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La democrazia sospesa

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Mario MontiVerona, 28 febbraio 2016. - di Paolo Danieli*

E' certificato. Berlusconi nel 2011 è stato vittima di un complotto. Grazie alle rivelazioni di Wikileaks sulle intercettazioni dei servizi segreti americani cui era sottoposto, ora lo devono ammettere anche quelli che non volevano crederci.

In Italia c'è stato un "golpe bianco" organizzato con la collaborazione delle agenzie di rating che hanno diffuso dati negativi volutamente esagerati sull'economia italiana, facendo schizzare lo "spread" a 500 attraverso la vendita dei titoli di Stato da parte delle centrali finanziarie internazionali, proprietarie, fra l'altro, delle stesse agenzie di rating. Agli italiani invece era stato detto che la colpa della crisi era tutta di Berlusconi e bisognava cacciarlo, come volevano Merkel, Sarkozy.

Si è trattato di un colpo di Stato per il semplice fatto che al posto di un governo legittimamente eletto ne è stato imposto uno nominato dall'alto. Napolitano, regista della vicenda, aveva cominciato a lavorarci un anno prima. Da quando aveva nominato Monti senatore a vita quale pagamento anticipato per il servizio che avrebbe reso. Imposto come premier nel novembre 2011, Monti mise mano a tutta una serie di provvedimenti economici - come la legge Fornero - che penalizzarono pesantemente i lavoratori e i pensionati.

Nell'aprile 2013 Enrico Letta, legato agli stessi ambienti finanziari, lo sostituisce e ne continua l'opera devastante fino a che, nel febbraio 2014, gli succede Renzi. Questi, senza alcun mandato elettorale, cambia a suo uso e consumo sia la legge elettorale che la Costituzione con il voto di un parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale e da una maggioranza composta da persone passate da destra a sinistra.

Tutti i protagonisti del golpe, escluso Monti, sono del Pd, a conferma che esso è strumento del grande capitale internazionale, alla faccia di Gramsci, Togliatti e di Berlinguer che si rivoltano nella tomba.

Da cinque anni la democrazia è sospesa. La sovranità non appartiene più al popolo, come recita l'art.1 della Costituzione, ma a delle centrali occulte che decidono chi governa e determinano le scelte politiche ed economiche. Nella storia della Repubblica non era mai accaduto nulla di più antidemocratico.

Solo questa, per non parlare della spesa che continua ad aumentare, delle promesse non mantenute, della resa di fronte all'invasione degli immigrati e dei soldi loro regalati, è una ragione più che sufficiente per mandare Renzi a casa. L'occasione presenterà ad ottobre col referendum confermativo della sua riforma costituzionale. Basta votare NO.

* già senatore della repubblica, Lettera Numero: 621

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