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La politica altro non è che una continua eredità drammatica

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Monselice, 11 agosto 2019. - di Adalberto de' Bartolomeis

Crisi di governo? La Tav Torino Lione è una linea ferroviaria per merci e passeggeri lunga 270 chilometri, di cui il 70% in Francia e solo il 30% in Italia. È bastata una divergenza sulla fattibilità di questa (non grande) opera per far cadere un governo e gettare un intero Paese nel caos.

Si sapeva, era scontato, atteso che il Movimento 5 Stelle votasse a sfavore: una sorta di dispetto da parte di questa bislacca maggioranza. Semplice! Anche questo era preventivato dal momento che questi personaggi hanno giurato davanti al Capo dello Stato, per il loro inserimento nei due emicicli. Un governo così non l'avevo mai visto; pagliacciate su pagliacciate, belle e buone, che ci stiamo sorbendo da più di un anno, ma comunque andiamo avanti.

La spaccatura della maggioranza è avvenuta in Senato, dove la Lega ha bocciato, insieme al PD la mozione anti Tav presentata dal M5S e ha approvato quella a favore della Torino-Lione presentata dal Partito democratico. Un pezzo della maggioranza ha quindi votato in un modo, un altro pezzo in un altro, fine dei giochi. Salvini ha chiesto a Conte di dimettersi, il Premier non ha accettato, pretendendo prima un passaggio parlamentare.

La Lega ha quindi depositato una mozione di sfiducia a Conte in Senato per la sua assenza durante il voto sulla Tav. Probabilmente il voto alla mozione di sfiducia ci sarà il 13 agosto. Che dire, è stata una crisi inaspettata, come l'uovo di Pasqua sotto l'Albero di Natale il giorno di Ferragosto. Che ormai le cose non andassero bene si era, appunto, capito da mesi, caratterizzati da accuse e polemiche che avevano paralizzato l'azione di governo.

L'esecutivo giallo-verde ha partorito meno leggi rispetto al governo precedente se si considera lo stesso periodo temporale. Meno male che doveva essere l'esecutivo del "cambiamento"! L'eredità lasciata ad occhio e croce è drammatica. Il cambio di governo dovrebbe esserci in una fase delicatissima, quella della legge di bilancio, in cui bisogna fissare le entrate e le uscite del prossimo anno, in cui bisogna dimostrare di essere credibili ed in cui bisogna trovare i soldi per evitare l'attivazione delle clausole di salvaguardia, fissate da questo esecutivo, che con una certa spavalderia, dice di essere sicuro di trovare le risorse.

Le clausole ve lo dico io quali saranno: aumento dell'Iva ordinaria dal 22 al 25,2% e dell'Iva agevolata dal 10 al 13%. La manovra sarebbe stata per il governo giallo-verde particolarmente complicata, questa sarà a breve la giustificazione che daranno questi "signori", tanto che anche chi è il più sprovveduto o avulso di politica ritiene che questa crisi costituirà una vera e propria fuga dall'impossibilità di evitare il rialzo dell'imposta sul valore aggiunto, ma non solo questo...Saranno necessari tagli di spesa, altre imposte ed incremento del deficit, senza avere la sicurezza di farcela. In definitiva un vero dramma.

Evitare l'aumento dell'Iva di 23 miliardi che scatterà dal primo gennaio, a questo punto, con un cambio di governo, sarà ancora più difficile, con conseguenze drammatiche quali l'aumento notevole dei costi per le famiglie (oltre 500€ all'anno), la riduzione dei consumi e l'aumento dell'evasione fiscale. Ecco perché si parla di eredità drammatica. Dove si troveranno tutti i soldi per mandare avanti un Paese che non è cresciuto in questi ultimi mesi e che anzi aveva fatto delle promesse impegnandosi a mantenerle pena gli aumenti dell'Iva? Sono cavoli amari, per tuttti. Leggo in questi giorni di sondaggi, di percentuali, di probabili scenari nel futuro prossimo governo eletto dal popolo. Addirittura c'è chi già azzarda la composizione delle future camere parlamentari.

A mio avviso è prematuro, anzi mi sbilancio: le percentuali saranno nettamente differenti rispetto a quelle che girano in questi giorni. A breve partirà un massacro mediatico contro le attuali forze di maggioranza e saranno elencate tutte le situazioni catastrofiche in cui l'Italia rischierà di impantanarsi. A chi verrà attribuita la colpa? Sicuramente né alle Banche, né all'Europa, né ai mercati o a qualche altra fantasmagorica lobby misteriosa. Gli alibi staranno a zero.

Le politiche economiche del governo giallo verde saranno prese di mira, e difficilmente la responsabilità sarà asimmetrica. In questi anni purtroppo la manfrina non è cambiata. Tutti i governi che si sono succeduti sono stati bravi a produrre leggi in cui bisognava premere un tasto per ottenerle. Con una maggioranza schiacciante sono buoni tutti. Tanti piccoli provvedimenti con cui riempirsi la bocca e gonfiarsi il petto. C'è però un aspetto che nessun esecutivo è riuscito a mettere a posto: far quadrare i conti pubblici.

La politica altro non è che una continua eredità drammatica
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