazionale, erariale e sociale. Non si possono infatti trascurare gli oltre 40 milioni di euro di gettito erariale per la PaT provenienti dal settore del gioco legale, così come non si possono dimenticare le imprese e le centinaia di lavoratori trentini occupati in questo settore, ma nemmeno le conseguenze sociali che la dipendenza da gioco d'azzardo patologico implica per decine di famiglie trentine.

Ebbene, esiste la possibilità che il gioco d'azzardo sparisca per legge, facendo venir meno così anche la relativa dipendenza? Pare infatti utopistico anche solo pensarlo, di conseguenza il rischio di politiche proibizioniste o eccessivamente restrittive nei confronti del gioco legale non può che avere come risvolto quello di favorire la crescita del gioco online e del gioco irregolare o illegale, in molti casi gestito dalla criminalità organizzata. In questo senso diverrebbe ancora più difficile poter intervenire nei confronti dei giocatori affetti da questa dipendenza, nonché quasi impossibile il controllo dell'accesso al gioco da parte dei minori.

La rimozione delle slot machine da bar e tabaccherie collocate nei pressi dei luoghi sensibili disposta da apposita legge provinciale ha già limitato molto la presenza di un'offerta di gioco legale sul territorio provinciale, ma l'estate prossima scadrà anche la relativa deroga prevista ormai 4 anni fa per i luoghi dedicati al gioco (sale). Proprio per questo sono a richiamare l'attenzione delle istituzioni e delle forze politiche su questa scadenza, che andrà senza dubbio a ridurre notevolmente l'offerta legale, lasciando maggior campo libero a quella illegale, riducendo così il gettito che ne deriva per la PAT e comportando la chiusura di molte imprese e la relativa perdita di decine di posti di lavoro stabili.

L'auspicio da parte mia e l'invito al Consiglio provinciale è che si possa quanto prima aprire una discussione approfondita su questa tematica così complessa, guardando anche alle intese già raggiunte a livello nazionale, dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, o in altri consessi regionali, le quali linee guida vanno in una direzione completamente diversa rispetto alla configurazione che il settore rischia di assumere in Trentino.

*consigliere provinciale-regionale

(nella foto Alessia Ambrosi)

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