Lun09272021

Last update07:13:45

Back Politica Politica e Società Politica Nazionale Pissi Pissi Bao Bao

Pissi Pissi Bao Bao

  • PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Trento, 7 febbraio 2016. - di Stefano Biasioli*

1) UNIVERSITA'-RICERCA: SCATENATI CONTRO RENZI?

La notizia che, per Renzi e Madia, la UNIVERSITA' e la RICERCA debbano essere inserite nel "COMPARTO SCUOLA", non poteva non produrre reazioni da parte degli universitari, si tratti di baroni, di non baroni, di lobby o di non lobby.

Brevemente ricordiamo i termini della questione. Per colpa di Brunetta (legge del 2009) e della recente RIFORMA MADIA (riforma pasticciata e non totalmente coordinata tra i diversi pezzi 2014-2015-2016), la Pubblica Amministrazione deve essere articolata "fino ad un massimo di 4 comparti e 4 aree dirigenziali".

Fino ad ora, sul tema, Renzi e Madia, hanno fatto solo gran confusione, non inviando all'ARAN (l'agenzia pubblica istituita per queste cosette) un atto di indirizzo scritto.

Da mesi, le Confederazioni pubbliche (la Triplice confederale + USAE, CONFEDIR, CISAL, CONFSAL, CIDA, COSMED, USB, UGL) chiedono chiarezza alla parte pubblica. Solo la settimana scorsa il velo del tempio si è squarciato. I 4 COMPARTI saranno costituiti da: MINISTERI, REGIONI-ENTI LOCALI, SANITA', SCUOLA. Con una deroga, che riguarda la Presidenza del Consiglio dei MInistri.

Insomma, nel compartone Scuola coesisteranno gli asili, le elementari , la scienza universitaria e la ricerca.
Proprio un bel modo, per rilanciare l'EDUCAZIONE GLOBALE ITALIANA, quella fatta di eccellenze (poche e soprattutto individuali) e di mediocrità assolute.
Mescolare università e ricerca con il restante mondo scolastico farà danni, sul piano formativo e sul piano organizzativo.
Cosi', almeno, pensa - E CON QUALCHE RAGIONE - la maggior parte delle Confederazioni sedute al tavolo dell'ARAN.
Renzi e Madia ne terranno conto? Noi pensiamo di No. A meno che. A meno che la lobby "dell'8 Febbraio" non si dia da fare, attivamente.
UNIVERSA UNIVERSIS PATAVINA LIBERTAS........

2) SAN PIO e SAN LEOPOLDO

Per dare un po' di smalto ad un Giubileo di "secondo piano", il Papa Francesco ha dovuto chiedere aiuto a due santi popolari, popolari da sempre.
Due santi che resteranno nella storia della Chiesa, non certo come questo Papa gesuita, che pensa che la misericordia debba venire prima della giustizia.
Che pensa che la misericordia debba essere concessa anche a chi non chiede perdono, a chi non si pente.
Ma, se cosi' fosse, che senso avrebbe IL GIUDIZIO UNIVERSALE ? Che senso avrebbero i NOVISSIMI ? Morte, giudizio, inferno, paradiso? Sono cose inventate, come il diavolo tentatore del Cristo nel deserto?
Francesco I° pensa di riscrivere i Vangeli?.....Un altro Vangelo apocrifo?
Secondo Noi, questo Papa pensa che essere "populista" porti nuovi fedeli a Cristo. Ma non è cosi'. Oggi, in un mondo che continua a sbandare, occorrono punti fermi, certezze. Anche religiose, non gesuitiche confusioni !

3) MEDICI IN SUBBUGLIO: MEDICINA DIFENSIVA

E' passata in secondo piano una notizia importante. Il mondo medico pubblico - notoriamente articolato in una dozzina di sindacati - ha ritrovato l'unità.
No, non mi riferisco allo sciopero di un giorno (a Dicembre) o a quello che è stato proclamato a breve.
Mi riferisco al fatto che, dopo quasi 28 anni dall'altra volta, i medici pubblici, hanno capito di dovere reagire all'andazzo della politica sanitaria.
Ospedalieri, medici di famiglia, pediatri, igienisti etc hanno capito che IL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO E' A RISCHIO.

A rischio perche' Renzi e C. non hanno ritenuto di aumentare il finanziamento del SSN, portandolo su medie vicine a quelle della UE.
A rischio perche' le regole sul rischio professionale medico e la ristrettezza delle risorse regionali hanno fatto esplodere i pericoli - reali - del contenzioso legale medico-paziente, di fatto ELUDENDO UNA NORMA di CIVILTA' che DOVREBBE OBBLIGATE LE STRUTTURE SANITARIE AD AVERE UNA POLIZZA ASSICURATIVA " di struttura" GLOBALE, con copertura del rischio al 100%. Pochi, tranne gli addetti ai lavori, sanno che - oggi - le strutture sanitarie pubbliche hanno una copertura assicurativa "parziale", ossia con franchigie che possono arrivare fino al milione di euro. Tutto cio' con effetti perversi sia nei confronti del paziente che verso i medici.

Medicina difensiva? Ovvia, in presenza di un siffatto quadro assicurativo. La medicina difensiva costa? Ovvietà, data la cecità dei politici al problema, nel corso degli ultimi 30 anni.
La nuova legge "Lorenzin"? Non chiarisce e non risolve il problema. Da decenni diciamo: " perche' non si copia il modello francese?" Sarebbe gia' qualcosa...

4) MEDICI IN SUBBUGLIO: IL DECRETO SULL'APPROPRIATEZZA nella prescrizione della DIAGNOSTICA

Il decreto Lorenzin sulla appropriatezza prescrittiva è diventato legge da circa 15 giorni. Cosa prevede? Condizioni RIGOROSE per erogare 203 prestazioni specialistiche finora a carico del SSN. Pena? Pena una sanzione pecuniaria per i medici prescrittori.
Da cio' la furia dei medici, con comparsa - negli ambulatori dei Medici di Medicina Generale - di un CARTELLO che cosi' recita. " Il decreto del Ministro Lorenzin del 20/01/16 riduce la possibilità, per il Vostro Medico di Famiglia, di prescrivere esami. Anche gli esenti ticket dovranno pagare per intero e di tasca propria, qualora gli esami non saranno giudicati appropriati. Ci scusiamo dei disagi non dovuti alla nostra volonta'. Noi continueremo a fare il nostro lavoro con attenzione, ma con sempre meno strumenti e con una burocrazia asfissiante, con ostacoli che dobbiamo combattere insieme per il vostro diritto alla salute e per il nostro diritto di fare i medici serenamente, senza sanzioni ed obblighi avvilenti".

Fin qui, il cartello-poster FIMMG.
Cartello spia di un disagio che limita sensibilmente la possibilità di prescrivere bel 203 esami /visite diagnostici-che, sino ad oggi considerate di routine.
Dai burocrati europei sulle caratteristiche della patata, siamo arrivati ai burocrati ministeriali italiani, che hanno deciso che queste 203 prestazioni "vadano centellinate", salvo sanzionamento al medico prescrittore, che si vedra' tagliato il trattamento accessorio.
Capite? In Italia non si risolve il problema del RISCHIO SANITARIO ma si pensa di ELIMINARE le LISTE di ATTESA TAGLIANDO GLI ESAMI ALLA FONTE, in modo generalizzato!
Cosa succedera'? Che, se Qualcuno non correrà rapidamente ai ripari,
- il mondo medico si arrabbierà di brutto;
- i pazienti dovranno pagarsi prestazioni prima coperte dalla "ricetta rossa"; e che, se non daranno fiducia al medico prescrivente le prestazioni, i pazienti - acuti o cronici che siano - costeranno ADESSO di MENO al SSN. 13 miliardi, dicono "coloro che sanno fare di conto..." (?!).

ADESSO SI POTRA' RISPARMIARE ma, TRA 5 ANNI i PAZIENTI COSTERANNO di PIU', perche' salterà la prevenzione.
Se fossimo in un Paese normale, prima del decreto, il Governo avrebbe dovuto attivare un tavolo con Regioni e Medici ed avrebbe dovuto varare una soluzione concordata, meno pericolosa e meno penalizzante, per tutti. Medici e pazienti.
Cosi' non è stato fatto. Perche'? Forse per favorire la Sanita' integrativa a pagamento?
Per ora ci fermiamo qui.
Ma non staremo zitti....

*Medico Specialista. Primario Nefrologo per ben 24 anni, ora in pensione.
Ma non in pensione nè come "cervice" nè come "cittadino".

Pissi Pissi Bao Bao

Chi è online

 119 visitatori online