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Senza il nucleare

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Lettera Politica N. 792

Trento, 25 ottobre 2019. - di Paolo Danieli*

In tanti anni di crisi economica ne abbiamo sentite di tutti i colori: colpa dei politici, degli sprechi, della delocalizzazione, del debito pubblico, del costo del lavoro, delle tasse, della giustizia, della burocrazia. Tutte concause a loro volta effetto di cause più profonde che si evita di ricercare per paura di effetti dirompenti sull'opinione pubblica la cui attenzione viene sistematicamente deviata su falsi obiettivi.

Anche a questo serve l'antipolitica.

Meglio parlare dei costi della politica piuttosto che raccontare che la Banca d'Italia o la Bce sono private e non pubbliche come credono i più. Meglio solleticare l'invidia per le indennità parlamentari o i vitalizi piuttosto che raccontare di come il denaro prodotto con il lavoro viene prestato dalla Bce ad alto tasso d'interesse a coloro che hanno prodotto la ricchezza.

Fino a qualche mese fa – grillini e Mario Giordano in testa – sembrava che la causa di tutto fossero i costi della politica. Sono stati tagliati. Risultato? Zero.

Semplicemente perché si tratta di numeri irrilevanti, che con la crisi non c'entrano, che non risolvono nulla.

Non abbiamo la pretesa di sviscerare in poche righe le cause profonde del malessere economico e delle ingiustizie perpetrate sulla pelle dei popoli. Per questo esiste, fortunatamente e fino a quando non verrà fatta sparire, una nutrita letteratura che illustra il problema in termini anche accessibili a chi economista non è.

Ma fra le concause della mancata crescita dell'Italia ce n'è una che non si nomina mai. Forse per pudore, perché per ben due volte, a distanza di un ventennio, gli italiani con due distinti referendum hanno detto NO all'energia nucleare.

E' stato come tagliarsi le palle. Non sarà tutto lì il perché del paese non cresce, ma se si fossero attivate le centrali nucleari l'elettricità sarebbe costata molto meno e di conseguenza i costi di produzione e di vita sarebbero diminuiti. Come in Francia, Svizzera, Germania, Uk, ecc. O no?

* già senatore della repubblica scrive su "L'Officina"

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