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Il governo di cristallo

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Monselice, 22 maggio 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Una volta ai cinema proiettarono un noto film di un regista americano, John Guillermin, "L'Inferno Di Cristallo", uscito nelle sale, ormai, nel lontano 1974. Si trattava di una mega festa in un grattacielo di 138 piani a Los Angeles. Poiché l'edificio fu costruito con materiali altamente scadenti, è bastato un corto circuito che andò a fuoco tutto. Ricevette l'Oscar per il migliore film dell'anno, con un cast di attori dell'epoca di rilievo. Qui abbiamo un cast di politici, non di rilievo. Giammai!

Il regista di questo stravagante governo è il Capo dello Stato che lo ha voluto, diciamo, per non "tradire il voto degli elettori". Ma vi ricordate quanto tempo ci volle perché Lega e Movimento 5Stelle si dovettero mettere d'accordo? Mesi!!!

E perché questo? Semplice: non erano d'accordo su tutto, che dovettero persino stilare un "contratto", ispirandosi ad un povero morto che si sono andati a pigliare, Jean Jacques Rousseau e adesso guardateli questi contraenti firmatari! Mi sembra di vederli quasi su di un "ring" di pugilato.

C'é un Presidente del Consiglio che, spintonato nel prestarsi alla politica, lui dice "una tantum" che, dapprima, morbido, remissivo, un "agnello" di "belle parole", moderate, ma sostanzialmente vacue, in questo momento si atteggia ad una specie remota, ma molto remota, perché proprio non gli assomiglia affatto e fortunatamente, ad un " ducetto", modo di dire quando uno vuole sentirsi superiore ed altezzoso e forse anche un tantino arrogante.

Io non so se il vero Duce fosse stato davvero altezzoso. Da quello che sono riuscito a costruirmi, leggendo, studiando molto ed osservando diversi documentari, escluderei in quell'uomo l altezzosità , naturalmente, a prova documentale di smentita. In quanto agli "Attenti a quei due", i due Vice premier, nonché ministri, nella Seduta del Consiglio dei Ministri dovevano far approvare due decreti importanti: quello sulla sicurezza bis e l'altro sulla famiglia.

Non ne sono venuti a capo di niente ed hanno preferito fare come si faceva a scuola con la maestra: inviare per conoscenza al Quirinale i due contendere, nutriti di litigi e basta. Non mi dilungo, tanto sarebbe pure noioso. Dico solo che, per esempio, non riuscire ad approvare ciò che i due movimenti politici contendenti, ma attenzione, alleati, hanno sicuramente tanto elaborato, la dice lunga. Che cosa? Ma che in altri tempi si sarebbe aperta subito una bella crisi di governo.

Dopo il 26 maggio non cambia nulla? Scommettiamo che la faranno cambiare altri personaggi "magnifici" come Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici? È quasi garantito. Non leggo nel futuro, ne sono un lettore indovino, soprattutto su quanto è possibile trapelare da Sole 24 Ore, ma forse le future settimane o al massimo qualche mese, potrebbero darmi ragione. Il governo fa un bel tonfo, perché cade, che per diversi aspetti è meglio per tutti.

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