4 marzo: è in agguato il trappolone

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seggio elettoraleMonselice, 23 febbraio 2018. - Adalberto de' Bartolomeis

Inciucio. Che pessimo termine! Eppure questo è il linguaggio della politica. Io parlerei più di pastette, pastoie, ammucchiate, larghe, larghissime intese, un "volemmose bbene" o cos'altro di più?

Il siluro sta arrivando e questa volta di brutto dopo il "D-DAY" After tomorrow, ovvero dopo il 5. Una non scontata vittoria del centro-destra, cioè, senza una netta maggioranza parlamentare, potrebbe fare cadere il teatrino di questa coalizione, "moral suasion",subito perché tra i possibili tre litiganti, FI, Lega è FdI si potrebbe verificare un ritorno ad un '68 parigino. Il potere, pur di non spezzarsi, quello forte avrà la sua acclamazione, non certo da parte degli elettori che si sentiranno traditi, come una riedizione badogliana, con la barra di nuovo tutta a sinistra.

C'è un signore che in momenti nevralgici di storia patria ritorna puntualmente sulla scena dei "delitti": si chiama Romano Prodi. Professorissimo, lui, astuto da volpe, già avendolo sentito parlare, anche per un attimo, mi è bastato capire che si veste anche con il pelo di un altro animale, il lupo e " cappuccetto rosso", anzi, rotto, ci finisce, dritto dritto, dentro le sue fauci. Potrebbe darsi che riuscirebbe ad infinocchiare tutti, da Berlusconi, che lo ha già battuto due volte e non è poca roba, a Gentiloni, che poi lo salverebbe per il suo stile da nobili origini familiari di gentiluomo, creando, così, un sinistrume fatto dai grillini che impazziscono se non riescono ad andare al governo, a questi strani Liberi ed Uguali, surrogato del post-comunismo, al Pd.

Insomma, uno schema che ricalcherebbe il vecchio Ulivo di buona o pessima memoria. Non è poi inverosimile una tragedia simile se si considerino i numeri che la sinistra purtroppo ha ancora e naturalmente le sue ambizioni. Se si fanno le somme dei consensi che queste forze o meglio, debolezze politiche, raccoglieranno dalle urne, io credo che il numero totale delle schede superi abbondantemente il 50%. Ecco che si materializzerebbe di colpo la maggioranza, in barba a Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia della cara signora Meloni, tanto cara alla Casta, non diciamo quale, perché è ampia, molto ampia, riconfigurando una sinistra generica, il cui potere starebbe a cuore non certamente agli interessi degli italiani.

Naturalmente le componenti di questa altrettanta, supposta, maggioranza, litigheranno anche loro su tutto, perché farei il Muzio Scevola, quello che ci mise il braccio sul fuoco, lui, però, non io: fossi matto! Il riferimento è che, senza rischi di scommesse come volle la leggenda romana, ci scommetterei semplicemente che lo scenario molto prevedibile potrebbe essere questo, dopo il voto. Un centro destra vince risicato, appena appena, ma non "je fa" come si direbbe in gergo romanesco ad avere i numeri per governare, anche perché spaccherebbero tutto: già adesso fanno finta di andare d'accordo e allora dovrà intervenire il nuovo Presidente, Sergio Mattarella a dire a questi qui che ho nominato di formare un altro governo, tecnico, senza, ovviamente, ritornare al voto.

Sarebbe troppo costoso per il Paese e soprattutto troppo vicini alla cosiddetta "prova costume", per l'approssimarsi dell'estate! Quindi, il futuro sinistrume, pur di accaparrarsi le consunte poltrone non mollerebbe mai e troverebbe sempre il modo di tirare avanti. Per altri anni "governerebbe" questa sempre più sgangherata Nazione, ma nel peggiore dei modi, finché la stessa Nazione non verrà inghiottita da altre forze umane, già occupanti l'intero territorio, che non dico...ma che è implicito capire quali siano. In definitiva, se il mio pronostico catastrofico si trasformi davvero in una profezia diabolica la tradizione prodiana sarebbe consolidata: è lui che vincerebbe le elezioni, come stratega di trame non tanto oscure; si confermerebbe paladino del progressismo italiota, tornerebbe, piuttosto anzianotto a fare il Capo del governo, ma poi, puntualmente, la fine della resa non sarà lunga e mollerebbe l'osso. Pertanto il rischio vicino sul suo disegno-scatto elettorale potrebbe veramente risultare imbattibile. Per sconfiggerlo questo stratega che sta tramando ci vorrebbe un centrodestra coeso, che non c'è, per ora. Punto.

4 marzo: è in agguato il trappolone