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Al voto per il NO

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Claudio Taverna AppelloPer gli elettori trentini, il NO vale doppio!

Trento, 3 dicembre 2016. - di Claudio Taverna

Scrivo queste poche righe dalla corsia della terapia intensiva di cardiologia del Santa Chiara, dove mi trovo, dalla sera di mercoledì, ricoverato in osservazione, dopo che una "ostruzionistica" quanto dispettosa fibrillazione ventricolare, mi aveva impedito di concludere l 'appello finale del "Comitato per la buona Costituzione: No alla riforma Renzi", in corso allo Sporting Hotel.

Assicuro tutti, in particolare gli amici, sulla mia salute: sto bene (il defibrillatore che porto addosso mi ha salvato la vita) e tra qualche giorno, ritornerò a casa. Ringrazio per gli auguri che molto numerosi mi sono giunti e ringrazio, con l'occasione, chi si è impegnato con me nella campagna referendaria, fin dal maggio scorso (il "Comitato per la buona Costituzione: No alla riforma Renzi" si è costituito il 5 maggio).

Approfitto dell'occasione per concludere l'appello che forzatamente avevo interrotto.

In primo luogo chi è convinto del NO, vada a votare, sconfigga la pigrizia e si rechi al seggio. Andrò a votare al seggio allestito in ospedale.

Ovviamente è dispensato, invece chi è per il Si, tanto, in questo caso, il referendum è confermativo e per essere valido non necessita di quorum: vince chi prende un voto in più!

Perché votare NO!

La riforma costituzionale proposta da Renzi, approvata da maggioranze variabili (senza l'apporto dei transfughi passati con Renzi non avrebbe avuto nemmeno l'approvazione parlamentare), è scritta male, incomprensibile, devastante per la perdita di sovranità popolare, sia interna che esterna.

Interna, perché il nuovo Senato non sarà elettivo, bensì nominato dai partiti.

Esterna, perché ancora nuovi e maggiori poteri saranno ceduti alle lobby che governano le burocrazie anonime (non elettive) dell'UE.

Altrettanto devastante è l'assetto organizzativo. Le regioni ordinarie decapitate di molte competenze, odieranno quelle speciali, per il momento "salve" dal ritorno neocentralista statale, ma, con la c.d. «clausola di supremazia», sono sotto la spada di Damocle di un parlamento ad indirizzo prevalentemente centralista e avverso alle autonomie speciali.

Quindi al voto per il NO. Per gli elettori trentini, il NO vale doppio!

Al voto per il NO

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