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Il presidente del «comitato del NO» Taverna incontra Andrea Piazza di «Riva destra»

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Claudio Taverna e Andrea PiazzaTrento, 1 ottobre 2016. - Redazione

Si è tenuto ieri sera, 30 settembre 2016, l'incontro organizzato dal «Comitato della buona costituzione NO alla riforma Renzi» e «Riva destra di Trento» che ha visto il confronto tra l'on. Claudio Taverna ed Andrea Piazza, avvocato civilista, responsabile del comitato per il NO Riva Destra di Palermo. Nel movimento «Riva Destra» confluiscono persone motivate da ideali condivisi disallineati da interessi personali.

Andrea Piazza, come altri appartenenti al movimento, dedica parte del proprio tempo alla redazione delle linee guida «motivazioni del NO», nonché ad iniziative dirette a contrastare le mafie attraverso l'impegno con l' associazione «Emanuele Piazza Onlus».

L'incontro è stato anche un'occasione di confronto sul referendum costituzionale che si svolgerà il 4 dicembre che assume che per futuro politico dell'Italia assume un'importanza fondamentale.

Andrea Piazza nell'esporre le ragioni del NO alla riforma costituzionale di Renzi ha sottolineato «che per il no c'è una maggioranza eterogenea e trasversale e che la vittoria del no sarà schiacciante». Taverna ha ricordato invece come questo tentativo di riforma sia una scopiazzatura in peius della proposta di Silvio Berlusconi che è stata bocciata dal referendum nel 2007.

Secondo Piazza l'attuale sistema parlamentare sotto il profilo istituzionale consente alla maggioranza di governare nel rispetto delle garanzie costituzionali e sotto il controllo delle opposizioni, cosa che invece non avverrebbe in caso di vittoria dei si.

«La riforma RENZI, – spiega l'esponente di Riva Destra – sbandierata come un balzo in avanti verso un'ottimizzazione istituzionale, fondata sul discutibile binomio cambiamento = miglioramento ... segue il solco delle riforme sollecitate dall'UE nell'ambito della tutela del risparmio, riforma pensioni, riforme lavoro, il cui unico risultato è stato quello di marginalizzare i diritti in precedenza acquisiti».

Preoccupazione per il Trentino, infatti lo spirito sostanziale del progetto di revisione costituzionale – secondo Piazza – tende al rafforzamento dello stato centrale, marginalizzando minoranze ed autonomie locali.
Ricordiamo che la riforma modificherebbe 47 articoli della costituzione ( composta da 139 articoli rapporto 1/3 ) al fine di superare il bicameralismo paritario e trascinare il Paese verso uno sperimentale bicameralismo differenziato.

Sia Taverna che Piazza hanno concordato in modo unanime che il progetto di riforma «è scritto male in maniera frettolosa con errori di impostazione e sintassi e che in ogni caso rappresenterebbe un salto nel buio che altererebbe un sistema costituzionale che da sempre garantisce autonomia e bilanciamento fra i poteri dello stato con un meccanismo di pesi e contrappesi fondamentale per garantire la democrazia».

Secondo Claudio Taverna il nuovo senato introdotto da Renzi diverrà un covo di senatori indagati o condannati che grazie all'immunità e alla chiamata diretta rimarranno impuniti. Inoltre le procedure legislative risulteranno più complesse e confuse e quindi è da escludere la loro semplificazione. Critiche anche per la presentazione del quesito referendario, «sembra uno spot elettorale, è uno scandalo». Secondo Piazza diventa particolarmente dannosa anche l'abolizione del Cnel.

Ma nell'incontro si sono affrontati anche argomenti legati alla politica internazionale come la Brexit, «Oltre la Manica non è mai andata meglio, – rileva Piazza – i cittadini inglesi sono felici, il lavoro e il benessere aumenta», la fine del mandato di Obama, «il più disastroso presidente degli Stati Uniti di sempre» – spiega Taverna.

I due durante l'incontro sono stati concordi anche sul fatto che la globalizzazione è stato un concetto fallimentare e hanno insistito sul «Renzi Pensiero», che continua a dire che in Italia va tutto bene e che il paese sta ripartendo, «ma come fa un paese a ripartire quando il suo debito pubblico continua a salire» – si è chiesto Andrea Piazza dopo aver snocciolato gli ultimi dati che, impietosi, hanno verificato un nuovo aumento di 77 miliardi di euro di debito pubblico per l'Italia negli ultimi mesi.

Interessante un'interpretazione data da Piazza sulla presentazione della riforma, «Matteo Renzi ha giurato il 21 febbraio e la riforma è stata presentata il 14 marzo, il dubbio che questo faccia parte di un preciso disegno avviato da tempo viene» – ironizza ancora Piazza che ricorda che ormai da 5 anni in Italia la democrazia è sospesa dal PD che non permette ai cittadini italiani di votare.

Per l'onorevole Taverna invece la riforma è un salto nel buio e se vincessero i NO sarebbe uno schiaffo per i poteri forti, specie se collegati ad una visione finanziaria internazionale. Anche per lui le probabilità di una vittoria dei NO è molto alta.
Ma quali sarebbero gli scenari in caso di vittoria del NO? Renzi – concordano Taverna e Piazza – uscirebbe molto indebolito e l'implosione avverrebbe dentro il suo stesso partito in una sorta di resa dei conti che ormai in molti attendono da anni.

Sul futuro politico del nostro paese è ancora Andrea Piazza a concludere, «il centro destra ha bisogno di unirsi intorno ad un programma e una proposta decisa, forte ed unitaria, in cui la gente di deve identificare senza possibilità di interpretazione, e l'unica ad oggi è l'uscita dall'Europa e dall'euro che ha causato disastri al nostro paese»

Claudio Taverna conclude invece parlando di immigrazione, «situazione gravissima per l'Italia, è necessario chiudere le frontiere, dichiarare lo stato di emergenza, espellere dal nostro Paese gli immigrati che delinquono e che di fatto sono clandestini e studiare una forte strategia per l'integrazione degli altri».

Il presidente del «comitato del NO» Taverna incontra Andrea Piazza di «Riva destra»

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