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Coronavirus, in forse il referendum?

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Trento, 25 febbraio 2020. - di Claudio Taverna

Il referendum confermativo del taglio dei parlamentari e della legge costituzionale fortissimamente voluta dai grillini e stupidamente subita da tutti gli altri, fissato il prossimo 29 marzo p.v. rischia di saltare.

Chi scrive, a dispetto dei grillini e di tutti gli altri, è motivatamente contrario alla riduzione "sic et simpliciter" , ovvero al "taglio lineare" del numero di deputati e senatori, perché ciò comprometterebbe importanti istituti costituzionali.

Avrò modo di entrare nel merito dei "vulnus costituzionali" derivanti da simile bestialità politica e giuridica.

Per svolgere correttamente le operazioni preparatorie del referendum è necessario che cessi la situazione di emergenza che coinvolge il Nord, dove gli sforzi per il contenimento dell'epidemia di coronavirus assorbono molte energie degli apparati pubblici preposti alla suddette operazioni.

Inoltre, deve essere garantito a tutti lo svolgimento della campagna referendaria. Le opzioni favorevoli o contrarie alla conferma o meno del taglio dei parlamentari devono poter essere proposte e discusse esercitando, a pieno titolo, il diritto di parola e di propaganda, ma ciò è impossibile in una situazione di emergenza, dove è imposto il divieto alle manifestazioni sportive, ricreative e religiose nelle zone a rischio, praticamente in tutto il Nord.

L'emergenza, dunque, costringerà al rinvio del referendum. Tanto prima lo si decide, tanto meglio sarà!

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