La «grande bugia» di Kompatscher

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Trento, 15 settembre 2016. – di Oskar Peterlini*

Ecco il raffronto tra le clausole di cosiddetta "salvaguardia" delle autonomie speciali del 2005 (nella c.d. Devolution di Berlsuconi-Bossi-Fini), e nella proposta di maggioranza della coalizione dell'Ulivo (Governo Prodi) a Camera e Senato nel 2006 e quella attuale (Renzi-Boschi).

Risulta chiaramente dall'accurata analisi, che quella proposta, nella riforma attuale di Renzi-Boschi, è la più debole.

Il raffronto contraddice pertanto l'affermazione del Presidente Kompatscher che la formula attuale sia la migliore.

In verità è la peggiore, peggio di quella concordata con Berlusconi e prevede una cosiddetta intesa debole, e non ancora alcun diritto di veto delle autonomie, che invece era previsto nelle due formule precedenti.

La clausola nella riforma Renzi- Boschi non offre, infatti, una garanzia per le autonomie, ma permette al parlamento cambiamenti unilaterali, se non si raggiungesse un intesa preventiva tra Stato e autonomie.

Di seguito, i testi a confronto.

"DEVOLUTION" RIFORMA (Berlusconi Bossi FINI) 2005

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Modifiche alla Parte II della Costituzione.» Gazzetta Ufficiale N. 269 del 18 Novembre 2005

(Intesa forte con diritto di veto dei Consigli provinciali e regionali)

Art. 38 (Approvazione degli statuti delle Regioni speciali)
http://www.po-net.prato.it/elezioni/2006/referendum/pdf/269.pdf

1. All'articolo 116, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "previa intesa" con la Regione o Provincia autonoma interessata sul testo approvato dalle due Camere in prima deliberazione. Il diniego alla proposta di intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio o Assemblea regionale o del Consiglio della Provincia autonoma interessata. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono adottare la legge costituzionale".

(Riforma costituzionale  caduta per il voto contrario del popolo italiano nel Referendum del 2006)

RIFORMA STATUTI SPECIALI 2006

Ddl. cost. CAMERA AC 203 Zeller e al Senato AS 648 Peterlini e altri (Capigruppo maggioranza Governo Prodi)
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=15&id=210594

(Intesa forte con diritto di veto dei Consigli provinciali e regionale)

Art. 4 (Modifica allo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol)

1. Il terzo comma del1'articolo 103 del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino- Alto Adige, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e successive modificazioni, è sostituito con il seguente:
«I progetti di modificazione del presente Statuto approvati dalle due Camere in prima deliberazione sono trasmessi al Consiglio regionale e ai consigli provinciali per l'espressione dell'intesa. Il diniego alla proposta d'intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con la deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale o di uno dei Consigli provinciali. Decorso tale termine senza che sia stato deliberato il diniego, le Camere possono adottare la legge costituzionale».
Con parerei favorevoli dei Consigli provinciali di Trento e di Bolzano e del Consiglio regionale, (decaduto con il scioglimento anticipato delle Camere)

TESTO LEGGE COSTITUZIONALE (Renzi Boschi) 2016

Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione». (16A03075) (GU n.88 del 1542016).
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/04/15/16A03075/sg

Art. 39 (Disposizioni transitorie)

13. Le disposizioni di cui al capo IV della presente legge costituzionale non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano fino alla revisione dei rispettivi statuti sulla base di intese con le medesime Regioni e Province autonome. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, e sino alla revisione dei predetti statuti speciali, alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome si applicano le disposizioni di cui all'articolo 116, terzo comma, ad esclusione di quelle che si riferiscono alle materie di cui all'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, nel testo vigente fino alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale e resta ferma la disciplina vigente prevista dai medesimi statuti e dalle relative norme di attuazione ai fini di quanto previsto dall'articolo 120 della Costituzione; a seguito della suddetta revisione, alle medesime Regioni a statuto speciale e Province autonome si applicano le disposizioni di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, come modificato dalla presente legge costituzionale.

14. La Regione autonoma Valle d'Aosta/ Vallee d'Aoste esercita le funzioni provinciali già attribuite alla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale.

* già presidente del consiglio della Regione autonoma Trentino - Alto Adige/Südtirol, senatore della repubblica nella XIV°, XV°, XVI° legislatura ed esponente di primo piano della SVP, docente della Libera Università di Bolzano

La «grande bugia» di Kompatscher