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Referendum Costituzionale, le ragioni del NO

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Trento, 20 agosto 2020. - di Damiano Luchi

Il 20 e 21 settembre 2020, salvo scongiurati rinvii per il presunto rischio contagio covid19, e che sarebbero osteggiati fortemente dalle opposizioni, si voterà per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari che comporterà, in caso di esito positivo, la modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione.

I temi coinvolti da questo referendum confermativo sono fondamentali: la rappresentanza, il pluralismo, il ruolo centrale del Parlamento come espressione della sovranità popolare.

E quella che è ormai una conclamata contrapposizione tra cittadini e segreterie di partito, che pur di difendere il governo di cui fanno parte rinunciano a difendere la Costituzione e i principi che invece invocano a ogni tornata elettorale.

L'argomento del presunto risparmio di denaro pubblico, utilizzato per far leva su un popolo stanco di una classe politica egoista e inconsistente, è fallace: perché a fronte di un "taglio" sui costi così irrilevante da essere sostanzialmente inefficace sui conti pubblici, si svilisce la sovranità del popolo.

Il vero tema, dunque, è quello dell'annullamento del pluralismo, della riduzione dei rappresentanti soprattutto delle regioni meridionali, con uno squilibrio a favore delle regioni del nord e con un parlamento più facilmente esposto alle lobbies e alle infiltrazioni criminali, con un'egemonia delle segreterie centrali di partito pressocchè totale.

L'effetto di accentrare il potere in mano a pochi renderà più agevoli futuri colpi di mano delle maggioranze politiche che potrebbero modificare la Costituzione, persino la prima parte sui diritti fondamentali, con una facilità inedita rispetto a oggi.

A tutto ciò si aggiunga che dal combinato disposto del taglio dei parlamentari e di leggi elettorali sconsiderate (come quella attualmente in discussione che vede una soglia di sbarramento al 5%) è verosimile che un partito con una maggioranza relativa nel paese possa conquistare la maggioranza dei seggi in parlamento, senza alcuna minoranza a fare da opposizione.

Il numero dei parlamentari è stato cristallizzato nella Costituzione proprio per tutelare la rappresentanza e la sovranità popolare.

Gli attuali occupanti pro tempore gli scranni del parlamento, quelli che con il populismo e mance elettorali come il reddito di cittadinanza hanno concepito e voluto la riduzione del numero dei parlamentari, non sono neanche lontanamente paragonabili ai nostri padri costituenti, e la Costituzione è cosa troppo importante perché siano costoro a snaturarla.

Referendum Costituzionale, le ragioni del NO

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