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Tre personaggi in cerca di autore…….

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Donata Borgonovo ReTrento, 16 novembre 2013. – di Claudio Taverna

L'assassino ritorna sempre sul luogo del delitto. Un'immagine certamente macabra. Meglio sostituirla con altra, più leggera: "tre personaggi in cerca di autore". Qualcuno dirà: "è la riduzione al 50% del titolo del dramma più famoso di Luigi Pirandello",  certo è proprio così, ma è una mera se non matematica casualità!

Ma chi sono, i tre personaggi? Eccoli: la super gettonata Donata Borgonovo Re, neoeletta in consiglio provinciale con oltre 10.000 preferenze, recentissimamente nominata assessore alla salute, all'epoca dei fatti difensore civico, Giacomo Bezzi, neo consigliere provinciale, ma allora presidente del consiglio provinciale, la prof.ssa avv. Daria De Pretis, oggi Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Trento, ieri docente di materie giuridiche alla facoltà di giurisprudenza.

Tutti e tre, coinvolti direttamente o indirettamente, nella mai risolta questione della legittimità della nomina di Donata Borgonovo Re, al tempo docente dell' università di Trento, a difensore civico della Provincia autonoma.

Donata Borgonovo Re viene eletta difensore civico dal consiglio provinciale all'inizio della XIII° legislatura (2003-2008). Dichiarandosi di non trovarsi in alcuna delle incompatibilità previste dalla legge,  ne assume l'incarico, quando il Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Trento la colloca in aspettativa.

Da subito ne sostengo, con una serie di pubbliche denunce, la decadenza per via della palese incompatibilità.

L'avvocatura distrettuale dello Stato, chiamata ad esprimere un parere sulla decreto rettorile (Magnifico Rettore prof. Massimo Egidi) concedente alla Borgonovo Re l'aspettativa (con il riconoscimento del periodo sia ai fini della progressione della carriera che del trattamento di quiescenza), concludeva sulla illegittimità del decreto; di parere opposto invece la prof.ssa avv. Daria De Pretis (moglie di Giovanni Kessler), incaricata dall'Università di sostenere il  contrario, cioè la legittimità.

A questo punto, l'Università degli studi di Trento chiedeva al MIUR (Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca) il parere definitivo che mai pervenne, mentre quel Ministero mi inviò copia di altro decreto rettorile (Magnifico Rettore prof. Luigi Bassi) che sostituendo il precedente, confermava l'aspettativa alla Borgonovo Re, ma senza oneri, annullando la disposizione che il periodo di aspettativa fosse utile ai fini della progressione di carriera e del trattamento di quiescenza. Si badi bene che il prof. Bassi mi negò il rilascio di quel decreto, perché, a suo dire, non avevo titolo per chiederlo.

Nel frattempo, anche Giacomo Bezzi, presidente del consiglio provinciale, anziché promuovere la decadenza della Borgonovo Re per incompatibilità con l'ufficio, sulla base della mia denuncia che documentava dati di fatto, si rivolse ad un giurista, il suo amico autonomista valdostano, prof. avv. Roberto Louvin per farsi dichiarare che sarebbe spettato all'Università l'onere del ritiro dell'aspettativa, risolvendo in tal modo la "querelle" in capo al consiglio.

La folgorante carriera politica di Donata Borgonovo Re è dipesa in larga misura dall'esercizio dell'ufficio di difensore civico, pur non avendone i titoli per esercitarlo. Proverbiale fu la sua intervista del 14 luglio 2006  a "L'Adige"  dal titolo emblematico "Anche nei Comuni trentini c'è la mafia". Tuttavia, nella sua nomina a difensore civico c'era qualcosa  di strano, se tutte le autorità alle quali mi ero rivolto, Corte dei conti compresa, avevano preferito un imbarazzante quanto tombale silenzio.

Daria de Pretis

 

Giacomo Bezzi

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