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Cantiere Civico Democratico: Io riciclo, tu ricicli, egli ricicla.....

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Cantiere civico democraticoTrento, 7 marzo 2015. - di Claudio Taverna

Bene, per l'ennesima volta, troviamo l'instancabile Lorenzo Dellai al lavoro, ma è solo un modo di dire. Da ragazzo si iscrive alla vice-segreteria provinciale della D.C., per conto della corrente kessleriana (sinistra DC), ma non trova di meglio che allearsi con i dorotei Malossini (presidente della Provincia) e Piccoli (Paolo), nipote di Flaminio, segretario provinciale della D.C. per far fuori nella primavera del '90 il nume tutelare, quel senatore Bruno Kessler, che ambisce allo scranno più alto di Palazzo Thun. Ma a quel più alto scranno, ci arriverà, nell'occasione, proprio lui: Lorenzo Dellai.

All'orizzonte della politica locale e nazionale, si addensano nuvoloni non rassicuranti: nell'aria c'è tangentopoli e molti protagonisti di quegli anni escono di scena. Chi, come il senatore Bruno Kessler, per cause naturali (muore nella primavera del '91), chi come Mario Malossini, abbandona " traumaticamente",  nel 1992-1993 ( perde la presidenza della giunta provinciale e l'anno dopo 'è costretto' a dimettersi da consigliere regionale e provinciale per le note vicende), chi, come Paolo Piccoli, fiutando il cataclisma che si sta abbattendo, si ecclissa nel 1991 " per motivi personali", dopo aver vinto, pochi mesi prima " plebiscitariamente" il suo secondo congresso provinciale all'Auditorium di Trento (il primo quello del 1986): preferendo la tranquilla vita di notaio alle burrascose, quanto devastanti, derive di " mani pulite".

Nel 1993, Lorenzo Dellai, sindaco di Trento, molto abilmente " eredita" i canali " affaristici" della sinistra DC, e spacca, con l'appoggio di Mauro Marcantoni, il gruppo consiliare democristiano: in giunta entrano, per la prima volta, i comunisti di Alberto Pacher. Ma prima ancora, nell'agosto del 1990, a pochi mesi della sua elezione, un primo strappo: si fa impigliare nella Rete di Leoluca Orlando, che dalla Sicilia giunge a Trento, ma capisce che lì non " c'è trippa per gatti" e dopo una breve infatuazione per il sindaco di Palermo, decide di mettersi in proprio.

Nel 1995, Lorenzo Dellai vince al primo turno (51,37%) le elezioni e riconquista Palazzo Thun. E' la prima volta che i cittadini eleggono direttamente il sindaco. Ma già nel 1995, non c'è più la D.C., sostituita dalla Lista Democratici Popolari.

Tre anni dopo, siamo nella primavera del 1998, è trionfatore, con all'appoggio determinante di Tarcisio Grandi, del congresso di Comano del PPI (Partito Popolare Italiano), che liquida immediatamente, fondando la Civica Margherita che di lì a qualche mese, diventa, conquistando otto seggi, il primo partito alle elezioni provinciali dell'autunno. Con la formula del " come se", e ancora una volta per colpa delle miopie del centrodestra (proverbiale e fallimentare la frase di Giacomo Santini, allora leader di Forza Italia, " divisi per colpire uniti"), viene eletto presidente della Provincia autonoma con una maggioranza, anche se risicata, di centro sinistra.

Ma prima di lasciare Palazzo Thun, dimettendosi da sindaco ( malgrado ripetuti e pubblici giuramenti in senso contrario), si fa approvare dal consiglio comunale di Trento il " famigerato" ordine del giorno che determinerà lo sbocco urbanistico dell'area ex Michelin, la più grande speculazione immobiliare che Trento ricordi, " praticamente" realizzata dai suoi successori, Pacher e Andreatta.

Dopo la nascita della Margherita nazionale e la sua fusione con il PDS, viene alla luce il PD. Dellai, allora, scioglie la Civica Margherita, inventa l'UPT (Unione per il Trentino) che ne prende il posto. Alle provinciali del 2008, viene rieletto presidente della provincia e la sua lista conquista 6 seggi.

Nel mese di novembre 2009, è promotore (assieme a Francesco Rutelli e Bruno Tabacci) del Manifesto per il cambiamento e buon governo: Alleanza per l'Italia, di cui diventa coordinatore organizzativo nazionale.

Ben presto si perdono le tracce di Rutelli e di Alleanza per l'Italia e il tentativo fallìsce miseramente così come il suo organizzatore nazionale.

Nel 2012, Dellai, come un fiume carsico, riemerge dall'oblio della politica nazionale. E' tra i promotori assieme a Luca Cordero di Montezemolo ed altri del manifesto " Verso la Terza Repubblica".

Fiutando l'aria, Lorenzo si schiera con Mario Monti. Si dimette da presidente della provincia autonoma ( non poteva più ripresentarsi per il vincolo dei due mandati consecutivi)), si candida alla camera con Scelta Civica per l'Italia. Grazie all'apporto determinante dei voti del Trentino, il partito del senatore (a vita) bocconiano, raggiunge a stento la soglia minima per essere rappresentato a Montecitorio. Dellai diventa presidente del gruppo dei deputati dell' ormai Sciolta Civica.

Ma, in conseguenza della crisi di quel partito, Lorenzo Dellai lascia oltre all'incarico anche il gruppo, e da tempo, dopo essersi fatto furbescamente nominare presidente della commissione dei 12, sta guadando avanti, all'orizzonte, al futuro (suo) e degli amici (suoi).

Prossimo appuntamento: le elezioni comunali. Claudio Bortolotti, Alessandro Della Torre e tanti altri, pronti a scaldare i motori. E i trentini? Felici di farsi " impigliare" ancora nella rete dellaiana.

D'altronde di lui, diell'infaticabile Lorenzo Dellai, si può ben dire: è come il terremoto, distrugge tutto ciò che lo circonda, ma differentemente dalla forza della natura, si mette immediatamente a lavorare per la ricostruzione........

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