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Una scoreggia nell'universo

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Lettera Numero: 649

Verona, 19 settembre 2016. - di Paolo Danieli*

Se si abolisse la Presidenza della Repubblica il risparmio sarebbe di 230 milioni di euro. Se si chiudesse il Senato il risparmio sarebbe di 540 milioni di euro. Se si chiudesse la Camera il risparmio sarebbe di 1.037 milioni euro.

Però sappiamo benissimo che chiudere le tre principali istituzioni del paese è impossibile. Anche l'ultimo stato africano ha un parlamento e un presidente. Ma facciamolo lo stesso questo calcolo. Così si capisce quanto costa per davvero "la politica".

Tornando al nostro conteggio, se venissero eliminati, chiusi, annullati assieme Quirinale, Palazzo Madama e Montecitorio con tutto il loro contenuto il risparmio sarebbe di 1.807 milioni di euro.

L'Italia – ci raccontano- è attanagliata da un debito pubblico che ammonta a 2.229 miliardi di euro.

Nell'immaginario collettivo, costruito dai media, di questo debito la spesa per la politica è una parte importante. Ed è diffusa la convinzione che il deficit possa essere risanato tagliando i costi della politica.

Ma che cosa sono 1.807 milioni a fronte di 2.200 miliardi? Quasi niente.

Questi sono numeri, non chiacchiere.

E che cosa emerge da questi dati? Semplicemente che il costo della politica, cioè della democrazia, non incide che per una minima parte sul debito.

Ma continuiamo il nostro ragionamento. Tutti sappiamo che è impossibile chiudere Camera, Senato e Presidenza della Repubblica. Al massimo si può fare qualche taglio. Quindi se sarebbero poca cosa quei 1.807 milioni derivanti dalla chiusura totale, figuriamoci facendo solo qualche taglio!

Renzi sta sbandierando i risparmi che si otterrebbero con la sua riforma costituzionale che però non tocca né i 230 milioni del Capo dello Stato né i 1.037 milioni della Camera.

Racconta che chiude il Senato. Ma non è vero. Il Senato rimarrà aperto, con una funzione parzialmente diversa e con meno senatori. Ma non chiude. L'apparato, che è quello che costa, resterà. Insomma, di 540 milioni se ne potranno risparmiare forse 100.

Morale della favola: su 2.200 miliardi di debito pubblico si risparmierebbero forse 100 milioni. Il nulla.

E siccome la riforma di Renzi ha nella chiusura del Senato il suo pezzo forte, se ne deduce che il pezzo forte di Renzi è il nulla, come il nulla è quello che ha fatto fino ad adesso. Solo chiacchiere. 100 milioni su 2.200 miliardi! Una scoreggia nell'universo!

La verità è che tutto il battage propagandistico orchestrato sui costi della politica fa parte di un disegno ben preciso che ha lo scopo:

di screditare la politica per consegnare tutto il potere alle banche e all'alta finanza;

di ridurre i margini della democrazia con la scusa dei risparmi sui costi della politica;

di allontanare la gente dalla politica in modo da poter gestire più facilmente il potere;

E Renzi, come Monti, come Letta, come Grillo è una pedina di questo progetto di sostituire la democrazia con un'oligarchia finanziaria.

* già senatore della repubblica

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