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Trento: E' sempre (Mastra)Pasqua, per le immobiliari

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EX CASSA MALATI TNTrento, 6 febbraio 2014. – di Giovanna Giugni*

In Consiglio Comunale si discuterà, la prossima settimana, del cambio di destinazione d'uso di Palazzo Verdi, cioè dell'edificio ex Cassa malati di Piazza Venezia. Sul tema avevo già presentato una mozione, volta a fare in modo che il Consiglio comunale venisse investito delle scelte urbanistiche sulla città. Tuttavia, l'operazione immobiliare che viene portata all'attenzione del Consiglio comunale presenta, a mio avviso, risvolti degni di nota.

La Provincia di Trento è in cerca di immobili per i suoi uffici. Nello scorso mese di luglio Patrimonio del Trentino, s.p.a unipersonale totalmente partecipata dalla Provincia Autonoma, ha svolto una ricerca di mercato per l'individuazione di un immobile idoneo ad ospitare 250 dipendenti.

Nella graduatoria degli offerenti si è classificato in posizione utile un immobile di proprietà di IDeA FIMIT sgr ,a cui la PAT, con lettera di data 25 luglio ha proposto un contratto di locazione al canone annuale di 700000 euro al netto di IVA

L'immobile è l'edificio ex Cassa Malati di Piazza Venezia, oggetto, nel 2004, di una permuta dalla proprietà pubblica provinciale alla ditta EDILBETON. Sull'operazione immobiliare fu presentato un esposto alla Corte dei Conti, da parte dei consiglieri Morandini, De Eccher e Catalano.

La ditta Edilbeton accettò di acquisire l'immobile pur gravato da vincoli urbanistici derivanti dall'essere inserito in zona F1, con destinazione cartografica H "Zone per attrezzature pubbliche e di uso pubblico di interesse urbano – Strutture sanitarie".

Dopo qualche anno e alcune vicissitudini ( trasferimento di sedi universitarie e modifica solo temporanea della destinazione urbanistica allo scopo di venire incontro alle necessità dell'ateneo cittadino con due delibere di Consiglio comunale, del 2006 e del 2010), il proprietario dell'edificio, IDeA FIMIT sgr,( presidente del CdA un onnipresente Antonio Mastrapasqua) chiede al Comune di Trento di modificare stabilmente la destinazione urbanistica per poter dare in locazione l'immobile alla Provincia, che collocherà in quella sede alcuni suoi uffici, col corrispettivo, sopra indicato, di 700000 euro annui più iva.

La società che chiede al Sindaco di Trento il cambio di destinazione funzionale ( cioè la possibilità di eliminare il vincolo di destinazione sanitaria – che spetta all'edificio da oltre mezzo secolo- per destinare l'immobile ad "attrezzature dell'amministrazione dei servizi pubblici e di uso collettivo nonché dei servizi alle imprese di interesse pubblico"), IDeA FIMIT sgr,è una controllata del gruppo De Agostini che ha acquisito da Banca Esperia ( Mediobanca- Mediolanum) 10 fondi immobiliari in cui sono ricompresi l'hotel all'interporto, le nuove residenze a Maso Mirabel sopra Piedicastello e, appunto,l'edificio della ex Cassa Malati di Piazza Venezia.

De Agostini si ritrova così a possedere, dall'ottobre 2012, fondi immobiliari in comproprietà con Edilbeton, proprio la costruttrice dell'attuale struttura del Big Center che ospita l'azienda sanitaria permutata a suo tempo con la sede dell'ex Cassa Malati di piazza Venezia.

Partner di Edilbeton nell'operazione immobiliare sono l'immobiliarista Dalle Nogare e l'Istituto Trentino di Sviluppo (ISA).

Sembra curioso che, con la gran quantità di edifici pubblici inutilizzati, recentemente censiti dagli uffici comunali del capoluogo,Patrimonio del Trentino spa non abbia potuto reperire un contraente diverso da quello al quale nel 2004 è stato ceduto in permuta l'immobile di cui ora la Provincia vuole usufruire. Pagando ad un gruppo immobiliarista privato 700000 euro annui a titolo di canone di locazione.

Con cifre più modeste, che rimarrebbero comunque in ambito pubblico, gli uffici provinciali potrebbero essere collocati in strutture di proprietà del Comune di Trento o, gratuitamente con semplice razionalizzazione, della stessa Provincia.

Il cambio di destinazione funzionale aprirebbe la strada a nuove elargizioni pubbliche verso privati in un momento di difficoltà economiche per i contribuenti.

In una nota inviata al Comune di Trento, il Dipartimento Lavori Pubblici e Mobilità della PAT dichiara che la locazione dei nuovi uffici consentirà un risparmio di circa 900.000 euro annui. Non si dice però a quanto ammonterebbe il risparmio se venissero utilizzati i tanti edifici pubblici oggi in disuso. O se venisse fatto un uso meno faraonico degli spazi di proprietà  provinciale.

Risparmio che unirebbe l'effetto economico moltiplicativo degli interventi di ristrutturazione all'indubbio e durevole vantaggio di valorizzare il patrimonio edilizio pubblico.

 

*consigliere comunale di Trento, membro della Commissione consiliare di Vigilanza sui servizi.

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