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C'è una gran voglia di pernacchio

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nuovo governoMonselice, 1 giugno 2018. - di Adalberto de' Bartolomeis

Ho paragonato questa intricata situazione politica nazionale dagli esiti che sono stati fino a ieri alquanto incerti, riguardo un responso popolare di elezioni fatte il 4 marzo scorso, la XVIII legislatura nata davvero a cardiopalma, come una partita di calcio ai suoi supplementari e rigori.

Per quasi novanta giorni non si vedeva mai una fine o la si stava per vedere con un ritorno ad un'inconsueta, recente, "tradizione", di un governo tecnico, il cui rischio, allora sì , avrebbe dovuto manifestarsi, per sola decenza degli elettori, con la gogna da parte di un popolo infuriato. Invece sembra aver prevalso "la ragione di Stato", una "saggezza da politici che, comunque, li definirei alquanto schizofrenici.

Ma loro sono ciò che ci meritiamo: gli abbiamo votati. " C'est la vie". Ci sono politici che per quasi un trimestre hanno litigato, per assegnare ai loro nominati, professori, le nuove poltrone da ministro e ieri, " incredibile dictu", ce l'hanno fatta. Non sembra ancora vero ma è così. Il governo dell' "ora fateci vedere il cambiamento" ha un Savona che, nemmeno entrato dalla porta principale adesso rientra dalla finestra. Sono stati nominati due Presidenti del Consiglio dei Ministri che, in un battito d'ali, roba di meno di una settimana, si sono avvicendati, rimettendo il loro mandato " esplorativo" d'incarico al Capo dello Stato.

Conte prima, Cottarelli dopo. A quest'ultimo, quasi, gli viene ordinato subito di fare un passo indietro perché l'altro professore Giuseppe Conte rimonta in sella al cavallo che spero non sia quello di Troia. Fratelli d'Italia e Forza Italia dicono che valuteranno, volta per volta, ciò che dovrà dimostrare di saper fare questo governo del cambiamento, per cui si astengono nell'unirsi all'asse M5S e Lega. Di fatto, da oggi, con il giuramento alla Repubblica e quindi allo Stato e quindi al popolo italiano i nuovi ministri si presenteranno innanzi al Presidente della Repubblica con un Esecutivo molto strano, in quanto ci saranno in campo due maggioranze di due schieramenti opposti: un rappresentante di un centro destra, la Lega ed uno molto variegato, misto nei suoi singoli componenti, che stanno a sinistra, al centro, a destra.

Una sorta di frullato, il M5S. Non si può negare che un governo così scombinato possa avere vita lunga. Io sono più portato a credere che dopo l'estate sarà chiamato, come altri in passato, perché non sarebbe il primo, governo "balneare". Nella storia repubblicana questo governo molto variegato, congiunto a forzature di accordi che ricordavano più i tempi della scuola, con i compiti per casa da fare, è così disomogeneo che non può che assicurare instabilità. Non la vedo diversamente e mi spiace se appaio pessimista. Abbiamo un ritratto, apparentemente, di un governo "miracolato" in extremis.

Una storia così nemmeno Napoleone Bonaparte l'ha vissuta tanto in fretta. Il suo rieletto ed ora in carica ufficiale, in servizio effettivo, ma poco permanente, neo Presidente del Consiglio, proprio come Napoleone, cadde, ma poi risorse, per cui seppure in miniatura a quell' Imperatore d'Europa, è emulo involontario delle sue alterne gesta, dopo il suo "primo esilio". Il garante di tutto ciò, il Capo dello Stato, a fede di una carta costituzionale che si rispetti ha tribolato non poco, manifestando, con una sua caratteristica di imperscrutabile pacatezza, un certo disagio, di fronte a due rappresentanti del fronte popolare, segretari di maggioranza, di partito.

Qui si fa la storia uno di loro ha detto e staremo proprio a vedere che storia riusciranno a fare, altrimenti ci sarà da domandarsi con i dovuti scongiuri, " attenti a quei due"! Alberto Sordi, in un famoso film, provocò alcuni lavoratori con un verso molto conosciuto in Italia, che divenne altrettanto conosciuto ed in uso, poi, in buona parte del resto del mondo. Non vorrei che ad un futuro giro di elezioni diventi corale questo verso da parte di tanti italiani.

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