Viva! Viva Villa!

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Viva VillaDopo 20 mesi dal terremoto, il flop della ricostruzione: abitabili solo 50 case

Trento, 20 aprile 2018. – di Claudio Taverna

Prendo a prestito il titolo di un film (Villa Ridens)..... uno dei pochissimi film dove il "leggendario" Yul Brynner, interpretando Pancho, dotato di una fluente capigliatura, recitò con i capelli, al posto della celeberrima pelata.

Francisco (Pancho) Villa fu un rivoluzionario, guerrigliero e politico messicano (a cominciare dalla rivoluzione messicana del 1910-1911 e oltre) e non c'entra nulla con la storia e le vicende politiche del presidente della repubblica italiana, oggi impegnatissimo in consultazioni, incarichi esplorativi, e cos'altro nel tentativo (im)possibile di sciogliere i nodi di una intricatissima matassa politica per la formazione del nuovo governo.

Di fronte, l' ennesimo, consolidato teatrino della politica italiana che, a dispetto delle sterili promesse del "nuovismo", mostra come si muove, con consumata disinvoltura, il primo campione della italica rivoluzione, quel Gigi da Pomogliano (nato però in Avellino).

Ma di questo, scriverò in altra occasione.

Da poche settimane si conoscono i numeri del post-terremoto che dimostrano una "ricostruzione" altro che flop. Nei 138 comuni del cratere sono appena 50 le case private che erano state lievemente danneggiate dalle scosse e sono tornate abitabili come da elenco: zero in Abruzzo, 2 in Umbria a Norcia, 12 nel Lazio e 36 nelle Marche, un anno e mezzo dopo il terremoto.

Ricordo che il terremoto del Vulture, avvenuto nel luglio del 1930, provocò 1.404 vittime e colpì le province di Potenza, Matera, Benevento, Avellino e Foggia, sempre sulla dorsale appenninica, un po' più a sud di quello del 24 agosto (e seguenti) del 2017.

Il Governo di allora (per la storia Benito Mussolini) affidò al ministro dei lavori pubblici Araldo di Crollalanza l'incarico della ricostruzione. Il ministro trasferì su un treno speciale il ministero. Lui stesso si stabilì in una carrozza del treno, seguendo di persona i lavori e a soli tre mesi dal sisma, il 28 ottobre 1930, le prime case vennero consegnate ai terremotati. Furono costruite 3.746 case e riparate 5.190 abitazioni. (1)

A questo proposito, ricordo al presidente della repubblica italiana il discorso (sicuramente non passerà alla Storia) che pronunciò il 27 gennaio 2018 al Palazzo del Quirinale (2) e già che ci siamo gli ricordo anche la sua autorevole presenza (3), il 13 febbraio 2018, a Palazzo Borronomeo (sede dell'Ambasciata d'Italia presso la Santa Sede) dove, insieme alle più alte cariche istituzionali e di governo dello Stato, incontrò la delegazione dello Stato del Vaticano, guidata dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, e composta dal sostituto monsignor Angelo Becciu, dal segretario per i Rapporti con gli Stati monsignor Paul Richard Gallanger, dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei per celebrare l'anniversario dei Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) che chiusero la vertenza tra l'Italia e il Papa, dopo la breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) e la fine del potere temporale dello Stato Pontificio.

Quindi, gli ripeto (molto umilmente) la domanda: tutto quello che fece Mussolini fu sbagliato?

Per quanto mi riguarda, VIVA! VIVA VILLA!

(1) L'Italia dimentica non solo gli errori, dimentica anche gli esempi!

(2) Le "alte" esternazioni violentano Storia e Verità

(3) Gli smemorati di Collegno….. da Mattarella a Gentiloni e ......a tanti altri!

Viva! Viva Villa!